martedì 17 febbraio 2009

Scienza, Coscienza, Illuminazione - Email

Email con Massimo Ricci

Per rimanere in tema io dico (non uso la parola "penso", ne "credo") che il punto ( non uso la parola "stato") dove c'è chiarezza, è fatto di tutto ciò che rimane (non uso un positivo) quando la mente è in una "curiosità costante", e non rimane nemmeno una parte della mente nella "certezza", dove cioè ha identificato tutte le sue basi senza fondamento e non ne ha alcuna, e quindi l'intelligenza non permette semplicemente spazio alle attività della mente (paura, pensiero, tempo). Rimane solo intelligenza e in quel posto si scopre cosa c'è... quando non c'è l'illusione della mente e del soggettivo...

> Ciao Marco, ho letto le tue risposte ed anche alcune parti del tuo blog (precisazioni sull'io e precedenti) e riporto qui di seguito alcuni commenti e spunti.
> Riguardo alla tua risposta sul fatto che la mente potrebbe produrre la materia, in effetti è un discorso legittimo, non sappiamo cosa viene prima. Pensiamo che la materia produca la mente e che tale mente poi ragioni sulla rappresentazione di materia che si è fatta.

Io dico che la mente e la materia non sono 2 componenti diversi del reale. Naturalmente esiste il pensiero e tutte le sue preferenze di interpretazione...e il contenuto del pensiero non è di certo materia, sono solo idee.

>La scienza ci spiega le cose e le relazioni causa-effetto all'interno della rappresentazione che ce ne facciamo, che è vincolata alla struttura materiale del nostro sistema percettivo (se viene prima...) e a ciò che tale struttura ha prodotto nel passato (cultura). Va però detto che la selezione cui ci sottopone l'evoluzione garantisce che tale conoscenza sia coerente nel tempo con la realtà che viviamo (che non è detto sia la realtà vera). Quindi la rappresentazione scientifica ha una sua coerenza ma non è detto sia "vera".

Si la scienza si sviluppa nella direzione di una certa coerenza, ma non è detto che sia vera, potrebbe cioè leggere la realtà da un punto di vista che non ha basi e da li creare una struttura coerente...
E vorrei aggiungere che quella sensazione di Coerenza è una cosa molto profonda, dico cioè che la realtà è coerente. Ma questa può essere solo una scoperta Finale: cioè quando e se si partecipa con chiarezza alla realtà POI si scopre che la realtà (oltre a molte altre qulità) è coerente... La coerenza non può essere mai la strada per Arrivare alla realtà, infatti la realtà non ha nessuna strada che arriva a lei (truth is a pathless land). Le strade sono letture che si basano sul tempo/dualismo fra osservatore/osservato: in quel regno c'è solo illusione e mai realtà. Certamente l'inverso si può dire: ovvero laddove vi è incoerenza CERTAMENTE i contenuti dell'incoerenza non sono reali, questo è sicuro. Ma anche questo uno lo sa solo DOPO aver avuto chiarezza... Quindi... Rimane solo un "modo"... farsi domande e scoprire dove "leggiamo male"....

> Il mistero della coscienza è proprio il fatto che noi vediamo la materia e sentiamo la nosta coscienza e non riusciamo a renderci conto del fatto che forse sono unite. Per questo esiste l'idea di dualismo e ciòè che ci siano due realtà diverse, spirito e materia (ma il dualismo è molto problematico).

Il dualismo è molto problematico, è alla fine. Ovvero una volta ( e se risolto) è risolto tutto. Questo vale anche per le letture legate al tempo/osservatore/materia/paura/pensiero ecc... tutte queste frammentazioni cioè nascono da un "modo" di leggere la realtà incoerente e privo di basi...
E' come se la scienza scoprisse una legge unica unificatrice che include tutti i fenomeni esistenti, senza escludere nemmeno, tutte le emozioni, tutti gli osservatori, tutto il pensiero, tutte le coscienze e gli sperimentatori mentre nel presente scrivono e scoprono la legge stessa...


> L'io percettivo è ovvio che venga dopo nel senso che non si può avere coscienza di una cosa che non è già accaduta in qualche modo ma forse l'io volitivo e quello percettivo sono talmente uniti da risultare una cosa sola ma sono comunque in parte separati (temporalmente). Forse la coscienza può solo percepire e quindi è l'inconscio a volere, e alla fine l'io potrebbe emergere proprio quando percepiamo ciò che vogliamo coerentemente con i ricordi.

Qui devo capire bene cosa intendi con tutte queste parole, volitivo, percettivo, inconscio... Vediamo se in breve riesco a districare le cose e gettare una piattaforma il piu possibile comune o condivisibile...
la percezione e la volontè esistono e quindi sono presenti e contemporanei (come tutto l'esistente), ciò che non esiste sono solo le IDEE che abbiamo su ciò che accade (memorie, esperienze che formano la coscienza). L'inconscio è solo tutto ciò che ancora non abbiamo visto, per mancanza di tempo, di interesse, o per paura o fretta. L'inconscio non è nascosto dietro un muro.


