lunedì 29 settembre 2008

E' il Cervello che Causa le nostre Percezioni?

Le nostre Percezioni sono Soggettive? Chi mi dimostra che è il cervello a causarle?
Percezioni: assunzione diretta e fisica, materiale della realtà. Senza alcun processo interpretativo, mela, fotoni, retina, nervo ottico, neuroni, recettori tattili dita nervi, sistema nervoso periferico e centrale, neuroni, differenza di potenziali ecc... la percezione di tutto ciò si può a parole dire anche come "senso tattile" "sensazione fisica" "vedere" ecc... l'attivita della materia, senza alcun INTERPRETAZIONE. Il primo gradino di ogni tipo di consapevolezza. e anche di dubbio, e anche di teorie giuste o sbagliate. Il primo di tutti i gradini. Si percepiscono anche le IDEE. Tu affermi che è mediato anche questo dal cervello, io affermo che alla base della tua affermazione 8e di tutte) vi è la percezione di un pensiero e di una idea!!! quindi a priori delle interpretazioni. Abbiamo idee sul nervo ottico sul cervello, sui meccanismi some percepiamo, sul fatto che siano o no causati dal cervello, ecc... ma tutto ciò parte PRIMA da una percezione, e la percezione è tutta sullo stesso campo REALE. in quel campo non vi è "la percezione dell'uomo tramite il cervello o la percezione del pipistrello tramite il sonar", la percezione è alla base. Va da se che se mettiamo una lente a contatto verde vediamo da un occhio verde e da un occhio colorato normale, ma non è la LENTE CAUSA DELLA PERCEZIONE!!! ciò che percepiamo è diretto non causato dall'idea di lente. se ci caviamo un occhio percepiremo lo stesso, con l'ASSENZA DELL'OCCHIO, percepiremo magari a livello tattile il fatto che vi è pelle dove invece prima c'era il bulbo oculare trasparente che ci faceva vedere. Il motivo per cui percepiamo rimane lo stesso. non varia a seconda del fisico. Spero pian piano la cosa sia un po più chiara, fermo restando che non affermo nulla di positivo, ma escludo solo la causa effetto unidirezionale.

Ragazzi, è chiaro che ognuno può percepire in modo diverso, se mi metto una lente verde nel cristallino dell'occhio vedrò verde da quellìocchio e normale dall'altro.. e va da se che le percezioni, sono sempre diverse ( non ne esistono 2 uguali, nemmneo fra 2 stessi oggetti, o nello stesso oggetto in 2 tempi diversi), solo le idee le parole e i concetti che utilizziamo per indicare le percezioni sono COSTANTI. Quindi... all'interno delle percezioni sempre diverse... La vera radice, causa delle percezioni, L'ESISTENZA delle percezioni è causata dal cervello? anche se ogni percezione è relativa ad un apparato sensoriale diversi ( sia da animale ad animale, cjhe in un uomo che viene mutilato), significa che ogni percezione è relativa ad un altra percezione (gli apparati sensoriali li conosciamo in primis attraverso le percezioni di essi, e solo poi secondo el idee che ci facciamo su di essi). quindi questa connessione (che esiste) fra cervello e percezione, o fra senso e percezione, ovvero fra fisico e percezione si traduce in percezione e percezione!! ovvero IL NESSO è CONTEMPORANEO!!la percezione esiste se e solo se l'apparato sensoriale è cosi e viceversa. non è uno che causa l'altro le 2 cose sono inscindibili. non è il cervelo che causa le percezioni, ne nulll di fisicodimostrare una cosa subordinata all'altra è irrazionale. la cosa è indimostrabile. sono sullo stesso piano (percezioni e cervello)

