domenica 19 aprile 2009

Lettera alla RAI

 

Cara Rai,

Sono un semplice cittadino, non ho interessi legati ad alcun gruppo  economico, né parlo in voce di qualsivoglia partito politico, parlo per me.

Vorrei esprimere delle brevi considerazioni riguardo al caso scoppiato sulla trasmissione Annozero, ma non voglio discutere sul fatto se mi piace o no Santoro come giornalista o se le vignette di Vauro qualcuno le senta di cattivo gusto o no…

Non voglio infatti soffermarmi troppo sulla mia opinione riguardo a Vauro o Santoro, che come ogni opinione, è mutabile e soggettiva, o così dovrebbe essere.

Voglio invece porre l’attenzione su qualcosa che, a mio avviso è molto più importante delle questioni che riguardano i gusti o le preferenze personali, perché ne è il seme.

Sempre di più in Italia, i problemi trovano una risposta in quello che gran parte della televisione ci fa vedere, che con i modi del branco inferocito decreta santificazioni, eroi, e infami… in TV le risposte ai problemi sono prevalentemente di tipo emotivo, e spesso della parte meno nobile del nostro sentire…

Le risposte ai grandi problemi dei nostri tempi impariamo a darle seguendo le dinamiche della paura, della rabbia, della sicurezza nell’appartenenza ad un gruppo.

Devo constatare che la democrazia in Italia si sposta sempre di più da una democrazia dell’individuo ad una democrazia della massa, che ha dinamiche e intelligenze ben diverse.

Da alcuni anni i nostri figli crescono in questi ambienti mediatici, scegliendo fra ciò che gli viene proposto, è con questi modelli che l’Italia elabora i suoi usi e costumi, e consolida abitudini. La TV infatti, più di ogni altro mezzo nei nostri tempi, è efficace per influenzare le dinamiche sociali dei grandi gruppi, specialmente nei più giovani.

Ed è per questo che la TV dovrebbe avere una funzione prevalentemente educativa, espletata con cura e attenzione.

I cittadini dovrebbero sentirsi rassicurati dal fatto che la tv prepari un campo di libertà e democrazia per le generazioni future, dove i ragazzi imparino ad ascoltare liberamente ed anche a esprimersi liberamente, in contesti amichevoli e sicuri, dove ci sia spazio per ogni idea, per strana o diversa che sia.

L’educazione ha il dovere di preparare un giardino fertile dove siano protetti, nella stessa maniera, tutti i delicati semi, tutti fiori che sbocceranno, permettendo, alle piante di ogni colore, di formare un completo arcobaleno.

Permettendo a tutti, nella stessa maniera, di annusare il fiore che vogliono, di toccarlo, di osservarlo meditandoci sopra nei tempi e nei modi di ognuno, senza pressioni di sorta. Ed infine, se si vuole, a sceglierne uno.

In maniera che ognuno vada formando le proprie visioni del mondo, i propri ideali, le proprie preferenze, e poi, se gli va, esprimerle alle generazioni future completando il cerchio.

Insomma, questo è quello che dovrebbe essere in un paese libero e civile, sono semplicemente le basi su cui si sviluppa l’intelligenza.

In Italia, oggi, non è così.  C’è una mancanza di equilibrio nelle distribuzioni delle informazioni, e una tutela diversa fra i semi del nostro giardino che e ne influenzerà la crescita.

Alcuni fiori saranno rigogliosi e faranno ombra ad altri che appassiranno, altri non riusciranno nemmeno a sbocciare… e, anno dopo anno, nel giardino ci sarà un fiore solo, avrà un terreno specifico, illuminazione adatta e temperatura gradita, questo fiore  darà un solo tipo di seme, per tutti gli altri sarà la morte…

 

Ma come fa un gruppo privato che controlla gran parte della televisione (in generale) ad educare alla libertà se invece l’azienda è spinta prevalentemente verso il massimo guadagno?

 

Riallacciandomi all’evento attuale: Santoro, Vauro o i giornalisti di Annozero, ad oggi, non hanno ricevuto nessuna accusa di reato occupandosi del sisma in Abruzzo, ma le TV hanno già decretato la loro “negatività” e il messaggio è arrivato al pubblico in dosi massicce da molte fonti, come in altre circostanze durante gli anni… dalla TV pian piano le coscienze collettive si formano…

Va da se che il Presidente Berlusconi ha fatto del sisma, come ogni altro possibile evento mediatico, un palco per la sua campagna economico/politica, ma io mi chiedo se sia educativo e indice di una sana democrazia che in Italia, se, anche una minoranza delle fonti televisive, si esprima in maniera lesiva verso le campagne del premier, allora venga additata come indecente, comunista o criminosa? E si scateni una bufera mediatica aggressiva verso le voci che vanno fuori dal coro degli interessi di chi possiede e controlla le TV?

Tralasciando le questioni degli ascolti di Annozero che, come è evidente, salgono nei tempi in cui le voci che vanno fuori dal coro delle televisioni sono poche. Più è piccolo il foro della pentola a pressione più il getto di vapore è forte, quando l’acqua bolle da troppo tempo e l’unica azione che si fa è stringere il coperchio…

Dico di trascurarlo perché l’Audience si fa in molti modi, anche mostrando il dramma umano a tutti i costi, nei dettagli più toccanti e scabrosi, mettendo la telecamera in faccia a chi soffre e piange, cercando di mostrare l’umiliazione estrema o la tragedia personale scioccante, insomma l’Audience non è tutto, se l’Italia non è un Azienda.

 

Ho scritto questa lettera in sincerità e senza bandiere politiche, e vorrei che chi di dovere nella RAI agisse nella stessa maniera, come persona, ascoltando la propria coscienza di fronte alla storia che verrà.

La prego, non faccia morire la democrazia.

Con Affetto, Marco Canestrari.

 

Ho scritto e inviato questa lettera alla RAI, se volete fatelo anche voi, copiatela o scrivetene una vostra a questo link: Scrivi alla RAI

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