giovedì 9 aprile 2009

Cosa è il Conflitto di Interessi?

Da una piccola ricerca in rete, alcuni accenni al Conflitto di Interessi, In Breve:
Si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata un'alta responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l'imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti i propri interessi in causa.

Questo documentario è stato censurato in Italia:


La legge 20 luglio 2004, n.215 si propone di assicurare che i titolari di cariche di Governo svolgano la loro attività nell’-ESCLUSIVO- interesse pubblico, prevenendo la formazione di conflitti di interessi. I conflitti di interessi sono quelle situazioni in cui il titolare di una carica di Governo si viene a trovare allorché delibera o partecipa a deliberazioni concernenti materie rispetto alle quali egli è direttamente o indirettamente portatore di interessi privati che possono confliggere con interessi pubblici.

La legge n.361 del 1957 all’articolo 10 afferma:
Non sono eleggibili [...] coloro che [...] risultino vincolati con lo Stato [...]per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica.



Di classifiche sulla liberta’ di informazione o sulla democrazia ce ne possono essere molte e chiaramente non sono il Vangelo. (La scienza politica non e’ accurata come la scienza naturale, ahinoi).Una classifica sulla liberta’ di stampa estremamente attendibile e’ quella dell’americana Freedom House, un istituto di ricerca, finanziato prevalentemente con fondi governativi, che ha come obiettivo la promozione della democrazia liberale nel mondo.

Il rapporto sulla liberta’ di stampa pubblicato da questo istituto nel 2006 piazza l’Italia verso l’80esimo posto. Prima di noi vengono circa la meta’ degli stati al mondo, Immediatamente prima di noi Mongolia, Bulgaria, Bolivia, Tonga e Capo Verde.
L’Italie e’ definito un paese « semi-libero ». Ironico eufemismo per dire non libero (a mio avviso un uomo semi-libero non e’ libero).

C’e’ poi un altro indice da prendere in considerazione : l ’ Indice di Democraticita’. Questo indice e’ stato prodotto da The Economist, uno dei piu’ autorevoli giornali al mondo, se non il piu’ autorevole.
Per farla breve, per trovare la nostra Italia bisogna scendere al 35esimo posto, dopo l’Estonia e immediatamente prima dell’India e del Botswana. L’Italia e’ considerata una democrazia imperfetta, alla pari di paesi come Capo Verde, la Mongolia, la Namibia, Lesotho, le Filippine e Timor-Est. Dovremmo vergognarci. Dovrebbe essere questo “IL Problema”.



Vorrei ricordare a chi si trovasse a leggere queste righe, che qui’ non si sta parlando di destra o sinistra, ma di liberta’, informazione e democrazia.

Berlusconi è titolare di quattro diverse anomalie che è utile tenere distinte:
1 La prima riguarda l'imprenditore divenuto capo del governo: come evitare che egli usi il suo ruolo per favorire le proprie imprese? E che le sue imprese gli diano un vantaggio nell´attività politica?

2 La seconda anomalia riguarda il duopolio televisivo. Perché mai un solo imprenditore privato deve avere una dotazione di reti pari a quelle dell'ente pubblico? La parità produce un finta concorrenza dualistica che è in realtà spartizione forzosa del mercato: è la negazione del capitalismo.

3 La terza anomalia è la più smaccata. In nessun paese democratico si può essere monopolisti televisivi e stare al vertice del sistema politico.

4 La quarta anomalia è il contrasto tra l´ex presidente del consiglio e la magistratura. E´ uscito da processi per reati infamanti solo grazie a numerose leggi ad personam letali per la salute istituzionale del paese.



La situazione e’ sempre la stessa, unicamente illiberale per un paese occidentale : monopolio delle tv private nelle mani del cittadino-politico Berlusconi e televisione di stato non pubblica ma governativa (e « italianamente » clienterale), che tra l’altro si appiattisce sui contenuti della sua concorrente privata, rinunciando di fatto al ruolo di televisione pubblica.

E non si risponda che « il cittadino Berlusconi ha vinto le elezioni e percio’ ha ragione ». Chi vince le elzioni vince il diritto di governare (per qualche anno), non vince la ragione. E il fatto che un cittadino vinca le elezioni, come Berlusconi ad aprile o Hilter nel 1933, non significa che un paese goda di una democrazia vitale e che tale democrazia non possa essere alterata e/o attaccata.