C'è un unico piano da dove le percezioni vengono a noi, dalle percezioni dirette noi ci facciamo delle idee dei nomi dei ragionamenti...Quindi abbiamo le idee sulle percezioni...idee su una mela...idee sul mondo esterno..idee sul mio bracico ...idee sul nervo del braccio sull'occhio...sul mio cervello..e su tutti gli apaprati sensoriali...tutte idee che partono, nascono sempre costantemente da un piano di percezioni che esiste costante nel tempo anche quando noi ci accingiamo A PENSARE al fatto se la causa delle mie percezioni sia o no il cervello, A PENSARE all'idea del mio cervello (fatta con le percezionim stesso piano che avvien nel prexente mentre penso, STESSA FONTE)Quel piano è sempre presente e non vi sono cosa uguali. da li uttto nasce e nulla vi è subordinato. semma tutto vi è architettato sopra...

Al livello della fonte costante, ovvero dele percezioni dirette non vi è SOGGETTIVITA, il soggettivo inizia solo a livello delle interpretazioni dle pensiero, ovvero nelle idee delle cose che noi ci costruiamo sopra, l'idea della mela, l'idea del verde....ciò non significa che la mela o il verde non esiste, ma certamente non esiste a livello specifico e individualizzato.E questo non significa che la fonte percettiva sia tutto un impasto informe, invece non escludo una sua STRUTTURA BEN DEFINITA, che naturalmente non è costante...

Se vogliamo dimostrare che le percezioni siano causate dal cervello in realtà stiamo cercando di dimostrare che l'idea delle percezioni sia o no subordinata all'idea di cervello ( o di sensi, o di fisico corporeo in generale). Il chè non è ciò che la domanda richiede, perche in realtà fra i contenuti delle idee non può essitere una subordinazione in quanto i contenuti delle idee non sono fatti (le cellule di un asino che vola che io penso, non esistono). La realtà dei fatti è che tutto ciò che conosciamo ci perviene dalla fonte costante delle percezioni. Ciò che indichiamo con cervello, a parte le idee è qualcosa di non separato da tutto il resto della fonte, questo non significa che non vi sono differenze in esse di molti tipi.Abbiamo le idee sulle percezioni e le idee sul cervello, ma a parte ciò siamo in perenne contatto con la fonte delle percezioni la cui esistenza non è causata da nessuna delle idee che noi pensiamo. Anzi le nostre idee sulle cose sono costruite sopra le percezioni, l'idea di mela c'è solo dopo aver percepito la mela.Quindi la fonte, il piano unico delle percezioni che è la materia, ha esso stesso la facoltà di sentirsi. la materia è consapevole di se stessa, si sente, a seconda della sua conofrmazione specifica in varie maniere possibili che possiamo chiamare ad esempio, vista, sonar, tatto ecc... Ma l'esistenza di tale sentirsi è una facoltà intrinseca della materia stessa ovvero delle percezioni (non vi è soggettività nelle percezioni).La materia sa di esistere...poi ci facciamo le idee su di essa le articoliamo ci ragioniamo e abbiamo ogni possibile interpretazione di tutto, ogni interpretazione è una interpretazione e non è mai la fonte. None siste una interpretazione più o meno corretta.

la connessione corpo che percepisce/ percezione è evidente, solo che è sullo stesso piano, vi è un unico piano che è la fonte e causa delle percezioni. Non c'è una cosa subordinata all'altra. Non vi è un idea subordinata ad una idea (idea del corpo della mosca/ idea delal percezione della mosca)Nè vi è una subordinazione nell'effettività della fonte percettiva, (il fatto della mosca e il fatto delle percezioni della mosca= mondo reale)Il fatto delle percezioni è la materia effettiva, non c'è qualcuno che percepisce qualcosa.Non vi è soggettività in questo.

Vediamo ancora se riuscirò mai a fare arrivare qualcosa...

Escludendo il gioco delle idee, (idea delle percezioni che sarebbe subordinata alle idee del corpo o del cervello) che penso sia chiaro. Non ci occupiamo insomam delle idee sul corpo ne delle idee delle percezioni, il post iniziale verteva sui fatti.

