giovedì 2 aprile 2009

Forza Italia Ingloba AN: Nuovo Partito al 40%

Si e' conclusa la prima giornata del congresso di An. Domani tocchera' a Gianfranco Fini tirare le fila delle assise che porteranno Alleanza nazionale a confluire nel Pdl. Prima del presidente della Camera, la giornata si aprira' con l'intervento del coordinatore di Forza Italia Denis Verdini, poi sara' la volta del capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, intorno alle 10.30, del sindaco di Roma Gianni Alemanno alle 11.15 e del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli alle 12. A seguire l'intervento di Fini.

Il congresso si concludera' con l'approvazione che sancisce lo scioglimento del partito e la fusione con Forza Italia nel Pdl.

(di Federico Garimberti)

ROMA - Il re non è morto, viva il re. Ignazio La Russa, dal palco dell'ultimo congresso di Alleanza Nazionale, rassicura così la base del suo partito. La confluenza nel Pdl, garantisce il 'reggente', non significa la "chiusura" di An, ma al contrario un "giorno di nascita, di ripartenza; un nuovo inizio". E non è un caso che il ministro della Difesa scelga queste parole per aprire le assise in cui An si scioglierà per entrare, la prossima settimana, nel partito unico del centrodestra, il "partito degli italiani". Certo, riconosce, "questo non è un congresso ordinario".
Ma il motivo, aggiunge, è che "nasce il partito degli italiani". Cita Eraclito per sottolineare come quella attuale sia solo una fase di passaggio: "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto è divenire". Anche perché, ricorda, l'emblema di An "non si spegne, ma transita semplicemente in una fondazione, consentendoci di non avere rimpiati". Il compito, ora, è di "proseguire l'avventura che ha legato intere generazioni", visto che anche il Msi aveva una "vocazione a costruire un partito unitario della destra". Insiste sulla necessità che il Pdl sia una forza "multidentitaria", perché "non ci può essere il pensiero unico" e dunque, aggiunge, An vi porterà "tutta la sua storia e la sua identità". Tanto che, azzarda, "non è lontano il tempo in cui potremo chiamare il Pdl non più 'centrodestra', ma la 'destra' italiana", come avviene nel resto d'Europa. Ma non è più il 1995; la nuova Fiera di Roma non è un'altra Fiuggi.

Esami da superare non ce ne sono più, perché "oggi, con Forza Italia, creiamo un partito che è destinato a raccogliere i consensi di oltre il 40% degli italiani". Cita Silvio Berlusconi per dire che sulla sua leadership non ci sono discussioni e per rimarcare le differenze con il Pd. Quella dei democratici "é stata una scelta obbligata". Rivendica di aver preteso regole certe all'interno del Pdl. Così, spiega, "le decisioni andranno prese dopo un dibattito ampio, anche se alla fine guai se non arrivasse il momento delle scelte". Parla di An e Forza Italia come di "gemelli, magari diversi", ma pur sempre fratelli. Ringrazia Gianfranco Fini per il suo "coraggio" di presidente della Camera, definendolo "un uomo di destra, che quando ricopre un ruolo istituzionale lo fa senza compromessi".

L'unico passaggio in cui si può leggere un accento polemico riguarda il Carroccio. Nei rapporti con la Lega, scandisce La Russa, "non c'é bisogno di contrpapporsi, al contrario bisogna competere", restando "pronti ad accettare correttivi" proposti dagli altri alleati. Ciò non significa, aggiunge tuttavia, "accettare l'ineluttabilità che siccome per vincere bisogna stare insieme un passo indietro lo debba sempre fare il Pdl".