> Quando si nasce non si ha un io, nè la coscienza (il neonato non si riconosce in uno specchio) ma il suo sistema percettivo e la sua memoria comincino a popolarsi di esperienze. Scopre che le braccia e le gambe sono le sue, che la madre non è parte di lui ecc E quindi scopre che c'è un mondo fuori e quindi che ci deve essere un io dentro...
> In questo si può essere d'accordo con Krishnamurti sul fatto che il pensiero è una "prigione" e che il sapere-memoria ha un aspetto vincolante.
>Mi chiedo però se questa idea di liberarsi non sia in realtà un'illusione essa stessa, forse la cosa migliore è mettere le cose a posto ed imparare a lasciarle fluire più che liberarsene (una visione più taoista)

E' un cruccio che ricorre spesso nelle tue email, evidentemente bisognerà trattarlo a fondo, magari affrontandolo da varie parti...
L'idea di liberarsi è certamente un illusione. le idee sono illusioni, perchè c'è un lettore che immagina la libertà nel tempo, nel futuro "fra un minuto". Se vedi la libertà non hai idee sulla libertà e cercamente non la CERCHI.
K non dice mai: cercate di liberarvi. dice "non cercate". Non dice "impegnatevi nel rimuovere le catene", dice :"prendi consapevolezza di tutte le catene". E cmq io non sono un "seguace" di K e di nessuno, quindi parlo per me.
Tu ti fai spesso domande sull'idea di liberarsi, se esite questo tipo di liberazione, se veramente K era libero, se è possibile o no una visione libera dal soggettivo ecc... se non sia essa stessa uno degli innumerevoli inganni della mente...
io dico: A che ti serve continuare a fantasticare sulle caratteristiche che tu immagini abbia la tua IDEA di essere liberi?
Ovvero, se nel presente non c'è libertà (se c'è una visione relativa ad un io soggettivo), allora a che serve occuparsi di quello che non c'è e immaginare ALTRO? K non diceva: occupati di immaginazione oltre il fatto, e io non lo dico.
Che ti frega, tanto non è di certo inseguendo idee che troverai qualcosa di definitivo, puoi se vuoi analizzare ogni aspetto fino a dimostrare che non vi sono incoerenze ma a che ti serve? E' come occuparsi di cucina o giardinaggio... non porta libertà e ne avvicina.
Che ti frega, se ti calma, prendi come "fatto" che è una cosa impossibile per l'uomo avere libertà e chiarezza oggettiva, e continua a imparare, osservare, fatti domande, metti in discussione tutto... quello è utile.
E cmq il pensiero (il soggettivo), la coscienza, se attenta e intelligente non può fare altro che avere l'idea che uno stato del genere "non esiste"... è inutile indagare oltre con la fantasia... occupati invece di cosa è la coscienza, la tua... Poi se ti va io sono sempre disponibile a dire "quello stato è fatto cosi o cosi" ma non aiuterà, ti potrà solo fare avere una rappresentazione coerente,e nulla di piu, solo una rappresentazione (ovvero Dualità, uno che legge e qualcosa che viene letto)...
L'unica cosa da fare è essere seriamente interessati a ciò che esiste, e scoprire e domandarci su ciò che esiste, ciò che crediamo, viviamo... Se poi esiste questa libertà puoò essere che un giorno la vivrai o può essere che non la vivrai. Se non la vivrai avrai sempre continue idee diverse su questa libertà senza mia aver saputo di cosa si tratta veramente; Se la vivrai, non avrai piu domande e parlando con altri chiederai: perchè ti occupi di idee?
cercare di liberarsi, immaginare come "sarebbe" fatta una libertà o uno stato che non c'è .. non porta alla libertà...
il "cercare" è nel tempo, nella dualità... il cercare è una fuga... non avvicina alla realtà...
se non cerchi cosa accade?


> Riguardo alla mente universale lo trovo un discorso "pericoloso" in cui facilmente il nostro bisogno di sicurezza, di ordine, di senso e la nostra struttura cognitiva potrebbero vedere dei miraggi. Va però detto che lo stesso problema "prospettico" lo abbiamo con il cervello, vediamo che è composto da singole cellule ma non pensiamo che tali singole cellule abbiano una loro mente (che forse non hanno perchè troppo semplici) o che la generino globalmente. Così, con la scienza, non abbiamo modo di vedere l'eventuale legame tra la nostra mente e quella universale ma istintivamente pensiamo che ci sia un gradino in più, così come la società è un gradino in più rispetto alla famiglia.


Ogni discorso che va oltre la lettura soggettiva diventa pericoloso per la mente soggettiva, perche è sempre in cerca di sicurezze e emotivamente attiva delle domande e delle ricerche in cui è coinvolta, e quindi come dici tu vede qualche miraggio. Non è detto che le situazioni pericolose non debbano essere affrontate.
La mente non ha origine nel cervello, ne tantomeno nelle cellule. La mente esiste ed è materia, la materia non ha separazione alcuna. non esiste un atomo separato da un altro o un universo separato da un altro. Il contenitore è unico è quello che chiamo materia/mente.