La coppia di FATTI = (corpo fisico/percezioni) esiste ed è nel campo del reale. Certamente vi è una relazione, anzi io dico che sono la stessa cosa, potremmo usare la stessa parola.
I Fatti individualizzati, separati, isolati non esistono: non c'è un cervello separato dal mondo, come non c'è una mela separata dal mondo. C'è solo il mondo fatto con molte forme e movimenti.

Ciò non toglie che la mela, come il cervello, esista, abbia una forma, senza che vi sia separazione in nessun fatto esistente. La mela esiste, il cervello esiste, un albero esiste, i fiori dell'albero come le sue foglie e la sua radice, hanno forme diverse e sono tutti nello stesso campo del REALE, tutti senza subordinazione di uno verso un altro, e tutto il campo del reale o della materia è l'insieme delle PERCEZIONI DIRETTE che non sono mai e poi mai uguali a null'altro (il confronto è possibile solo per 2 IDEE E NON PER 2 FATTI).

la coppia (corpo fisico o cervello e apparato sensoriale/percezioni) è ovviamente sempre diversa, una lente verde fa percepire verde, ma il (percepire verde dalla lente verde) è una cosa che esiste e la sua causa non è nel cervello ne in un sasso ne in una mela, c'è il percepire verde dalla lente verde, il percepire un sasso e la mela e tutto il percepire è nello stesso piano... e si percepisce per mezzo del mondo, di tutto, nulla escluso. Ovvero la percezione è in se.

Anche se esiste l'albero con le sue curve e radici, L'ESISTENZA DELL'ALBERO non ha causa nell'idea che abbiamo del nostro cervello, (assurdo che un idea causi la materia), ne l'esistenza dell'albero ha causa nella sua foglia, ne nella sua radice, ne in una mela, ne in un cervello fisico, ne in un nervo, ne in un insieme di questi... .

L'esistenza dei fatti stessi e delle percezioni stesse nasce e muore nellos tesso campo della materia, del reale, delle percezioni, senza subordinazioni.

E in esso non vi è un fatto che percepisce ed uno che è percepito, quindi non c'è la percezione mia o tua, non vi è separazione se non nelle idee. Non c'è un fatto nel reale a cui è SUBORDINATA l'esistenza delle percezioni (non esistono percezioni mie o tue o del lombrico o del pipistrello). Vi è la percezione come qualità del reale e della materia.

Quando ci accingiamo a PENSARE a se la causa delle percezioni è o no il cervello, in realtà stiamo pensando all'idea che ci facciamo delle percezioni (secondo le nostre convinzioni, secondo come noi leggiamo il mondo, secondo come ci rappresentiamo la realtà), e all'ida del cervello...perchè mentre pensiamo in realtà ci lasciamo sfuggire la PERCEZIONE DEL FATTO CHE STA ACCADENDO NEL MOMENO CHE PENSIAMO!!! quel fatto sono le percezioni, e quel fatto è il cervello!! è tutto lo stesso piano, la fonte che ci arriva a livello di percezioni dirette...Quando immaginiamo l'esistenza di diverse coppie (organo sensoriale/percezione diversa) ad esempio immaginiamo diverse per un pipistrello o per un lombrico o per un uomo cieco o per un uomo senza arti... in realtà stiamo confrotando solo le idee sulle coppie che noi stessi immaginiamo che abbiano queste persone o cose come osservatori diversi... e le cose che confrontiamo non sono mai contemporanee... noi non stiamo MAI PERCEPENDO CONTEMPORANEAMENTE UNA COPPIA INSIEME ALL'ALTRA, ovvero non abbiamo 2 mele in mano diverse e vediamo la diversità, invece pensiamo a come posso vedere in un caso e lo paragoniamo ad un altro, non percepiamo diversamente nello stesso tempo, non stiamo percependo, ma pensando, non parliamo della fonte quando diciamo (le coppie sono diverse) ma parliamo delle idee, le coppie non esistono diverse contemporaneamente.e il fatto che esistano coppie diverse (non contemporanee) ma una volta una e una volta l'altra (prima vedo cosi, poi mi tolgo il nervo ottico e è diversa la coppia) non dimostra che il fatto è soggettivo, perche non confronto 2 cose contemporanee, è come se stessi guardando via via le curve diverse che ha lo stesso albero, ognuna di essa non è soggettiva.OVVERO NOI NON SIAMO IN UNA SCATOLA SOGGETTIVA, ovvero ciò che percepiamo è diretto è fatto proprio cosi, ovvero non è che l'oggettivo sarebbe percepito diversamente, ma l'albero rimane albero, quando e se saremo chiari, cambierebbe il significato e ciò è molto. vedremo le stesse cose ma sapremo di stare guardare le curve dello stesso albero e sapremo dove come e perchè non vi è soggettività in ciò.NON C'è UNA SCATOLA LA IMMAGINIAMO E' UN FRAINTESO.il fatto reale è un campo percettivo unico, dove tutto è incluso... il resto è frutto del frainteso... e sto cercando infatti di indicare quali sono le conseguenze dle frainteso...NON ESISTONO OSSERVATORI DIVERSI

