lunedì 1 giugno 2009

Tronisti per Caso?

DI MARCO CANESTRARI

untitledChi crede che il controllo delle masse si attua prevalentemente gestendo le notizie nei programmi di informazione è completamente fuori strada. Il nucleo del controllo delle masse nei sistemi democratici, come abbiamo spiegato più volte, consiste nel determinare, alla lunga, dei modi di pensare generalizzati.

federica-rosatelliAbbiamo già visto negli articoli precedenti quali sono i modelli e le tecniche che creano una situazione di regime mantenendo l’illusione della democrazia: Sono i modelli di pensiero più elementari e impulsivi, quelli della rabbia, dell’invidia, della competizione con i metodi del branco o del linciaggio di piazza. Va proposta l’immagine del personaggio famoso, ricco, alla moda e piacente. Anche la comunicazione deve essere vissuta in un contesto di regolamenti dove è consueta la delega ad un Autorità che giudica e spiega, e, in ultima analisi, elargisce premi e punizioni.grande-fratello-9-giorno-24-dopo-che-federica-gli-ha-lanciato-un-bicchiere-addosso-gianluca-e-furioso-dietro-di-lui-c-e-marcello-104697

Ma se volessimo veramente controllare le masse, in che maniera potremmo diffondere questi principi?

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denharrowDovremmo innanzitutto avere il controllo di un canale televisivo. Creare dei programmi seguiti da molte persone, specialmente giovani, che sono più facili da educare, e proporli per mesi o addirittura per anni…

isoladeifamosi6_rossanobelen_3novembre2008Quei programmi dovrebbero mostrare ripetutamente  l’espressione istintiva ed emotiva delle persone, e trascurare il più possibile l’aspetto della cultura e dell’intelligenza individuale. Favorire la competizione con premi e punizioni pubbliche decretate da un Autorità che divide costantemente fra buoni e cattivi, stimolare invidie e reazioni emotive da mostrare in pubblico. Risse, discussioni superficiali, aggressività e ignoranza ostentate, crisi isteriche e pianti sono utili. Questo è il paese che vogliamo ottenere.20090316_3293_puglia6

gf9_cristina_laura_posasexySu un isola deserta, in una grande casa, in una fattoria o, semplicemente negli studi dell’emittente, questi ipotetici programmi dovrebbero promuovere delle immagini di persone ricche, esteticamente invidiabili, e preferibilmente superficiali. Plaboys, veline o aspiranti tali vanno sempre bene.

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Potrebbero svolgersi in una scuola per giovani aspiranti alla fama televisiva, che accettano l’autorità di alcuni giudici, superano delle prove, imparano a seguire i regolamenti, esprimono gioia e lacrime e si esibiscono al centro di uno stadio pieno di folla.

angeluccits1Potrebbero avere dei troni su cui sedersi, però dover chiedere il permesso di parlare per alzata di mano, come si fa nelle scuole elementari. Potrebbero delegare, sempre per gioco, il controllo alla Maestra che potrebbe decidere chi deve parlare, come e quando, e magari rispiegare cosa voleva dire veramente chi ha parlato.

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Potrebbero fare capire che il Giusto e lo Sbagliato non nasce da una indagine intellettiva, libera da coinvolgimenti di parte, ma invece dalle risate contagiose dell’arena in cui si grida, ridicolizzando l’avversario con una furba e cattiva battuta d’effetto.

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I provini a pagamento e le selezioni per entrare a fare parte di questi programmi, potrebbero, sempre ipoteticamente, diventare essi stessi dei programmi televisivi che mostrano i giovani che hanno come unico sogno diventare un famoso personaggio televisivo.  Sarebbe geniale mostrare tutto in TV: Dai provini al programma effettivo, e magari portare a Sanremo il vincitore o mostrare i partecipanti di questi programmi in vari altri talk-show. La televisione includerebbe in se tutto ciò di cui ha bisogno in un continuo autoriferimento, dal terreno di coltura fino al prodotto finito, passando per ogni fase intermedia.

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Se esistesse un programma del genere, le coscienze collettive e il senso comune delle masse verrebbero, con gli anni, plasmati a favore dei modelli vantaggiosi all’accentramento del potere del regime, tenendo al tempo stesso la popolazione appagata, divertita, interessata, occupata e distratta dai problemi reali.

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Infine verrebbero tutti richiamati in fila, senza ribellione, ad ascoltare con ansia le ultime decisioni prese dal genitore comune.

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