lunedì 29 settembre 2008

I Pericoli della "Morale Imposta"

Bene, se siamo d'accordo che il bene e il male è soggettivo di fatto, allora non confondiamo le cose. Se Siamo costretti (secondo una persona o una ideologia soggettiva e contestuale che cerca il male minore) a fare una determinata azione non signiofica che dobbiamo usare la parola bene , o che dobbiamo promuoverla come fosse il "bene assoluto". Non è necessario usare una parola sbagliata che indica una cosa diversa. Diciamo che facciamo quello, ma non che sia il bene assoluto. Io vedo il pericolo nell'anarchia, e la paura che sentiamo, ma so anche che le nostre paure sono soggettive (anche quelle della lesione fisica), nascono dal pensiero, e vedo anche il danno che deriva dalla imposizione di leggi e regole (anche le regole migliori che si possano pensare al momento) e la paura che ne deriva... Voi vedete entrambi i danni? O solo quello derivante dall'anarchia?
Accertato che conosciamo abbastanza bene la paura diretta che deriva dall' "IDEA" di una società fondata sull'anarchia, e dato che la società si può e si deve migliorare, trovo utile soffermarmi di più sugli aspetti in generale meno evidenti, ovvero sul danno che deriva da una società fondata su "regole", seppur giuste che siano, o meno giuste. Quindi qualsiasi tipo di società dalla dittatura alla democrazia. Questo, secondo me è un punto molto importante. E' molto facile che identificarsi, portare avanti, sostenere, e difendere una "legge morale" si trasformi in qualcosa di pericoloso... Poi un conto è se una determinata legge morale è sostenuta da un singolo individuo, un conto è se vi è un contesto sociale dove viene insegnata, suggerita, tramandata, sostenuta... Se se questa identificazione è su larga scala allora una forte convinzione o ideologia è facilmente strumentalizzabile. E di fatto la si strumentalizza sempre da chi ha la possibilità di agire in questo senso. Non sto parlando di questa o quella legge morale, Parlo di qualsiasi ideologia o convinzione in genere, può essere ovviamente anche una fede politica o religiosa, di destra di sinistra o quello che vuoi tu... Vorrei mettere a fuoco il pericolo che vi è nel "portare avanti" un "idea" su larga scala in contrapposizione a stimolare la ricerca, l'introspezione, la creatività e l'osservazione individuale, libera da "idee", che si fonda su un dubbio innato, insomma l'intelligenza che seziona le idee, in contrapposizione alla paura che ci porta a "sostenere" le idee. Conosciamo migliaia di guerre, nella storia dell'uomo recente, senza andare troppo indietro... Consciamo qualsiasi tipo di sterminio, assassinio su larga scala, senza una ideologia di fondo che si portava avanti? E in quel momento, quanti pensavano che l'ideologia in questione fosse imprecisa? Nelle democrazie odierne un governante per attuare una guerra ha necessità del consenso della popolazione. Dove è una delle maggiori energie, forze di questo meccanismo? Alla base, Non è forse appunto nella PAURA che abbiamo nell'immaginare un mondo senza "identificazioni con ideologie"? Senza ideologie Non possiamo avere certezze sul nostro futuro vero? E se un pazzo aggredisce mia moglie chi la difende? perderò la casa? Che lavoro a fare se mi rubano tutto? Il perpetuarsi delle guerre (e in piccolo, delle oppressioni, e in piccolo della limitazione della libertà!!!!!!, e in piccolo della divisione arbitraria delle risorse!!!!!!!!!!), non si basa forse SEMPRE su l'esistenza di identificazioni con ideologie a larga scala? E l'identificazione con questa o quella idea può anche variare nel corso degli anni... non nasce forse dalla paura? Se siamo impauriti, non siamo forse vulnerabili e strumentalizzabili da qualcuno che ci propone questa o quella ideologia che trovi una soluzione? Accettiamo la sicurezza immediata senza approfondire completamente ciò che stiamo generando... Accettiamoun piccolo margine di errore, senza conoscere gli effetti su larga scala di questo piccolo errore, a patto che ci garantiscano la nostra sicurezza.Non sto dicendo che sia giusto che un uomo mi uccida la moglie. Sto suggerendo di mettere l'attenzione sul fatto che c'è un grosso pericolo nella paura che abbiamo di stare senza ideologie che ci proteggano o regole "giustificabili"... E suggerisco di stimolare una educazione che sia più orientata verso l'indagine a 360° che metta in discussione ogni base ogni volta, in maniera da essere più liberi possibile da ideologie e paure... Insomma di conoscere queste paure in maniera che possiamo sentire meno "pressioni" dall'esterno quando veniamo bombardati dalla televisione o dai giornali per farci passare più indolore questa o quella tesi o idea, o influenze di qualsiasi tipo. In maniera che non siamo portati ad adattarci, ad accomodarci (tanto salvo il mio giardino, di più non saprei cosa fare), a ripetere, a non reagire completamente... ecc... per ottenere una sicurezza, che potremmo "forse" avere in altre maniere.E poi, capire che una ideologia o morale è sempre e comunque imperfetta per sua natura, questa è un indagine molto sottile e profonda che può essere fatta solo se la maggior parte delle paure sono andate via... Se non si ha la sensazione della sicurezza non abbiamo interesse nell'indagine, vogliamo prima salvarci e sentirci a nostro agio, solo in quel momenti saremmo Aperti al nuovo... Una volta capito che una legge non può in assoluto essere "bene", e aver visto esattamente