La nostra libertà dipende dalla libertà di stampa, ed essa non può essere limitata senza che vada perduta. (Thomas Jefferson)



Cosa ne pensano all'Estero?
L’anomalia del berlusconismo e’ ulteriormente confermata da praticamente tutti gli osservatori esteri (non assolutamente solo di sinistra ! ma di destra, di centro, moderati, liberali, liberisti e via dicendo), che giudicano il berlusconismo un’anomalia, pericolosa e non democratica. The Guardian ha scritto che nell’Italia del “giullare” Berlusconi, che ha vinto le elezioni “sulla scia di un’ondata di panico pompata dai media su una presunta impennata dei tassi di criminalitá“, “la piú grande felicitá di un particolare individuo sembra essere modellare la morale e la legislazione - sovvertendo la democrazia“.



Per capire cosa ne pensa l'Europa, è molto interessante questa risoluzione Ufficiale...

Risoluzione del Consiglio d’Europa 1387 (2004): Monopolio dei media e possibile abuso di potere in Italia (Estratti)

...L'Italia è un membro fondante del Consiglio di Europa e sostiene fortemente gli ideali a cui corrisponde. L'Assemblea quindi è interessata dalla concentrazione di potere politico, pubblicitario e dei mezzi di comunicazione nelle mani di una persona, il Primo Ministro Silvio Berlusconi.

...L'Assemblea ricorda che, in conformità con l'articolo 10 della convenzione per la protezione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, e sulla base della legge quadro della corte europea dei diritti dell'uomo, gli stati hanno l’obbligo di proteggere e, se necessario, appronta le misure positive per salvaguardare e promuovere il pluralismo nei mezzi di informazione.

...L'Assemblea deplora il fatto che una serie di governi italiani consecutivi sin dal 1994 non siano stati in grado di risolvere il problema del conflitto di interesse...forniscauna soluzione genuina e completa del conflitto di interesse riguardo al sig. Berlusconi.

...Attraverso Mediaset, il principale gruppo commerciale, di comunicazioni e di radiodiffusione d’Italia, ed uno dei più gran nel mondo, il sig. Berlusconi possiede circa la metà del broadcasting nazionale nel paese. Il suo ruolo come capo di governo lo posiziona inoltre ad influenzare indirettamente l'organizzazione di radiodiffusione pubblica RAI, che è competitore principale del Mediaset. Poichè Mediaset e RAI controllano insieme circa il 90% del pubblico televisivo ed oltre tre quarti delle risorse nel settore, il sig. Berlusconi quindi ha un controllo senza precedenti sul “media” più potente in Italia. Tale "duopolio" nel mercato della televisione è in sè un'anomalia da una prospettiva antitrust. Lo status quo è stato conservato persino nonostante le disposizioni che interessano il pluralismo di mezzi nella legislazione fossero state due volte dichiarate incostituzionali, e le autorità competenti abbiamo riconosciuto le posizioni dominanti di RAI e delle tre reti commerciali della Mediaset TV.

...L'Assemblea è interessata specialmente dalla situazione della RAI, che è contraria ai principii di indipendenza stabiliti nella raccomandazione 1641 (2004) dell'Assemblea su emittenti di servizio pubblico. RAI è stato sempre uno specchio del sistema politico del paese ed il pluralismo interno si è spostato dalla rappresentazione proporzionale delle ideologie politiche dominanti nel passato verso "il vincitore prende tutto", riflesso dell’attuale parte politica al potere. L'Assemblea sottolinea con preoccupazione le dimissioni del presidente della RAI e di uno dei giornalisti più popolari come protesta per la mancanza di una rappresentazione politica equilibrata in Consiglio di Amministrazione, e per l’eccesso di influenza politica nella gestione della programmazione RAI.



11. L'Assemblea quindi invita il Parlamento italiano a:

...approvare urgentemente una legge che risolva il conflitto di interesse fra la proprietà e controllo delle aziende e la carica di ufficio pubblico e che comprenda le pene per i casi dove c’è un conflitto di interesse con la carica di ufficio pubblico a livello elevato;

a. evitare l'emersione delle posizioni dominanti nei mercati relativi all'interno del SIC;

b. prendere le misure specifiche per porre fine al corrente duopolio RAI-Mediaset;



“La media degli Italiani è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco…
È a loro che devo parlare.”
(Berlusconi, Ansa, 24 maggio 2003)

Dobbiamo stare molto attenti, perche’ la democrazia non e’ una cosa che una volta « fatta » rimane li per sempre. La democrazia e’ un’invenzione umana, ottenuta tramite lotte dure e violente, ma che come tutte le cose umane e’ transitoria. Ieri non c’era, oggi c’e’ (?), domani potrebbe non esserci.

Nota Bene: Parte degli articoli citati sono stati scritti alcuni anni fa, e un articolo quando Berlusconi non era al governo. La situazione è cambiata dal tempo di questi articoli...
...in peggio.
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