lunedì 28 luglio 2008

Appunti personali sul "Dimostrare"

Precisazioni sulle Idee e la Realtà: Le idee sono essenzialmente diverse dai fatti reali, l'idea di un cane è completamente diversa da un cane reale. Col termine Idee indichiamo ad esempio ogni singolo elemento della nostra memoria, ogni possibile immagine mentale, ogni possibile astrazione e concetto. Idee e mente coesistono indissolubilmente. Le Idee sono percepite, al di là del loro contenuto che può essere vero o falso, la percezione dell’idea è un fatto reale concreto e diretto. Le idee esistono definitivamente nella realtà e il loro contenuto può essere vero o falso. Le idee vere hanno dei contenuti che rappresentano solo particolari aspetti della realtà e mai la realtà in maniera completa. Le idee nella loro essenza sono un modo di percepire la realtà, una sua interpretazione. Le Idee sono come il calco in gesso preso da un impronta di un rettile estinto. Il Calco è l’idea, ma il materiale del gesso è la realtà con le sue molecole e le sue leggi. Non esiste nessuna idea e nessun articolazione di idee il cui contenuto rappresenti definitivamente la realtà. L’Idea è per sua natura una relazione specifica e definita all’interno della realtà, senza specificità e limitazione non esiste l’idea. Non c'è modo di arrivare alla realtà prendendo come base delle organizzazioni di idee vere. Dalla realtà possono nascere le organizzazioni delle idee vere e false e non viceversa, le idee non hanno energie, non possono essere causa fondamentale di nulla. L’idea non ha energia per causare nessun movimento nella materia, un’idea non può spostare un carico alimentare da una nazione ad un'altra, un’idea non può partorire un essere vivente, non genera calore, né elettricità. L’uomo può utilizzare le idee in varie maniere.

Il Fallimento della “DIMOSTRAZIONE”
Con questa parola indichiamo il processo logico (nel tempo) che si mette in atto a partire da alcuni postulati o ipotesi che partono da postulati (non dimostrati e assunti per veri) evidenziando in vari passi semplici separati che non esiste nessuna contraddizione logica all’interno del processo che arriva fino ad una conclusione, una dimostrazione corretta evidenzia con semplicità logica che una determinata articolazione o organizzazione di postulati (dati per veri a priori) è ancora vera ( o meglio non può essere falsa né incoerente ne contraddittoria).
La dimostrazione è un processo che opera sulle relazioni e non prende in considerazione nessun fatto reale.
Dal momento che i postulati sono dati per veri come assunto, tali postulati sono solamente idee, concetti e non fatti. Sono concetti che possono anche avere la caratteristica di poter essere veri o falsi. I fatti invece non hanno questa caratteristica i fatti sono veri di per se, non sono portatori di contenuti che hanno la potenzialità di essere veri o falsi. Un bambino nasce.. non è una cosa vera o falsa, nemmeno da “prendere” per vera, chi è che la prende per vera e perché? La sua esistenza è il fatto e si autodimostra con energia, da li tutto si genera. Io sto pensando se quel bambino è una cosa che esiste o no mentre lui respira mangia e fa altre cose…
la dimostrazione opera e lavora esclusivamente su questi concetti e non su fatti reali, su variabili, su idee non su percezioni dirette. La cellula non deve essere dimostrata per esistere, semmai l’uomo se vuole può pensare alla cellula ma questo pensiero non farà mai la cellula meno vera o più vera. Naturalmente prendiamo come sinonimi “Vero” e “Esistente”, dato che il nostro interesse per la dimostrazione ( se pur ci fosse) sarebbe rivolto solo verso dimostrazioni che possono concludere fatti ESISTENTI. Che ci possa dare, insomma informazioni utili sulla nostra vita su ciò che viviamo. Possiamo tramite un processo logico (raffinato, sottile, infallibile, intelligente) che un qualsiasi fatto è esistente o no?
La Dimostrazione non ci aiuta a questo scopo. Non potrà mai concludere definitivamente se un fatto è esistente o no. Ogni dimostrazione deve basarsi su dei presupposti non dimostrati. Non si può dimostrare se una cellula, un fiore, il sole, le emozioni, o il brucaliffo della favola di alice nel paese delle meraviglie esistono o non esistono, si possono solo articolare in vari modi le relazioni di questi concetti. L'esistenza è il primo anello e la sua vitalità ed energia è molto simile alla vista al tatto o alle emozioni che si impongono da se. Dall'esistenza tutto nasce, nasce anche l’uomo le sue percezioni le sue idee i suoi postulati e anche il processo di dimostrazione che continua a fare. L’esistenza produce il processo della dimostrazione, non l’inverso. Il processo della dimostrazione non dimostra nulla sull'esistenza della realtà, la realtà invece si impone su tutto, anche sul processo della dimostrazione, come su tutti i processi possibili. La realtà è viva e creativa e si impone definitivamente con intelligenza ed energia totale spazzando via ogni dimostrazione. Sostanzialmente un fatto esistente o si vede o non si vede, non sarà mai la dimostrazione a renderlo esistente, ne la dimostrazione ci darà mai aiuti verso l'esistenza o meno di un fatto. Per intenderci le nuove scoperte vengono viste senza pensiero, percepite per insight, senza processi temporali, non è mettendosi a dimostrare che vengono scoperte o viste cose che prima non si vedevano. Dopo averle percepite vengono anche dimostrate con passi logici per fare vedere che non vi è incoerenza. A volte può essere di aiuto per chi non vede un fatto avere una dimostrazione chiara e logica del fatto. Spesso però capita che chi non vedeva il fatto, anche se capisce la dimostrazione la apprende razionalmente, cioè solo come argomentazione di concetti e non arriva a percepire il fatto direttamente e tutte le sue espressioni naturali. Per capirci dice: si il fatto è vero ma non capisce l'essenza del fatto. Non vede il fatto esprimersi nella realtà e manifestarsi mentre lui lo osserva e scopre cose nuove, piuttosto si attacca alla dimostrazione e la memorizza e la ripete. Insomma il processo di Vedere un fatto non è legato direttamente alla dimostrazione o al capire razionalmente alcune relazioni di idee.