venerdì 5 dicembre 2008

L'Eclisse

di canestrari marco

 
eclisse

Due amanti nudi posano languidamente nell'ombra della vicina Luna, muovendosi poco davanti la calda luce dell'infanzia. Lui la tiene sul ventre e guarda capovolta l'immagine che io vedo:

"Come in una vecchia fotocamera, l'occhio sbarrato non regge il contrasto, i contorni non sono marcabili, l'accecante luce invade i margini delle due sagome blu. La nostra Luna lascia maestosamente che il Sole bruci e imperi, così un enorme confine di fuoco scende lentamente gigliottinando questo pianeta. Il calare dell'eclisse segna la netta fine della stirpe che viveva nell'unica verità delle ombre.

I raggi abbagliano i corpi segnando il nitido passaggio e gli occhi si spengono come morti da millenni, poi invadono lentamente tutto il corpo fino a lasciare solo ceneri di statue inanimate. Un intreccio di persone nude fatte di polvere è il panorama arido del cimitero dell'infanzia, una desolata buca di polvere senza resistenza e consistenza che non testimonierà nessun amore."
 
Il posto degli amanti ora è un enorme e fragilissima cava gialla dove cammino faticosamente da solo affondando e lasciando dietro le mie precarie impronte. Nemmeno una carezza posso dedicare agli amanti secchi che si sgretolano fra le mie dita. Mi sdraio sul suolo inanimato e sento le fragili braccia e i seni che cedono modellandosi sotto la mia schiena, prendendo la mia forma.

Sono incarnato in una fossa su misura dove perdo le forze osservando il mio passato paesaggio svanire sotto un docile vento. Una leggera polvere scende sulla mia fronte e si deposita sul petto, nella foschia di un silenzio non terrestre.

Canestrari Marco 1996