martedì 14 ottobre 2008

Ora Sono Attento - Indagine in Chat sull'Attenzione

DI MARCO CANESTRARI

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Trascrizione di un dialogo fatto in chat sul tema dell'attenzione.


HeeledJim scrive:
Sono attento

anna scrive:
a cosa?

HeeledJim scrive:
a quello che accade, l’attenzione non ha un oggetto. Quando ha un oggetto è incompleta, perchè c'è una preferenza soggettiva nel modo di guardare.

anna scrive:
e come ci si sente quando si è attenti?

HeeledJim scrive:
...
come dopo
un grande spavento
come dopo un grande trauma
i muscoli sono rilassati
ti muovi piano

anna scrive:
e i muscoli sono rilassati dopo un trauma? a cosa è dovuta la tua attenzione?

HeeledJim scrive:
dopo il trauma ti accorgi che i muscoli sollecitati possono rilassarsi.
l'attenzione non ha causa
è quello che rimane quando le illusioni cadono

anna scrive:
quindi sei molto ricettivo...

HeeledJim scrive:
molto
ho con me una decina di traumi infantili precedenti ai 6 anni

anna scrive:
e li vivi con sofferenza o con distacco...?

HeeledJim scrive:
sofferenza

anna scrive:
cioè....li rivivi....

HeeledJim scrive:
si, sono con me
non sono nell'amore ora
sono nell'origine del pensiero
c'è solo sofferenza
è l'unico
punto
che può vedere l'uomo
e che non è soggettivo.
quando c'è SOLO sofferenza
non si cono confronti
hai un fatto.
è il primo contatto
è una cosa molto importante...

anna scrive:
ora soffri....

HeeledJim scrive:
si
molto

anna scrive:
ma mi sembra di capire che non è un ricordo..
è una sofferenza attuale... di traumi irrisolti?

HeeledJim scrive:
si la sofferenza è presente,
è solo nel presente la sofferenza.
i traumi irrisolti sono ricordi, sono me. il passato che porto in me. l'esperienza, come lo vuoi chiamare: marco.

anna scrive:
ho capito...
ma così...è come se non ci fosse soluzione...solo sofferenza...

HeeledJim scrive:
è come se non ci fosse soluzione
se guardiamo
tutto ciò
dall'esterno, osservandolo.
Se invece lo vediamo chiaramente per quello che è...
allora
quando c'è "solo" sofferenza..........
e non abbiamo un confronto
allora la sofferenza cosa è? se non c'è nemmeno un "campo" su cui poggia?

anna scrive:
cosa è?

HeeledJim scrive:
...
se ci sono io e la sofferenza
io e il piacere e la sofferenza...
allora la sofferenza è come la conosciamo...
ma se c'è veramente, effettivamente
SOLO
sofferenza..
senza possibilità di guardarla dall'esterno...
...

anna scrive:
io soffro....sono sofferenza
sono io?

HeeledJim scrive:
la tua domanda non esiste
perche tu non sai cosa è "io"
se chiedi, la sofferenza sono io...
non chiedi nulla..
l'io
non è osservabile
non si cattura
...
non esiste...

anna scrive:
...
l'io non esiste
la sofferenza esiste...tu soffri ora....io soffro...

HeeledJim scrive:
si
sento anche la tua sofferenza
la tua solitudine

anna scrive:
le senti perchè sei attento?
o lo senti sempre....in tutti...?

HeeledJim scrive:
perchè sono attento
se sono distratto sono le mie paure che agiscono
e mi occupo dei miei affanni

anna scrive:
ora quindi non hai paure...

HeeledJim scrive:
...
ho solo paure
quindi non possono agire

anna scrive:
non capisco.....le paure distraggono.... o agiscono quando c'è sofferenza?

HeeledJim scrive:
ho "SOLO" paure
che significa?
Le paure agiscono quando c'è anche altro. oltre alle paure.
Le paure agiscono quando hanno spazio per muoversi per agire...
Ovvero quando ho paura ma “cerco qualcosa per farla passare".
Se invece c'è solo la paura e non può passare..
dove si muove?
già è qua.
non la sto rimandando, quindi non può muoversi e agire.

anna scrive:
è costante...

