giovedì 29 gennaio 2009

L'Amore per la Domanda



L’intelligenza non consiste nel possedere una risposta ad una domanda, Una risposta da pensare da utilizzare, su cui progettare il futuro. Se c’è Domanda (Una domanda, una domanda qualsiasi: Come posso essere libero dall’angoscia permanentemente? E’ meglio controllarsi o lasciarsi andare? Spendo bene il mio tempo?) …Se c’è Domanda allora c’è confusione e dolore, si è nel regno del pensiero, del tempo che scorre, nell’illusione.
La Domanda è nel regno dell’illusione, ed ogni risposta è SEPARATA dalla domanda. Questo è fondamentale, Ogni risposta lascia inalterata la domanda e non la risolve perché non la tocca. È sempre separata. Nel regno del pensiero/paura/tempo dove vengono pensate le domande prima c’è la consapevolezza della domanda e solo DOPO (qualche millesimo di secondo , qualche decennio o più probabilmente mai) abbiamo al consapevolezza della risposta. In ogni caso non c’è mai un azione SULLA domanda, sul problema presente, ogni nostra reazione è successiva, e quindi lascia inalterato ogni problema di cui abbiamo consapevolezza. La consapevolezza del problema ( o della domanda) è sempre precedente alla consapevolezza della risposta. Va da se che in questo spazio di tempo (problema-soluzione), (domanda-risposta) la domanda (o il problema) non rimane immutato. Come ogni bravo scienziato, logico o filosofo sa, il problema va affrontato nel luogo e nel momento del problema, e non successivamente. Sarebbe come avere la consapevolezza di un incendio, poi dopo 6 anni senza più avere la consapevolezza dell’incendio (ma solo il ricordo o l’idea) avere la risposta di spegnerlo. L’azione risolutiva di risposta deve essere messa in atto nel momento presente della domanda. Ovvero la soluzione deve essere contemporanea alla percezione della domanda/ problema/ dubbio/ dolore. Cosa che non accade nel regno del pensiero, il pensiero prima a ha consapevolezza poi si mete riconoscere a pensare confrontare elabora e conclude in un tempo diverso da quello in cui c’è stato il problema. Molte persone si chiederanno se un breve lasso di tempo di qualche millisecondo possa veramente influire sull’esito dell’azione… perché sono abituate a ragionare nel tempo e prendendo in considerazione blocchi di idee molto grandi tipo l’idea di una casa in fiamme l’idea di un idrante che spegne la casa ecc… ma se dobbiamo esaminare a livello subatomico cosa accade… dove le particelle vanno avanti e indietro nel tempo, dove il tempo è legato alla massa e allo spazio e noi tutti deriviamo da queste particelle... Possiamo veramente tralasciare il fattore tempo? Cosa ci insegna tutta la fisica moderna negli ultimi 50 anni? Se la nostra indagine verte sull’essenza stessa della “domanda” dell’origine di tutte le possibili domande, Se l’indagine è cosi in profondità non possiamo presupporre nulla, nemmeno che la domanda sia qualcosa che scorra nel tempo in maniera costante. Infatti non lo è.
Non possiamo presupporre che il problema (qualsiasi problema) possa rimanere costante nel tempo nemmeno per un millisecondo. Di base dobbiamo mettere in discussione tutta l’idea del tempo che scorre. Cosa che la fisica ha iniziato da un po’ a fare.

L’intelligenza è un campo atemporale dove la domanda è ASSENTE. Se c’è chiarezza non c’è domanda. Nessuna domanda.

Mi pare scontato che non sto dicendo che non bisogna farsi domande o che chi ha intelligenza non può dare risposte, queste sarebbero conclusioni imprecise. Il DECIDERE di farsi domande o una domanda, o DECIDERE di non farsi domande e lasciarsi trasportare dai desideri senza mettersi a pensare sono due azioni equivalenti, non portano mai la chiarezza definitiva e all’estinzione definitiva di ogni domanda. Se stiamo DECIDENDO, stiamo pensando, stiamo programmando, progettando un certo modo di operare, un certo stile di vita, un certo schema da attuare NON ORA, ma nel futuro!!! Pensare significa RIMANDARE a dopo. Il pensiero ci porta solo a DECIDERE per il futuro, mai a avere un azione nel campo del presente.
Di base una persona ha desideri, paure,pensiero, quindi immagina che esiste un tempo che scorre in cui lui stesso scivola immutato, con le sue domande e problemi irrisolti. Se in questo campo decide di comportarsi in una maniera a,b,c, in parole povere non fa altro che pianificare dei comportamenti per il futuro che agiranno nel futuro SOPRA quello che lui è già nel presente. Non vi è mai nessun cambiamento all’origine del problema, perchè il pensiero cosi strutturato POSTICIPA l’azione risolutiva, che può essere fatta esclusivamente nel regno (misterioso per il pensiero e per la coscienza) del presente.
L’intelligenza profonda non DECIDE mai di fare qualcosa nel futuro, l’intelligenza FA nel presente, il presente è l’unico campo su cui si può agire. Poi domani, fra un anno, a seconda di quello che accade, agirà ancora, senza programmarsi come. Agirà confrontandosi con ciò che accade. Non esclude così nuove conoscenze, nuove scoperte, e utili cambiamenti.

