sabato 20 settembre 2008

Ancora sulle Nostre Certezze...

Non siamo forse pieni di idee, teorie, modi di vedere il mondo, conclusioni, convinzioni a cui "TENIAMO"? Teniamo nel senso che siamo coinvolti in esse, che proviamo fastidio se vengono minacciate e soddisfazione se confermate...Non abbiamo molti concetti sulla, cultura, tradizioni, ideologie, ottimizzazioni, preconcetti, paure, insegnamenti, modi di agire e pensare, atteggiamenti, metodi di analisi e di pensiero, e tutte le interpretazioni su ogni concetto via via più complesso… e con cui siamo pronti ad affrontare il futuro? Non siamo Identificati emotivamente con queste convinzioni?Non Siamo identificati con le nostre esperienze? la cultura e la tradizione che abbiamo accettato o rifiutato, i nostri titoli, i nostri nomi, le nostre idee e conclusioni personali, identificati in quello che facciamo ( Es. dipingo una grande opera d’arte), in quello che diciamo, in quello che possediamo, nei luoghi che scegliamo di frequentare o che siamo obbligati a frequentare, ci identifichiamo rifiutandoli o accettandoli, le interpretazioni che facciamo su tutto ciò che ci circonda le facciamo nostre. Ci identifichiamo infine con il nostro processo del pensiero. Siamo identificati nel senso che ci sentiamo minacciati se qualcuno mette in pericolo il nostro nome, ad esempio se insulta, deride o umilia il nostro nome, il nostro lavoro, la nostra classe sociale, la nostra famiglia, l’opera d’arte fatta da noi, le idee che portiamo avanti, quello che diciamo o quello che pensiamo, i titoli che abbiamo, le proprietà che abbiamo (non ci fa piacere se qualcuno ci dice la tua macchina fa schifo o se ci dicono le tue idee sono stupide e irrazionali, il tuo lavoro è ridicolo, vieni da una famiglia di poveracci, il tuo nome è ridicolo, quello che fai è incoerente ecc..), se minacciano la nostra cultura o tradizione o nazione…Accettiamo di buon grado se qualcuno mette in discussione le nostre credenze? Le nostre conclusioni grandi o piccole che siano?Vi sono identificazioni che ci insegnano fin da piccoli, tramandate da generazioni, identificazioni culturali, la tradizione, e propagate su larga e piccola scala dai canali di informazione o a voce, da libri, da professori, dai genitori, da persone care ecc.. Vi sono molti esempi di idee a cui siamo identificati, che variano a seconda dell’epoca e dell’esperienza del singolo, infatti uno può accettare o rifiutare una determinata idea, ricordandosi che l’accettazione come il rifiuto verso un idea sono sempre forme di identificazione: posso aver piacere che si pensi di me che sono borghese o avere fastidio. Non siamo forse identificati (Teniamo emotivamente) ad idee come: essere ricco, avere una buona posizione economica e sociale, essere bello, essere intelligente essere furbo, essere potente, essere forte, essere colto, essere brillante, avere molte proprietà, avere approvazione pubblica, essere simpatico, essere buono, essere di un determinato gruppo sociale, fede religiosa o ideologia politica o scientifica. Per i giovani ad esempio: avere i pantaloni di quella marca piuttosto che un’altra, seguire questa o quella moda, questo o quello stile, gruppo musicale, attore famoso, sportivo famoso. Non ci da piacere cercare continue conferme per ognuna delle idee a cui siamo identificati, non vogliamo ripeterle, risentire quel piacere e immagazzinarlo di nuovo nell’esperienza fortificando l’idea dell’identificazione? Non sentiamo invece, insoddisfazione, minaccia, paura, sofferenza, disagio quando invece tali idee non sono confermate? Sono messe in discussione? Minacciate? O non possono essere ripetute quando abbiamo bisogno di sentire quel piacere? Non ci sentiamo forse vuoti senza potere ripeterle continuamente? Derubati da quelle nostre salvezze? Da quelle personali ancore di