venerdì 18 luglio 2008

Alcune Definizioni

Mi fa piacere aver letto il commento di Anonimo, è una descrizione molto accademica e rispecchia grosso modo gran parte delle conoscenze psicologiche attuali. Si cercherà di non prendere nulla per vero a priori, e approfondire ogni singolo argomento come fosse la prima volta, anche se comunemente accettato, scrivendo in maniera che sia comprensibile anche a chi non ha studi o conoscenze in materia, usando quindi poche parole e semplici.

Mettiamoci d'accordo sulle parole, per PENSIERO intendo il Movimento della materia (elettroni, neuroni, particelle subatomiche, movimenti di muscoli, e tutte le sue manifestazioni ecc..) che utilizza una memoria e vuole raggiungere una condizione di maggior soddisfazione nel futuro, ha cioè un obiettivo, un immagine mentale da raggiungere che non è nel presente nel momento che si fa quel pensiero. Esempi di Pensiero sono: Voglio un gelato al pistacchio, studio per gratificare mio padre, costruisco un box per non farmi rubare l'auto, divento magro per essere piacente, accumulo ricchezze per avere potere, mi adatto alle circostanze anche se non mi piacciono perché non voglio che quella persona mi abbandoni, ecc.. Ogni pensiero è già un movimento, anche se in stato molto embrionale, se c'è un pensiero, c'è già un desiderio da soddisfare, e quindi una mancanza presente.
Il pensiero genera ogni tipo di emozioni e sentimenti, e sono tutti legati ad un immagine, l'emozione si attiva NON per un fatto reale ma per il pensiero che si fa basato sulla convinzione che un determinato fatto sia reale, anche se non lo è. Se ad esempio ricevo una lettera dall'estero dove vive mio figlio e leggo dalle autorità del luogo che mio figlio è morto, io soffro, anche se poi scopro che magari è stato uno scherzo e mio figlio è vivo io ho sofferto comunque. Quella sofferenza è quindi legata al fatto che io ero convinto che mio figlio fosse morto. Altro esempio: la sensazione della paura della morte è forte se ho un assassino di notte in casa che mi minaccia con un arma anche se poi non mi uccide, ma se io muoio in un altra circostanza per un proiettile che da dietro mi fora il cranio, di cui sono inconsapevole e muoio sul colpo io non ho la sensazione della paura perché non ho fatto nessun pensiero su ciò, è quindi il pensare all'idea della morte che genera paura e non il fatto materiale del morire. Non è quindi il fatto che è immaginato a causare l'emozione. L'emozione è causata dal pensiero che si fa. Non è causa del cane che abbaia se sento la sensazione di paura ma a causa del pensiero che sto facendo legato a quell'immagine mentale.
Le facoltà di Percepire, Astrarre, Comprendere non sono causate dal pensiero, sono precedenti ad esso, possono cioè causare il pensiero. Le chiameremo quindi con un nome diverso, basterà percepire, astrarre e comprendere.
Infine, chiameremo COSCIENZA il contenuto di esperienze, memorie, idee, immagini, conclusioni e obiettivi di tutte le attività del pensiero, in cui l'osservatore si immedesima.