tutti i motivi, le relazioni, e gli aspetti per cui non è un "bene assoluto", anche la migliore legge moralepossibile in quel momento, questo "piccolo" errore, di sostenere una legge morale, ritenerla giusta, promuoverla, sentire fastidio se viene messa in discussione e soddisfazione se viene confermata... come si traduce applicato su larga scala e moltiplicato per milioni di persone? Che aspetti va prendendo questo errore che prima era piccolo? Che dinamiche ha su larga scala? Conosciamo tutte le regole delle dinamiche delle opiniono convinzioni e comunicazioni di massa? In che maniera un picolo margine di errore su una ideologia del singolo si traduce se moltiplicato per mille? In che maniera questi mille o milioni interagiscono fra di loro?Non do colpa alle idee o ideologie. le idee sono memorie vuote e prive di energia e di vita, è l'uomo, con tutti i suoi meccanismi, che le pensa e può renderle nocive o no. Io indico il pericolo nella "identificazione su larga scala nelle idee" e non nelle idee.Come è possibile che tutta una nazione "appoggi" e si faccia una guerra per una desiderio di potere personale (o di un gruppo di persone)= ? Perche vi sono milioni dipersone che condividono e appoggiano e infine si crei una guerra, dove io o mio fratello va a uccidere e farsi uccidere se siamo tutti consapevoli che lo facicamo esclusivamemnte per la sete di potere di una persona o un gruppo, che nemmeno conosco? Non c'è forse un pericolo nella identificazione di massa in una idea? capisci cosa voglio dire? e alla base non ci identifichiamo per paura? Parlo dle problema della strumentalizzazione della paura dall'alto, facilmente applicabile se si promuovono leggi morali o idee. Una volta "diffuse", si stabilizzano si tramandano, vengono difese (noi accettiamo implicitamente lo scambio,e il piccolo danno, a patto che ci tranquillizzino alla base delle nostre paure)... e quindi facilmente utilizzate dai pochi che possono farlo a seconda della struttura accettata della società.. che sia un gruppo di potenti a livello economico, politico, del dittatore o dell'imperatore... C'è il pericolo (la quasi certezza quando è su larga scala, che chi ha la possibilità di gestire le risorse lo faccia in maniera parziale, favorendo i propri desideri personali, in nome di questa o quella idea, per quel o altro motivo). Naturalmente i casi tipo "Hitler", che prende la tesi che bisogna uccidere gli ebrei per questo o quel motivo è il lato estremo della medaglia... Ma a casa nostra non abbiamo mai visto un politico prendere decisioni per favorire una sua personale preferenza e distribuire le risorse secondo una sua esigenza personale? Può esistere tutto ciò se ogni singolo individuo vede esattamente il pericolo di "sostenere" e "identificarsi" in un idea? Su larga scala lo sbilanciamento di risorse cosa genera?Non sto dicendo che sia giusto questo o quello, attenzione. Dico: vediamo il pericolo nel sostenere, difendere, proteggere una qualsiasi morale?e se lo vediamo, siamo d'accordo con lo stimolare l'indagine personale, libera da ogni idea, cosicche ogni individuo sia libero e non senta pressioni ne paure e vedere con i propri occhi? E magari farsi una morale o magari vederne i pericoli e tenerli sempre sott'occhio in qualisasi azione che compie? Ho parlato di paura, di sicurezza fisica, che viene strumentalizzata se estesa su larga scala per mezzo di "regole" e "ideologie" estese come "giustificate". Qualunque esse siano. A volte, (speriamo non spesso) si crea una addirittura situazione di "paura e minaccia" indotta, maggiorata, o adirittura fittizia, appositamente per favorire questo processo e poter trarre piu profitti da chi può gestire la risorsa (ad esempio una notizia costruita di un pericolo che cresce ec..)Se qualcuno ti garantisce una sicurezza tu accetti. Ho indicato il pericolo nel "portare" avanti, difendere, avere fastidio se qualcunoti mette in discussione la tua idea, e piacere se viene confermata, ripetuta, estesa... Parlavo del processo naturale e umano dell'identificazione, una spinta emotiva che esiste. a tutti i livellianche il tifoso si una squadra di calcio è identificato, se la squadra vince è felice, se qualcuno la insulta è triste... Lo scienziato che si ritiene materialista ha fastidio se sul giornale legge "il materialismo fa schifo", a vari livelli ci si identifica con le proprie esperienze, i propri pensieri, i modi di vedere le cose, i metodi di soluzione, le fedi politiche o religiose... da questa spinta naturale nasce tutto il pericolo... Non abbiamo mai visto una divisione non equilibrata delle risorse da parte di chi le gestisce per preferenze di pochi? Sia ben chiaro, all'interno di questo discorso "fascismo" , "comuniscmo","scientologysmo",o "menefreghismo" sono tutte idee interscambiabiliche non cambiano il discorso.e non dico che "il contenuto delle idee sia pericoloso", infatti prendo questa o quella idea , fede politica religione nello stesso modo. Le idee non sono pericolose è l'uomo con i suoi desiderie impulsi che le può usare in maniera nociva... Indico il pericolo nella naturale emozione e istinto dell'uomo dell'"identificarsi" con una ideologia (e alla base ancora con il proprio pensiero), ripeto: L'azione di avere soddisfazione o disagio a seconda se la sua idea sia confermata o minacciata.
E suggerisco un educazione fondata sulal consapevolezza di questi processi, sull'indagine individuale e sul dubbio.;)