lunedì 3 novembre 2008

Anarchia e Utopia

APPROFONDIMENTI FILOSOFICI

 anarchy

 
DOMANDA: "Secondo voi l'anarchia è possibile al giorno d'oggi?! In quanto società perfetta dove trionfi La libertà, La cooperazione, La solidarietà, IL benessere comune ecc. ecc... l'ideale di società senza autorità e senza leggi sconfina, appunto, in un'utopia, un non luogo, un'aspirazione che deve guidare come manifestazione della perfezione etica e morale del genere umano, ma che non potrà mai esser toccata?"


Stiamo indagando se l'autorità sia o no una cosa buona e se è possibile liberarcene.

Se immaginiamo il mondo allo sfacelo dove ognuno fa quello che vuole, pieno di violenza e diviso in gruppi uno contro l'altro SENZA LEGGI, questo stato immaginato è evidentemente una delle cose più irrazionali possibili. Nessuno la vuole e nessuno la immagina, e ti dirò di più: non accadrà mai. In quel caso dei gruppetti si uniranno e nel corso dei secoli tenderanno a massimizzare la sicurezza e minimizzare la paura, e si tornerà ad uno stato con delle leggi imposte.

Questo stato immaginato, dove c'è violenza e i gruppi si scannano a vicenda senza leggi E' PIENO DI AUTORITA', per autorità non si intende solo le "leggi", ma anche tutte le leggi e le autorità che abbiamo dentro di noi, tutte le cose che ci imponiamo, le nostre fissazioni, le nostre credenze illogiche, le nostre paure irrazionali, tutto ciò è AUTORITA. E' da li che deriva poi l'esistenza delle leggi, una naturale estensione di quello che siamo...

L'indagine sull'autorità quindi, va fatta all'origine... Se noi non avessimo autorità dentro di noi, e vivessimo in reale libertà anche a livello inconscio, come si tradurrebbe la società?

Pensare all'autorità solo come "legge" e trascurare tutti i conflitti che abbiamo dentro di noi sarebbe superficiale e impreciso. Se si indaga il problema dell'autorità della libertà dei conflitti lo si deve fare all'origine, altrimenti non capiremo mai il problema in se, e staremo solo a cambiare e controllare continuamente le sue specifiche manifestazioni.
Se immaginiamo un mondo senza "stato" forte che impone le leggi al singolo, non significa che in quel mondo che immaginiamo non vi siano leggi... Ci sarà sempre la legge e la paura...

Una nazione allo sbando, senza stato dove ognuno può fare quello che vuole impunitamente si trasformerebbe presto in un luogo di violenza allo stato selvaggio...

E invece di 1000 politici che decidono per 50 milioni di persone, avremo 1 milione di piccole dittature più o meno grandi e forti, ognuna divisa a seconda della regione, della classe, della professione, delle necessità di sopravvivenza e soprattutto dalla forza che ha in termini semplici di violenza militare.
Questi gruppi si formeranno capeggiato da leader che imporranno le proprie leggi, molto più personali di quelle di ora, e ognuno imporrà il proprio comodo, e le proprie punizioni, e per paura il popolo si schiererà in un gruppo o nell'altro ma non rimarrà mai isolato, si proteggerà sempre in gruppo.

In questo scenario vi saranno un infinità di leggi arbitrarie, non scritte e variabili... Magari il gruppo capeggiato dal violento dirà che tutti devono passargli la moglie perché lui la deve violentare altrimenti uccide tutti... Magari un altro gruppo definisce altre leggi che identificano il gruppo e chi non si adatta viene punito ecc....

Infatti una nazione senza stato non significa che non avrà leggi, ci sarà sempre la paura e il conflitto, la contraddizione, i desideri personali, l'egoismo e la necessità di proteggersi... Una nazione senza stato sarà PIENA DI LEGGI E DI AUTORITA'...

e, se indaghiamo all'origine del problema del conflitto e dell'autorità, all'origine della libertà e delle regole imposte...
Non siamo anche noi stessi in quanto individui, singolarmente pieni di conflitti e autorità? Non ci imponiamo regole che sentiamo come doverose e che ci portano un certo conflitto? Non scegliamo un ideologia e gli releghiamo il posto di autorità e la viviamo come una regola da seguire anche a scapito della nostra libertà?
Quando diciamo: Questa parte di me non mi piace, devo cambiarla, ogni volta lo penso ma alla fine mi viene naturale fare nella stessa maniera, ma non mi serve non mi aiuta ed è pericolosa quindi mi devo impegnare a cambiare in questa direzione... Quando ci imponiamo delle azioni con delle regole, non stiamo creando un autorità da seguire a scapito di una piccola perdita di libertà e con un piccolo conflitto interno?

