venerdì 16 gennaio 2009

HeeledJim





SPRING-HEELED JIM


Spring-heeled Jim winks an eye
he'll "do," he'll never be "done to"
he takes on whoever flew through
"well, it's the normal thing to do"

Spring-heeled Jim lives to love
Now kissing with his mouth full
And his eyes on some other fool
So many women
His head should be spinning
Ah, but no!

Spring-heeled Jim slurs the words:
"There's no need to be so knowing
Take life at five times your average speed, like I do"
Until Jim feels the chill
"Oh, where did all the time go?"
Once always in for the kill
Now it's too cold
And he feels too old

Morrissey 1994






JIM TACCHI A MOLLA

(traduzione libera)

Jim tacchi a molla strizza l’occhio:
Lui “farà", non si farà mai "fare"
Attacca bottone con chiunque gli svolazzi intorno
“Beh!, è la prassi”

Jim dalle scarpe a molla vive per amare...
Mentre bacia a tutta bocca
mette gli occhi su qualche altra sciocca
Così tante donne
che gli dovrebbe girare la testa…
Invece niente.

Jim tacchi a molla sbiascica le parole:
"Non c’è bisogno di sapere tutto,
Prendi la vita a cinque volte la tua velocità media, come me"
Finché Jim non sente il brivido
"Dov’è finito il tempo passato?”
Un tempo sempre pronto alla caccia…
Ora fa troppo freddo
e lui si sente troppo vecchio



Jack dai tacchi a molla, nell'originale inglese “Spring Heeled Jack”, fu una creatura del folklore inglese del periodo vittoriano, che si raccontava vagare nelle notti londinesi dal settembre del 1837 sino agli inizi del Novecento. La creatura si guadagnò il nome di Jack dai tacchi a molla a causa del suo peculiare modo di fuggire: senza effettuare rincorse questo essere avrebbe avuto la dote di compiere salti molto elevati, riuscendo ad esempio a saltare da un marciapiede al tetto di un palazzo.
Descritto dalle vittime degli attacchi come umanoide con un volto orrendo, si ipotizza che potesse trattarsi di una persona deforme con capacità fuori dalla norma o, molto più probabilmente, di un abile acrobata. La prima presunta vittima di questo mostro lo avrebbe descritto alle autorità come una creatura metà uomo e metà diavolo, con la faccia orrendamente sfigurata. La corporatura sarebbe stata abbastanza robusta, l'altezza nella norma, la muscolatura molto sviluppata nelle gambe (poiché ci vorrebbe uno sforzo e un'energia sovrumana per eseguire dei salti superiori ai trenta metri, come descritti dalle sue vittime). Vestiva con un mantello nero e un elmetto, aveva artigli metallici molto affilati con cui sfigurava le vittime e la leggenda gli attribuiva occhi fiammeggianti. Queste ricostruzioni sembrerebbero collegarsi ad un'altra leggenda, molto più recente, americana: quella del Mothman, anch'esso dotato di grandi ali, nero e con occhi fiammeggianti.
Nel settembre del 1837 una donna di nome Polly Adams stava passeggiando in un parco londinese, in una notte buia e fredda. Vide una strana ombra muoversi nel buio, dopo alcuni istanti, il mostro saltò fuori da un cespuglio e la sfigurò con i suoi lunghi artigli. La ragazza disse poi alla polizia di essere stata attaccata da un uomo-diavolo. La cosa non apparve credibile e il caso viene archiviato come attacco immaginario e autolesionismo. Dopo alcune settimane dal primo attacco, innumerevoli persone (per lo più benestanti) sostennero di essere state attaccate da una bestia la cui apparenza sembrò la medesima di quella che avrebbe attaccato Polly Adams.
Gli attacchi non avvenivano seguendo un'apparente logica o una linea temporale: il guardiano nell'avamposto di una caserma raccontò di avere udito una notte dei rumori e dei fruscii provenienti dal bosco circostante la caserma e di essersi risvegliato la mattina seguente seminudo nel bosco; in stato confusionale, attribuì la responsabilità di tutto alla stessa creatura.
Una donna che sarebbe stata vittima del mostro, disse che la creatura l'avrebbe baciata nella bocca, compiendo poi un salto di trenta metri che lo catapultò sopra un palazzo.

http://en.wikipedia.org/wiki/Spring_Heeled_Jack