mercoledì 15 luglio 2009

Il Legame Fra Crisi Economica e Crisi Etica

di Sabrina Mantini

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Il nostro tempo, così ossessionato dalla ricerca del successo e del benessere, è un tempo grigio. Nonostante tutti abbiano il necessario e spesso anche il superfluo per vivere, ognuno di noi ha l’impressione che le cose vadano male, anzi che la situazione stia ruzzolando verso un declino precipitoso. Il quadro politico è desolante, popolato da personalità corrotte o incapaci, l’impianto economico dei paesi occidentali sembrerebbe in disfacimento, le nuove generazioni appaiano del tutto disinteressate ai valori e al futuro, la religione e la spiritualità sono ormai fantasmi e sopravvivono come entità puramente formali.


La società è in crisi e non sa trovare risposte efficaci alla sua malattia, i cambiamenti sembrano impossibili da realizzare. Il futuro è fosco: gli studi di settore ci informano che crescerà sempre di più il divario tra ricchi e poveri, che la globalizzazione penalizzerà sempre più l’economia dei cosiddetti paesi progrediti, la storia ci spinge a ritenere che il potere diventerà sempre più aggregato e centralizzato (come sempre accadde nelle epoche di crisi) e che risorgeranno nazionalismi e particolarismi. Quando le risorse diminuiscono diminuisce la generosità, quando si ha l’impressione di stare diventando deboli si cerca di diventare più forti a spese degli altri. Ma come è germogliato questo vento di decadenza? Qual è stata la sua genesi? Forse non tutti sanno che la crisi statunitense è collegata non solo all’insensato proliferare di concessioni di mutui Subprime ma anche alle speculazioni sbagliate di operatori di borsa mossi da uno sfrenato desiderio di guadagno. La crisi è nata negli USA dove l’essere qualcuno equivale ad avere (tanti soldi) e dove essere benestante è una necessità perché possedere denaro significa potersi permettere sanità e servizi scolastici di qualità. E’ dilagata poi nel resto del mondo, soprattutto nelle zone maggiormente influenzate dal modello americano. L’attuale degradamento del sistema di vita occidentale deriva quindi davvero da fatti puramente economici o da fattori più complessi? Potrebbe essere la conseguenza finale di una mentalità errata? Secondo una tesi stravagante, giunta a noi dalle nebbie della storia, sarebbe esistito già alla fine del 700’ ed esisterebbe ancora negli USA un settore massone infiltrato nelle sedi del potere. Il fine originario della setta non era del tutto negativo: volevano distruggere un mondo fondato su ingiustizie sociali per poi “riorganizzarlo”. Per fare questo il gruppo massone si proponeva di distruggere tutte le religioni, tutte le Monarchie e gli Stati per creare una repubblica Universale fondata solo sui bisogni dell’uomo (visto come essere dotato di una propria forza spirituale). Con il tempo però la setta si è allontanata sempre più dall’aspetto ugualitario e spirituale fino a farlo scomparire. La versione moderna della loggia denominata "Governo occulto", (che avrebbe avuto tra le sue fila, personaggi di spicco come George Bush, Ronald Reagan e quasi tutti i direttori della Cia) tramerebbe da anni per provocare una crisi economica su tutto il pianeta… al fine ultimo di indebolire le strutture democratiche esistenti e sostituire tutti i governi con un Nuovo Ordine Mondiale, retto da una Sinarchia, cioè da un governo unico composto da banchieri ed economisti.

Si tratterebbe della moderna interpretazione del disegno massone degli Illuminati che voleva realizzare sulla Terra l’ "adveniat regnum viri" (la venuta del regno dell’uomo) al posto dell’ "adveniat regnum tuum" di Dio nel Pater Noster. Le esigenze dell’uomo (materiale) poste al centro del mondo: controllo totale, ordine totale, economia vincolata. Prove materiali dell’esistenza storica della setta sarebbero disseminate ovunque: nell’aula del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York, troneggia una strana opera pittorica costituita da grandi tavole. In una di queste si può osservare una piccola colomba bianca inseguita da tre corvi minacciosi e in fondo la firma del pittore e una scritta molto piccola che dice: "L’uomo trionferà su Dio". Perfino nella banconota da un dollaro sono disseminati simboli tipici della massoneria. Sono state registrate testimonianze (perfino di banchieri e di funzionari dell’FBI) anche sull’effettiva esistenza e operatività del settore moderno della setta. Al di là dell’affascinanti interpretazioni storiche e delle facili, possibili, accuse di sensazionalismo pseudo-esoterico bisogna cogliere l’evidente metafora celata in questa “eccentrica” tesi. Ogni leggenda, si sa, come del resto ogni diceria popolare, possiede un fondo di verità. QUALE FORZA SI NASCONDE DIETRO ALLA CRISI GLOBALE CHE IL NOSTRO TEMPO STA VIVENDO? LO SMODERATO ED EGOISTICO AMORE PER IL DENARO. E cosa più del denaro è invenzione ed espressione dell’umano e contemporaneamente rappresenta il contrario di un Dio inteso come valore etico e spiritualità? La società è insieme di individui interagenti finalizzati al raggiungimento di un bene comune, non può esistere senza cooperazione e collaborazione, non può prosperare senza fini condivisi. Il modello di una Sinarchia che domini l’economia non renderà sicuro il mondo né contribuirà a farlo migliorare: al massimo introdurrà rigidità e sospetto e ci priverà della libertà. I bisogni reali dell’essere umano sono ben altri.

Solo l’aiuto e il rispetto reciproco permetterebbero davvero di uscire dalla crisi, dalla vera crisi, quella riguardante economia e scelte di vita, morale e bisogni sociali. Solo la condivisione di nuove scelte etiche, sentite e concrete impedirà il realizzarsi del disfacimento di una società completamente marcia, schiava del materialismo più bieco e disperato. Ma convincere gli abitanti del mondo che il loro reale interesse è l’accordo, il lavorare insieme, il dialogo, l’altruismo sembra un’impresa disperata. E’ necessario mettere in atto un progetto complesso di informazione e persuasione perché, come diceva Baudelaire, “Il male in fondo viene fatto senza sforzo, naturalmente, è l’opera del fato; il bene invece è sempre il prodotto di un’arte”.

 

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