Il fatto che paragoniamo 2 di queste coppie mai contemporaneamente è determinante!!Ovvero paragoniamo come vediamo ora (perche abbiamo un determinato apparato sensoriale) a come......vedremmo se l'apparato fosse così...immaginiamo che vede un lombricoParagoniamo un fatto con una idea.E' molto diverso da tenere una mela in una mano e una ranocchia nell'altra, le 2 cose stannoe esistendo e le percepisco contemporanee sono nel piano del reale.Se paragona imvece la mela che ho in mano con quello che immagino che vedrei se.... (presupponendo la realtà come me la immagino soggettiva) allora la paragono ad un idea. E da questo non posso dedurre che la cosa è soggettiva perchè vedrei diversamente...sarebbe come dire che dato che il mio corpo che ho ora è diverso da quello di 5 anni fa (paragono con un idea), quindi il mio corpo è soggettivo... se voglio dire se una cosa è o no ufuale ad un altra lo devo fare contemporaneamente.
Stesso discorso vale per l'attività allucinatoria in soggetto schizofrenico o in trance ipnotica...
La coppia: ( Cervello alterato chimicamente / percezione di allucinazioni)
o, anche la coppia: (cervello di un paziente schizofrenico con un tumore cerebrale/ percezioni alterate)
Come viene letta nella sua effettività presente? L'esistenza dell'attività allucinatoria, letta effettivamente per quello che è, senza interpretazioni, ne paura, ne presupposizioni...
E' SOGGETTIVA?OPPURE CIO CHE ESISTE (QUINDI ANCHE QUESTA COPPIA) HA UN SUO POSTO EFFETTIVO NEL REALE?
Insomma la maggior parte delle rappresentazioni della realtà immaginano l'esistenza di un osservatore separato dal reale e fisso (e quindi leggono il movimento della realtà come se scorresse lei nel tempo), che fotografa la realtà che in questa maniera scorrerebbe nel tempo, in varie idee che poi diventano memorie su cui stutturano tutta la loro mente, dove operano per "confronto" fra le fotografie o "idee". (il confronto c'è solo fra le idee, non esiste nel reale)confrontando le varie fotografie della realtà, ad esempio (ieri mi ricordo che avevo gli occhiali rossi e vedevo tutto rosso, lo scorso anno ho provato un dispositivo per la vista notturna e ricordo come vedevo, quando chiudo gli occhi vedo scuro, cerco di immaginare come i pipistrelli sentono la realtà con la rifrazione del suono, o un lombrico, o una cellula) fatte in TEMPI DIVERSIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! mi rappresento la realtà vista da un essere umano diverso da me come se fosse vista da un osservatore diverso, e mi rappresento la realtà vista da un pipistrello come vista da un osservatore diverso, dando credito alla soggettività della percezione.la lettura della realtà più diffusa è questa.
Di fatto il reale nasce e muore in se, e le coppie (corpo fisico che percepisce/ esterno percepito) sono coppie di 2 elementi dello stesso campo... Ovvero il corpo fisico che percepisce, con tutti i suoi organi di senso e il cervello è nel campo del reale come gli alberi l'aria, l'acqua, e come la mela che ho in mano.Il "mio corpo" è inserito effettivamente nel campo del supposto "mondo esterno", e ne fa parte INTEGRANTEEEEEE!!! non c'è esterno e interno, ne osservatore e osservato soggettivamente.