HeeledJim scrive:
la stanza è piena di paura, non ho posto dove nascondermi
la chiarezza illumina,
c'è solo paura.
non c'è fuga. Non c’è motivo di spostarsi più in là, il campo è tutto colmo di paura.
la paura non può agire cosi.

anna scrive:
come la vivi questa cosa?
ti spaventa?

HeeledJim scrive:
c'è spavento
ma non c'è un marco minacciato.
che dovrebbe salvarsi.

anna scrive:
...
me la rispieghi?

HeeledJim scrive:
fammi una domanda

anna scrive:
cosa dovrebbe salvarsi?

HeeledJim scrive:
se non sei attento/a
quando senti la paura, cerchi di risolverla, cerchi una soluzione.
L'io cerca un rifugio eterno.

anna scrive:
si...

HeeledJim scrive:
l'io cerca di salvarsi.
perchè non vede
TUTTA la paura.
ma solo una parte, e immagina che una speranza c’è.

anna scrive:
ma se ci si trova di fronte la paura, solo la paura e tutto intorno è paura....
come la si vive?

HeeledJim scrive:
non vorrei introdurre argomenti affrettatamente.
la paura la vivi sulla pelle. è paura.
ho i muscoli impauriti.
caldo alle guance

anna scrive:
quindi non è un osservare distaccato....è proprio paura....si sta male...

HeeledJim scrive:
certo
non esiste un osservatore distaccato
quello c'è quando non sei attento.
e cerchi riparo in tale fuga/distacco.
è la stessa sensazione che ha
un bambino di 4 anni di fronte ad un orco enorme che urlando lo minaccia di mangiare

anna scrive:
allora più si è attenti e più la paura cresce...

HeeledJim scrive:
si certo, piu si è attenti piu sensibili
non si parla di paura, se non la percepisci, la paura è materiale. il resto idee.

anna scrive:
è reale la paura...

HeeledJim scrive:
certo
è la cosa piu reale che consociamo.
il resto sono congetture, chiacchiere da bar.

anna scrive:
e quando la sentiamo con attenzione...e ci toglie il fiato...ci immobilizza....
che si può fare?

HeeledJim scrive:
no,
quando ci immobilizza è perchè noi cerchiamo di fuggirla e gli facciamo resistenza.
Quando ci immobilizza non c'è solo paura...
c'è la paura e in piu la speranza o la voglia che passi..

anna scrive:
si è vero.....
e quando è solo paura....praticamente non si ha scampo...la si vive e basta?

HeeledJim scrive:
non c'è l'idea di non avere scampo.
si vede chiaramente che il campo è solo di paura.
non ti viene in mente di non avere scampo.
Come sott’acqua non ti viene in mente di non vedere gazzelle.

anna scrive:
si può restare costantemente in questa paura assoluta?

HeeledJim scrive:
il tempo è legato alla paura.
se la paura non si muove piu perche non ha spazio…
allora non c'è il tempo.
quindi non c'è "costantemente", o " incostantemente".

anna scrive:
c'è....
e se c'è la paura....non può esserci altro,è così?

HeeledJim scrive:
preferisco non rispondere.

anna scrive:
...

HeeledJim scrive:
ti faresti un idea che non corrisponde al fatto, e non ti sarebbe di aiuto.
meglio che guardi tu stessa, da quel punto in poi.

da quel punto in poi
non
c'è
più indagine
da fare

c'è un
limite
che l'uomo può raggiungere
di ascolto e apertura.
e quando l'uomo è aperto completamente all'ascolto... senza più il pensiero
ha terminato la sua parte e non c'è niente che deve fare di piu.
...
poi
sarà "altro" ad agire verso l'uomo...

anna scrive:
altro.....

HeeledJim scrive:
lo so, è piacevole ,affascinante, farsi idee di questo altro... specie se tutto il discorso non presta il fianco all'incoerenza.. e diventa credibile,
ma farsi idee dell'"altro" non ti porterà da nessuna parte.

anna scrive:
...