Indagare sull'origine del conflitto dell'autorità e della libertà e delle leggi imposte significa indagare all'origine del problema e non "solo" vedere se uno stato ha o no delle leggi... Perché se la causa prima dell'esistenza è in noi, le leggi ci saranno sempre, qualunque organizzazione avremmo della società...

Indagare se è possibile un miglioramento del singolo (e poi spontaneamente della società), che possa evolvere e migliorare i proprio conflitti interiori le proprie libertà... senza presupporre nulla, senza dare nulla per scontato. Solo quando noi saremo liberi dentro allora potremmo agire in maniera equilibrata all'esterno, altrimenti ogni manipolazione dell'esterno si rivela nient'altro che un imposizione forzata e temporanea che non risolve il problema alla radice ma lo "accomoda" temporaneamente...

A prescindere dal termine "anarchia" che porta con se un arcobaleno di reazioni a seconda delle vedute della società che si hanno... Penso non abbia basi trattare il problema "possibile al giorno d'oggi" perché quello che tu descrivi è (o sarebbe) il prodotto di una società fatta di singoli individui diversi dagli individui che ci sono ora... Io non vedo un "anarchia" come cosa imposta sugli individui di oggi che hanno desideri e paure e aspirazioni diverse da ciò che descrivi. Ogni imposizione contro la volontà della massa porta con se un evidente disequilibrio che si esprimerà in maniere molto distanti dallo scenario "perfetto" che hai descritto.. Quindi in ogni caso se si parla di anarchia si deve parlare di anarchia "prodotta naturalmente dalla società" perché sente e vuole (quando e se lo vorrà) una società migliore. L'anarchia imposta non esiste, se pochi fanno una rivoluzione e impongono delle regole su molti si attua una forma di oligarchia con violenza, ovvero un concetto che l'ideale anarchico rifiuta. Non esiste un "obbligato e temporaneo passaggio violento" verso un ideale nobile. Significherebbe ricominciare a scusare le guerre giuste in nome di Dio. L'anarchia o c'è perché il mondo è pronto e la vuole, o non c'è e non si può imporre, se si impone non è anarchia e fallisce. Per questo motivo io penso che la domanda "possibile al giorno d'oggi" non abbia senso.
E' possibile creare un "immagine" di una società anarchica ma, come ho detto prima non avrebbe con se lo spirito, il senso, l'iniziativa creativa, vitale e spontanea, e presterebbe il fianco al primo vento che soffia... Una società imperfetta che rispetti "solo" gli ideali anarchici porta con se tutti i difetti di qualsiasi società che imponga un ideale (anche perfetta) su una società che non "sente" intimamente tali ideali, si crea cosi una celata pressione e pian piano farà dei frutti che corroderanno tale ideale... Se un cambiamento si basa su una "lotta" allora non è MAI un cambiamento DEFINITIVO. L'unico cambiamento completo nasce dal basso ed è definitivo. Quindi suggerisco un educazione a 360 gradi che metta in discussione tutto, ogni possibile certezza, conclusione, esperienza, opinione o convinzione, ideologia politica o religiosa...
Il rischio di dittature è sempre presente quando e se si impone un immagine o ideale di società sugli altri da parte di uno o di pochi. Come è successo con immagini di ideali comunisti, fascisti, o "personali", o religiosi. Ma l'anarchia, quella che descrivi tu dove c'è libertà e cooperazione non è un "imposizione", quindi la vera anarchia non porterà mai questo rischio, solo le imposizioni e la violenza porta con se questo rischio.