> Ma qui mi sorge un dubbio sulla definizione di mente universale che potresti avere tu. Intendi la mente della materia ? Cioè il fatto che la materia abbia regole e produca un sistema armonioso, ecologico (l'intelligenza del mondo) ? Oppure intendi un principio più spirituale e antropomorfo, legato non alla natura ma alle nostra menti e quindi al senso e ai concetti antropomorfi come amore universale, ecc. Oppure intendi un principio ontologico cioè il fatto che l'io personale è una illusione perchè esiste un solo io coniugato nelle varie forme di materia, nei vari corpi ?

Da quello che leggo la cosa è più lunga di quello che credevo... Rispondo alle tue domande...
La mente è Materia. Certamente la Materia/mente è amore universale. Esiste un solo Io (se lo intendiamo come mente/materia).... L'io del singolo (personale) non esiste nella materia, è un idea, una immaginazione. Quindi non c'è nulla di effettivamente coniugato in varie forme. Non vi sono vari piani o gradini o livelli di manifestazione con leggi fisiche misteriose o invisibili.
Ma non credo che queste risposte possano chiarire... Praticamente tu dividi la lettura della mente in vari aspetti diversi come se fossero cose diverse...

Butto giù un po di caratteristiche sulla mente.... forse è utile aumentare il numero di informazioni...

La mente è solo mente universale, non esiste la mente del singolo ne "io" del singolo. Non esiste in nessun piano, non esiste nella materia non esiste nel presente, non è misurabile, ne ha relazioni con qualcosa, è puramente un invenzione, un idea, una immagine, un simbolo... come un asino che vola.
La mente è materia, la materia=mente non è di certo "a pezzi", non ha confini ne limiti, infatti non ha riferimenti alcuni con nessun'altra cosa che non se stessa. la misura è quindi un'illusione, più precisamente la misura è una rappresentazione di una specifica lettura della materia. Ogni misura Non contiene cioè MAI l'essenza e l'origine, il senso della cosa misurata.
Quindi le "leggi" della mente=materia che conosciamo finora (fisica moderna, matematica, chimica, biologia, neuroscienze) non dicono Nulla sulla materia=mente. Si occupano solo di rappresentazioni. Rappresentazione significa, una lettura, una fotografia, una idea, un filmato, una memoria. Abbiamo molte foto della realtà e dalle foto vorremmo capirne l'essenza o una legge definitiva che colga il senso primo e che ne descriva anche il comportamento nel futuro.. continuiamo a tentare e approssimare, migliorare ma... ma Da singole fotografie è impossibile farlo. Le leggi che conosciamo cercano di spiegare le relazioni di queste fotografie che abbiamo, accumulandone sempre di piu e sempre piu dettagliate durante l'esperienza e gli esperimenti dell'uomo.
Noi vorremmo una legge che non esclude nessun evento, che descrivere ogni POSSIBILE evento, e non solo gli eventi già conosciuti fino a un dato momento... Quella è LA LEGGE del mondo.

Come ho detto non c'è nessuna individualizzazione ne specificazione, la mente è della materia, e anche tutte le emozioni che proviamo sono materiali, (se vogliamo dirlo diversamente : materiale e spirituale non è diviso. Interno e esterno non è diviso, ma spesso non è facile leggere il mondo da questo punto di vista).
Quindi la paura, il piacere la vergogna il dolore la sofferenza ecc... sono tutte cose materiali e reali, nessuna è "di qualcuno" in particolare, non è divisa ne diversa dalla mia o dalla tua. L'origine dell'emotività e delle sensazioni è materia/mente. Ogni cosa non è separata dalle altre...
Anche l'amore, la volontà... è tutto unico...
l'intelligenza non è diversa dall'amore... e non è mia o tua. è della materia/mente/indivisa.
Mi rendo conto che non basta fare un elenco di proprietà e che dal tuo punti di vista molte cose non tornano, se ti va fammele presente cosi le sciogliamo...
E' difficile per esempio vedere l'intelligenza come amore
o la materia come volontà
tutto descritto da una stessa legge.

in sostanza tutto ciò che per te è del singolo ( che quindi in una certa maniera deve esistere necessariamente) ad esempio, violenza, paura, emozioni varie, sentimenti, piacere, ecc... non NASCE DAL SINGOLO, ma nasce sempre dal reale che chiamiamo X. (materia/mente). e ogni cosa nasce da li (e muore li) c'è solo quello.
Anche tutta la volontà del singolo nasce da li...
va da se che la realtà può ESSERE LETTA IN VARIE MODI DIVERSI... questo è fondamentale, da li nasce l'idea dell'essere separati, dell'io singolo. La realtà PUò SENTIRSI, LEGGERSI, INTERPRETARSI, IN INFINITE letture, questo è nel POSSIBILE DEL REALE.
La consapevolezza di tutte le letture è la chiarezza sulla realtà. La consapevolezza di parte delle letture è la non chiarezza e è SEMPRE in UNA LETTURA DOVE CHI LEGGE SI IMMAGINA SEPARATO (DA li la ricerca di sicurezza e la paura)...

a presto!!! :)