HeeledJim scrive:
c'è "solo" paura
se pensi all'"altro" stai fuggendo da essa, e ha movimento, sei quindi nel regno del tempo e del pensiero con idee da raggiungere.
Quindi Sei disattenta.
io non ho detto
"c'è il pensiero che immagina un altro"
ho detto c'è altro.
ma agisce solo quando il campo è solo paura.
e l'uomo ha terminato il percorso, non c'è più il singolo ne il tempo.

anna scrive:
c'è tanta paura....io spesso l'avverto.....ma non faccio che scapparne.......

HeeledJim scrive:
si

anna scrive:
ma torna....nel tempo è sempre più presente...

HeeledJim scrive:
se
va e torna
allora non sei sensibile ad essa.
perchè la paura non va e torna.
è sempre qui.

anna scrive:
non è che va e torna.....solo che a volte è più intensa.....

HeeledJim scrive:
se
ti metti in ascolto
la paura è piu chiara
se invece la fuggi e cerchi soluzioni o antidolorifici
la attenui.
in realtà sei tu che l'ascolti piu o meno chiaramente
lei è sempre li con te.
anche tutti i nostri traumi infantili sono qui con noi.
non c'è bisogno di un evento per sentire paura.
io la sento ora
e sono solo in silenzio.

HeeledJim scrive:
...
quando
pensiamo
ci FERMIAMO rispetto al modo
e
c'è
preoccupazione/paura
...
il pensiero che è legato sempre alla paura
agisce "fermandoci"
nel tempo.
cioè
se pensiamo
noi ci immaginiamo fermi, come riferimento nel tempo che scorre.
o meglio
quando pensiamo
noi
TRASCURIAMO tutto il tempo che si muove.
nel presente, quando pensiamo.
Siamo disattenti a ciò che accade.
A ciò che dovremmo indagare…
..
questo è fondamentale. lega la paura al tempo. non so se è chiaro...

anna scrive:
ora tu non hai pensiero...
quando sei attento dico....non c'è pensiero...

HeeledJim scrive:
l'attenzione è negazione del pensiero.

quando
pensiamo
noi
ci "assentiamo"
dal mondo.
come un bimbo che guarda un cartone animato.
e noi andiamo immersi nei ricordi, idee, come fossero sogni e sorridiamo o piangiamo di tali idee.
staccati dal reale.
mentre il tempo si muove.
noi andiamo in un limbo
e pensiamo...
se ti metti a ricordare dei bei momenti
li pensi
ti assenti dal reale
e li rivivi...
ma sono idee che rivivi e ti danno piacere..
stessa cosa la paura
se abbiamo paura che ci licenziano per un dato motivo
ci assentiamo a pensare
uno scenario o l'altro
e proviamo paura..
mentre il tempo si muove...
è importante
sottolineare
che il pensiero non è attento al mondo presente.
E’ legato solo alle idee, e ci lascia sfuggire l’essenziale, il fatto reale.
Col pensiero non vedremo mai nulla.

anna scrive:
o k

HeeledJim scrive:
non credo ti arrivi..
ti vedo piu interessata a parlare di un immaginario stato di estasi oltre l'uomo
quello è "assentarsi"
non ci sarà mai estasi li.

anna scrive:
vorrei liberarmi....questo si....ma assentarmi no.....
vorrei vivere....

HeeledJim scrive:
il desiderio di liberarti è "assentarti"
se desideri liberarti da quello che c'è ora
allora ti vuoi "assentare"
fuggi da ciò che c’è alla ricerca di altro...
e in questa ricerca ci sarà sempre paura e fine.
....
siamo incoerenti
abbiamo paura
soffriamo
c'è conflitto e smarrimento
..
perchè agire su tutto ciò?
e se ci accorgiamo di stare agendo su tutto ciò
al fine di liberarci, di migliorarci..
Allora perchè agire sul desiderio di liberarsi?
Perche sempre "agire su", “agire su”
…invece di osservare e lasciare andare?