martedì 7 aprile 2009

Cosa è il Lodo Alfano?


Da una piccola ricerca in rete alcune spiegazioni su cosa è il Lodo Alfano...




In breve..
Il cosidetto lodo Alfano è un DDL (Disegno di legge) composto di un solo articolo di otto commi. Tratta la "sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato" ovvero per Presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e dei presidenti di Camera e Senato.
La sospensione si riferisce a fatti commessi prima della assunzione dell'Alta carica e possono essere già in corso, in ogni fase o grado di giudizio.



Il lodo Alfano garantisce l’immunità alle quattro alte cariche dello stato, finchè restano al loro posto (o cambiano poltrona). Qualsiasi delitto dovessero commettere, non sarebbero perseguibili fino alla fine della legislatura. Sono compresi anche i delitti comuni e quelli svincolati dall’attività politica, oltre a quelli per cui c’è un processo in corso già da prima del loro mandato.

In poche parole non si potrebbe procedere nemmeno nel caso strangolassero la moglie, molestassero la segretaria o, più verosimilmente, corrompessero un testimone perché possa mentire sotto giuramento in tribunale facendo assolvere un colpevole.

Non si tratta però di un’idea nuova. Qualcosa di molto simile era già stato tentato nel 2004, col lodo Schifani, bocciato dalla Consulta perché incostituzionale.



Essendo che l'unica alta carica dello Stato ad averne bisogno è il presidente del Consiglio (sotto processo a Milano in due procedimenti), ed essendo che gli avvocati del medesimo stanno facendo il diavolo a quattro per non fare processare neanche Mills (coimputato del presidente del Consiglio medesimo per corruzione giudiziaria - per l'accusa il PdC avrebbe fatto un cospicuo "regalo" a Mills perchè, diciamo così, "aggiustasse" un po' le sue dichiarazioni come testimone in un processo a suo carico), parecchie malelingue insinuano che la serenità del mandato c'entri poco e che sia solo un modo per permettere al pdC in questione di sfuggire una probabile condanna...



Forse non bisogna essere proprio dei giuristi per capire che questo lodo stride vivacemente con l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”.



Le alte cariche dello stato non saranno uguali davanti alla legge proprio in virtù della propria condizione sociale.
Nel contempo le vittime collegate ai loro reati non sarebbero per nulla uguali alle altre vittime, perché la loro possibilità di avere giustizia verrebbe rimandata di anni. Il che, vista l’attuale durata dei processi in generale, non è proprio una bella cosa.
Qualcuno invece ha detto che anche in molte altre democrazie è prevista l’immunità per le alte cariche o per il premier. Anche questo è falso.
La sospensione dei processi vale solo per tre capi di Stato: Grecia, Israele e Portogallo. Attenzione: Capi di Stato, non presidenti del Consiglio, che invece non hanno alcuna protezione particolare in nessuna delle democrazie occidentali.

Ovviamente per i reati funzionali, legati cioè alla carica rivestita, la protezione - in Italia come altrove - c’è dall’inizio della democrazia. È per i delitti comuni che non c’è nulla, perché probabilmente nel lontano 1947 i costituenti pensavano che l’interessato, beccato a corrompere un giudice, si sarebbe dimesso immediatamente, coperto di vergogna. Come avrebbero potuto immaginare che da lì a cinquanta anni, l’unico rossore nella faccia dei politici sarebbe stato solo quello del trucco televisivo?



In un lodo (*) non riesco proprio a trovare nulla di male, e facendo quattro salti su google e sui vari motori di ricerca mi convinco sempre di più di ciò che penso. Infatti, cos’è un lodo? Un premio, un complimento, un vantaggio…. Tutte accezioni positive: quindi è una cosa giusta!
In un Paese perfetto, con un PIL perfetto, con un debito pubblico perfetto, con un numero di morti sul lavoro perfetto, con un numero di rom perfetto, con un numero di precari perfetto, il lodo Alfano sarebbe la legge giusta al momento giusto.
Premiare con un lodo le più alte cariche dello Stato, dei dipendenti pubblici, delle persone elette dal popolo che godano della stima e del rispetto di tutti i cittadini significherebbe grande maturità civica e grande rispetto per le istituzioni.
Parliamoci chiaro: se sono lì è perché - detta in soldoni - tu in teoria dovresti fidarti di loro, dovresti essere orgoglioso di essere rappresentato da loro e ti dovresti rispecchiare facilmente in loro e nelle loro idee. E invece, obiettivamente, il problema sono proprio loro.



I cittadini Italiani sono informati su questioni così importanti? Sanno cosa è il Lodo Alfano?



Mi chiedo dunque, alla luce di quanto emerso dalle interviste fatte alle persone incontrate per strada, quanto possa essere difficile raccogliere 500.000 firme per far abrogare il lodo Alfano, quando la maggior parte dei cittadini non sa nemmeno cosa sia? Si possono avere delle idee diverse, chi pensa sia giusto e chi no. Ma prima di tutto bisogna sapere di cosa si sta parlando! Le informazioni più scottanti, quelle che con incredulità hanno attaccato ogni giorno questa scelta scellerata del governo Berlusconi, sono apparse quasi unicamente su internet. I giornali cartacei e i media televisivi hanno propinato all’italiano medio informazioni anestetizzate per lubrificare la penetrazione di questa vergogna “made in Italy” direttamente nelle menti dei cittadini. Credo dunque che, per il bene di questo paese, sia il caso di valutare una serie di iniziative tra le quali volantinaggio, diffusione di banner sui blog, gazebo nelle piazze e dialogo con i cittadini. Ognuno farà il possibile, sperando che basti.



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