Tutto nasce e muore dalla fonte percettiva (la coppia=corpo fisico/esterno). la mela, l'albero il mio corpo, il mio cervello nasce e muore nello stesso campo che NON è SOGGETTIVO, in quanto non CONFRONTABILE CON NULL'ALTRO CHE LUI STESSO, e non è percepibile se non in quel preciso modo determinato da lui stesso, senza che vi sia mai nel reale un osservatore diverso da un altro (anche se noi lo crediamo). Certamente se mi metto una lente sull'occhio "cambia" la percezione CONFRONTATA CON L'IDEA DELLA PERCEZIONE PRECEDENTE. E quel MODO (lente/percezione) è effettivamente una realtà del campo, come il MODO (senza lente/percezione) lo è ugualmente. Il corpo fisico esiste ed è nel campo del percepito, tutto influenza tutto.Quel campo è a "priori" del confronto e di tutte le idee che noi abbiamo di esso. Noi parliamo delle idee che abbiamo di esso e crediamo di stare descrivendo il campo reale, ma invece sono solo le idee che abbiamo su di esso, non vi stiamo partecipando effettivamente, non ci "sentiamo" nel campo senza divisioni e atemporalmente. A partire da quel campo noi lo fotografiamo e su queste fotografie ci facciamo tutte le idee e ragionamenti che esistno, tutti subordinati al campo, è il campo la fonte, non il cervello, il cervello semmai è una piccola parte del campo (se visto separatamente dal campo il cervello è solo UN IDEA). Mentre pensiamo e confrontiamo idee (nate nel passato di 1 secondo fa dal campo) Il campo sta esistendo continuamente, ma noi non partecipiamo al campo, invece ci occupiamo delle idee che abbiamo di esso immaginandole proprietà effettive del campo. La percezione è quella che c'è nel presente e a cui non partecipiamo quando invece stiamo pensando alle "idee" sulla percezione di qualche secondo o anno prima, per spiegarle catalogarle e capirle.
(poi ho le "idee" sul mio corpo, sul mio cervello, sul mio apparato sensoriale che percepirebbe soggettivamente, sul mio osservatore separato, sui miei ricordi, sui miei ragionamenti, sul mondo esterno, sulle supposte relazioi fra il mondo esterno e me, eccc... a tutte idee e non fatti, che partono dall'idea che ho esposto ad inizio di questo commento, l'idea del tempo che scorre e osservatore separato.All'interno del mondo non vi è un osservatore e un osservato separati. Noi crediamo che ci sono, ma io domando: ci sono veramente?
Se accettiamo il "gioco" del confronto (ribadisco; confrontiamo sempre e solo idee e non il fatto reale, quindi non ci dice nulla)..
Di percezioni diverse dello stesso oggetto ce ne sarebbero miliardi, infiniti tipi diversi, a seconda anche delle lenti che mi metto nell'occhio. Se mi metto un dito nell'occhio fino a farlo deformare sto percependo "diverso da prima"... Questo significa che ho una visione soggettiva anche all'interno di me stesso? Elamadò
No, perchè E' la coppia (occhio/percezione dell'esterno) ad essere un fatto oggettivo. Ovvero è tutto l'insieme del reale ad essere un fatto, non solo la coppia, è reale l'occhio, percezine dell'esterno, cervello, vnervi, aria che ho nei polmoni acqua, fotono fra l'occhio e l'oggetto.... TUTTO INSIEME E' UN FATTO SENZA NULLA ESCLUDERE E TUTTO INFLUISCE...
Se mi metto un dito in un occhio e uno no...E' oggettivo sia (l'occhio deformato dal dito/ percezione deformata) e sia (l'occhio rotondo sano senza capilalri scoppiati/ percezione quotidiana)...