Fra migliaia di anni forse, se l'uomo è ancora vivo, la società si assesterà verso l'equilibrio e la perfezione, come ogni molecola del cosmo. Quando le coscienze individuali saranno più evolute, naturalmente la società prenderà caratteristiche sempre migliori... minor violenza, minor spreco, minor paure, e ogni problema verrà affrontato e risolto alla base e non potando una foglia ogni anno vedendola crescere ogni anno... Se si indaga con mente aperta, senza presupposti senza opinioni e si vedono le cose per quello che sono, non vi è dimostrazione razionale che quel che c'è all'origine dell'egoismo e della visione soggettiva dell'uomo non possa essere migliorato.
Io sono certo che fra migliaia di anni avremo una coscienza molto più elevata dove quel presupposto di egoismo individuale è solo un vecchio ricordo che produce tutti i problemi che ci son oggi e che, ci porta obbligatoriamente a scegliere continui "accomodamenti", come la democrazia o altro senza mai trovare una soluzione definitiva. Non voglio dire che l’uomo perda l’istinto individuale, ma che lo sviluppo della sua consapevolezza lo porti a considerare il suo istinti all’interno di un ampia gamma di altri istinti e necessità anche collettive, in piena apertura e sensibilità. Perdendo cioè lo squilibrio odierno che porta gran parte dei problemi mondiali, quello che mette al primo posto la massimizzazione del profitto, e tutto il resto della vita sacrificabile.
 
Chi ci dice che quel "passo indietro" che facciamo nella democrazia e che va a scapito della nostra libertà personale per garantirci la sicurezza, quel "giusto compromesso per il male minore" non possa essere migliorato anch'esso?
Non partiamo da presupposti, guardiamo ciò che accade, mettiamo tutto in discussione e le cose verranno da sé... Possiamo solo dire che un sistema "democratico" dove deleghiamo scelte ed azioni, è imperfetto in assoluto e è un accomodamento e non una soluzione completa e definitiva. Quindi cerchiamo indaghiamo miglioriamo...
Una volta e "se" ci saranno consapevolezze e coscienze libere da quello che tu chiami "presupposto" allora la società non sarà che il normale prodotto dei singoli, senza violenze ne pressioni ne imposizioni ne "passi indietro" ne accomodamenti...
Si possono avere idee ottimiste o pessimiste sul futuro,
Può darsi che non accadrà mai, oppure può darsi che accadrà, non possiamo prevedere il futuro con certezza, può essere che un pazzo preme un bottone fra 100 anni e distrugge millenni di evoluzione...

L'importante è, secondo me, stimolare l'indagine personale, tenere viva la curiosità e l'intelletto, farsi domande, dubitare, dubitare, dubitare sempre e comunque senza mai prendere nulla per vero o preconfezionato, indagare da più fonti e pensare con le nostre teste di singoli individui intelligenti... Tutto quello che viene, poi viene da se...

La paura che sentiamo quando immaginiamo uno stato senza leggi nel caos è una paura molto semplice da sentire e capire, è immediata e forte, quindi preferito mettere l'attenzione sul pericolo opposto in cui siamo caduti in questa era… In questo contesto per esempio secondo me non fa male sottolineare il pericolo che c'è nell'assunzione di un qualsiasi tipo di autorità, sia a livello di singoli, che di gruppi che di stato, la mancanza di libertà che ne deriva, e la facile strumentalizzazione che ne deriva se accettiamo di delegare autorità ad altri che siano "forti" più di noi...
Nella proposta a favore dell'autorità (democrazia rappresentativa) c'è il passo indietro che indichi tu a scapito della nostra libertà personale per favorire un autorità più forte del singolo che possa proteggerci dai violenti, e reca in se anche il pericolo che uno stato forte possa utilizzare il suo potere per influenzarci e per utilizzare in maniera disequilibrata le risorse ovvero il pericolo è che utilizzi il potere anche per i suoi profitti personali.

Questo pericolo, poi secondo me è anche molto attuale per l'Italia, che vive un periodo brutto e tutti, istintivamente vogliono salvarsi e lo fanno delegando sempre più autorità ad uno stato sempre più forte e distante da quello che i singoli sentono...

Vedere tutti e 2 gli aspetti e i pericoli e conoscerli... secondo me è il primo passo…
 
 
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