piacere? Come ci sentiremmo privati completamente da ognuna di queste conferme?L’identificazione, naturalmente è portatrice sia di piacere che di dolore, Se ho piacere a essere ricco, ogni grossa entrata economica che avrò proverò la sensazione di piacere, e cercherò con affanno e ansia di guadagnare di più, ogni crack finanziario, perdita economica, fallimento di un affare, o licenziamento sarò soggetto a sofferenza o depressione. Non vi è sosta, l’uomo e la sua identificazione alle idee è in costante minaccia e in balia del futuro con sofferenze e piaceri e miliardi e miliardi di microidentificazioni ad idee. Ovviamente molte identificazioni dipendono dal contesto sociale, se una persona nasce in Italia è più portato a tenere emotivamente per l’identificazione al nome (essere italiano) rispetto ad una persona nata in Francia (essere francese), ha fastidio se legge un articolo sul giornale dal titolo “Gli Italiani sono zozzoni”, quando magari il francese che legge quel titolo non ha fastidio e sorride. Cioè due persone hanno due reazioni emotive diverse, una ha piacere, una sofferenza, relativamente ad una IDEA. Non è un fatto che causa dolore o piacere e lo propaga nella materia, ma l’interpretazione (il pensare) soggettiva di un IDEA e il valore che soggettivamente gli si da in termini di minaccia o conferma alle idee a cui tiene. Quando l’interpretazione di qualsiasi idea si traduce in un senso di minaccia, per varie condizioni esterne, vi è la sofferenza, la paura e il desiderio di proteggersi. In questo insieme enorme di convinzioni a cui l’uomo tiene, che si è formato in molto tempo ci sono anche le convinzioni relative all’idea del dolore fisico, della malattia, della buona salute, della morte, della sicurezza fisica ecc, ma lo abbiamo ripetuto molte volte parliamo esclusivamente di idee, e non del fatto reale della sicurezza fisica. Sia ben chiaro. Possiamo liberarci del fardello di tali sofferenze e paure e occuparci liberamente della sicurezza fisica senza caricarci di angosce relative ad idee? Il Fatto porta angoscia con se? Abbiamo già chiarito che nemmeno la morte porta angoscia e sofferenza. Il PENSARE all’IDEA della morte (non la morte ma il pensare) causa angoscia perché immaginiamo di doverci staccare da tutto l’insieme di idee a cui teniamo moltissimo e siamo identificati, tutto l’insieme completo di memorie di sofferenze e piaceri passati, di esperienze, quindi l’espressione massima della sofferenza dovuta alla minaccia delle nostre idee esperienze conclusioni ecc…Vi sono idee a cui siamo identificati molto semplici come ad esempio l’idea della sicurezza fisica o della morte fino a idee molto articolate, che sono la somma di moltissime conclusioni intermedie. Abbiamo convinzioni circa il funzionamento del mondo, il suo significato, la struttura della realtà e della mente, possiamo avere convinzioni sul mondo con un orientamento spirituale, materiale, pragmatico, logico, emotivo, scientifico, religioso, umanista, estetico ecc…Non siamo forse pieni di idee, teorie, modi di vedere il mondo, conclusioni, convinzioni a cui "TENIAMO"? Teniamo nel senso che siamo coinvolti in esse, che proviamo fastidio se vengono minacciate e soddisfazione se confermate...Se non possiamo dimostrare nemmeno di avere chiarezza definitiva su una mela che tengo in mano, quindi nessuna certezza su tutta la fisica e sulla materia, va da se che sulla struttura della nostra mente, origine del pensiero, desiderio, paura, natura dell'osservatore ecc siamo in acque ancora piu buie e profonde...Se veramente avessimo chiaro in maniera definitiva e sotto tutti gli aspetti che l'avere una qualsiasi certezza o convinzione è un processo irrazionale e senza basi... Come si spiegherebbe questo bisogno di "TENERE" a delle convinzioni irrazionali e senza basi che tutti sentiamo?