E se, io tocco un gelato con il dito mignolo del piede destro affondandolo dentro e allo stesso tempo lo lecco, ho 2 percezioni "diverse" contemporanee, significa che ho 2 percezioni soggettive all'interno di me stesso?

Non è forse meglio dire che questa presunta "diversità" è solo diversita fra 2 idee concetti, e che il gelato reale è in effetti lo stesso anche se percepito in vari modi diversi? e che sia il gelato sia il dito del piede sia la lingua sia il mio occhio sano e quello deformato insanguinato sono TUTTI CONTEMPORANEAMNETE NEL CAMPO DEL REALE DA DOVE TUTTO NASCE E TUTTO MUORE?
Percezione... Non è una delle specifiche foto che ci siamo fatti nel passato del "campo"... le Fotografie, le idee cioè che sono oggetto dei nostri pensieri, non sono il campo... Il campo è la percezione...
Invece noi quando stiamo pensando per farci un idea delle percezioni e concludiamo che sono "soggettive" o "oggettive" stiamo pensando, considerando cioè le fotografie, sono quelle che confrontiamo e alla fine arriviamo a concludere questo o quello... sono solo idee del campo, non la fonte diretta.
Quando confrontiamo questa con quella percezione in realtà stiamo confrontando delle "idee", "delle foto", del campo, e, mentre lo facciamo il campo continua ad esistere e noi ne siamo immersi...
Il campo percettivo, la fonte nasce e muore in se, e ha la facoltà di percepirsi, la materia si sente...e in quel campo... vi è confronto? vi è osservatore diverso dall'osservato? vi è paura e tempo?
è chiaro che possiamo leccare una quercia e allo stesso tempo toccarla dal lato opposto con la mano abbracciandola... il campo permette tutto ciò, e tutto questo che permette nasce e muore in lui... non è causato dal cervello...
la mia lingua la quercia la mia mano e il mio cervello sono parte integrante del campo, come i cervelli degli uccelli che stanno sulla quercia.. e l'aria che è nei miei polmoni e in quelli degli uccelli...
Qualcuno, allora mi dimostra semplicemente che il Cervello è causa delle Percezioni? E' una convinzione su cui si basa la maggioranza delle persone viventi, è una delle rappresentazioni della realtò più comuni, allora non ci sono scienziati, fisici, contadini che mi sanno dimostrare questa cosa così "evidente"? Ovvero Che le Percezioni sono Subordinate al Cervello? Non le "idee" che mifaccio delle percezioni, ma la sensazione reale del tatto...
Il "vedere in se" e non "quella fotografia del campo"... mi dimostrate che è causato dal cervello? il "vedere" non è forse prodotto da tutto l'insieme dle reale (come ogni fatto), senza poter escludere nulla? Esiste il "vedere dell'uomo" senza aria, fotoni, senza il mio corpo insieme alla mela che vedo? non è tutto un campo che nasce e muore in se?
Le idee, i confronti e tutte le "confutazioni" del campo, quando le faccio, cambiano il fatto che il campo in quel momento continua ad essere sempre li, essere il mio corpo e la mela, indipendente dalle cose che sto pensando su di lui, o su delle mie immagini passate di lui?