Ho sbagliato, era evidente dall’inizio, ho aspettato 4 anni che qualcuno mi dicesse dove, ma quel qualcuno doveva avere almeno “visto” il campo dell’intelligenza, doveva essere stato almeno un attimo fuori dal tempo… Non credo che incontrerò mai qualcuno, speriamo di si…
Se c’è paura, pensiero, desiderio, conflitto, violenza, piacere… allora c’è un frainteso, c’è già il problema e la domanda…
Se hai visto, e sei stato nel campo senza tempo, nel regno dell’intelligenza definitiva, allora sei marchiato, sei segnato, ma questo non significa che rimarrai li in eterno… infatti la maggior parte delle persone vissute sulla terra che ci sono state, poi sono tornate, e quelle rimaste si contano sulle dita…
Il Segno che ti lascia è indelebile e inconfondibile, qualcosa che nel regno del pensiero non c’è: Hai il RICORDO di una certezza assoluta… Puoi parlarne, dimostrarne l’infallibilità, puoi senza sforzo ESCLUDERE tutti i pensieri, ragionamenti, ipotesi e deduzioni che non sono assoluti, che non hanno basi… Ma è solo un ricordo… Quando torni nel regno del pensiero sei di nuovo nel frainteso e UTILIZZI quel ricordo (ineccepibile) senza più comprenderne il senso originale. Mentre pensi sei nella dinamica: “ora scelgo, voglio, decido faccio… fra un secondo fra un minuto, un anno farò questo”, Utilizzi la consapevolezza di ciò che è vero “NEL TEMPO”… la utilizzi “nel corso del tempo”… e così perde di ogni energia… La verità, la realtà, la chiarezza, il campo di origine di tutto, non può essere APPLICATO NEL FUTURO… il campo è tutto e solo presente…

Eppure l’avevo detto… quando ero nel campo della chiarezza definitiva, quando partecipavo al presente, l’ho detto subito: “L’azione va fatta ora, fra poco Marco tornerà nel campo del pensiero e utilizzerà di certo questo sconvolgente e ineguagliabile ricordo con lo strumento del pensiero, e tornerà nel campo della confusione”
Ma non avevo capito… era evidente, certo che mentre “pensavo” c’era un frainteso, era palese, ma lo deducevo a posteriori, vedendone la sua espressione e le sue conseguenze, non vedevo con chiarezza il presente, non vedevo quale era nel presente il frainteso. Il pensiero non può fare altrimenti, e io lo sapevo…
Vedere con chiarezza nel presente l’origine del frainteso significa non avere più fraintesi, avere chiarezza.
O c’è chiarezza o c’è frainteso…
Il frainteso non è mai consapevole di esistere. Il pensiero, il dubbio, la confusione, la non chiarezza… qualsiasi DOMANDA... l’esistenza di qualsiasi domanda indica che il soggetto che la percepisce non ha una chiarezza definitiva, è nel regno del soggettivo. Che equivale a dire che il soggetto non sa effettivamente, definitivamente, in assoluto di trovarsi nel regno del soggettivo, non sa nulla, potrebbe essere tutto diverso, on ha nessun tipo di certezza… Il soggetto ha una marea di idee, tesi, teorie, ideologie… di cui ne è convinto o meno… Ma nessuna definitiva. Non può sapere ne dimostrare nemmeno di avere un frainteso, non può identificare con chiarezza ultima le caratteristiche del frainteso, i suoi limiti, le sue corrispondenze, le sue relazioni, le sue precise estensioni, né tantomeno può avere consapevolezza del CAMPO in cui esiste il suo frainteso… se avesse tutto ciò allora ci sarebbe chiarezza… e niente di simile al pensiero o alla sofferenza o alla paura…
La domanda, tutte le domande, anche l’ultima, quella che ti porti dietro dopo avere toccato e partecipato alla realtà, al presente… anche quella domanda, se te la PORTI dietro… non hai chiarezza…
Nel campo dell’intelligenza non si PORTA niente, non c’è nessuno che porta un posto diverso dal presente dove andare a portare, tutto l’esistente è all’interno del campo, non c’è un “fuori”…
...Non c'è una ricerca... una fine...

Non sto dicendo che è tutto uguale a tutto, scarto selettivamente, senza cercare conclusioni affrettate…

Essere violento con se stessi e gli altri non è uguale a non esserlo…
Agire senza osservazione non è lo stesso che avere chiarezza…
Nel campo del pensiero, chi è portatore di conclusioni, certezze, e azioni conseguenti è immensamente più distruttivo e meno intelligente di chi è portatore di domande, di chi avendo smontato ogni falsa ideologia, ogni falsa sovrastruttura, porta con se l’amore per la domanda invece che per l’azione…
..l'Amore per la Domanda...

Quello che dico è che, anche il più intelligente in questo cerchio, anche chi è “diventato” la domanda ultima… non ha chiarezza e non la troverà mai finchè continuerà a PORTARE QUALCOSA… finchè avrà una decisione, una conclusione…

Fosse anche solo quella di farsi sempre e comunque domande…

La realtà è misteriosa e non può essere messa in nessuna gabbia della mente…