domenica 19 luglio 2009

La Rete è Viva

Di Gianpaolo Marcucci

Sguardo al progetto di Marco Canestrari RETE VIVA che vuole garantire una massima democratizzazione della società partendo dal basso attraverso la rete.

È di questi giorni la notizia della candidatura di Beppe Grillo alle primarie del PD. Scrive lui stesso sul suo blog:

Il mio programma sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l'applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito (http://www.beppegrillo.it/condannati_parlamento.php) e un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi.

Si parla quindi di energie rinnovabili, di rifiuti zero, di mobilità intelligente…tutti temi trattati ampiamente dal comico negli ultimi anni e che oggi sono sulla punta delle dita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Al di là di ciò che possano riportare i media riguardo ai suoi modi di comunicare, le carte che Grillo mette in tavola sono assai rilevanti sia a livello politico che a livello socio-economico. Per accorgersene è sufficiente andare sul suo blog. Esperti internazionali e Premi Nobel hanno condiviso e approvato pubblicamente moltissime delle proposte del comico, a partire dalle tematiche riguardanti l’ambiente, fino ad arrivare al wi-fi libero e accessibile a tutti. Attraverso l’iniziativa “Comuni a cinque stelle” Grillo ha inoltre ottenuto un discreto successo alle ultime elezioni, inserendo all’interno di molti importanti comuni italiani almeno una persona legata al marchio e ai valori della Carta di Firenze (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/documenti/carta_di_firenze.pdf). Ciò che il comico genovese propone quindi una vera e propria rivoluzione “dal basso” che vede rinascere attraverso il grande contributo della rete la agonizzante democrazia del nostro paese. Inutile dire, che per i motivi sopraelencati, il Partito Democratico si sta adoperando in tutti i modi affinché Grillo non riesca candidarsi. Staremo a vedere, resta comunque il fatto che il caro Beppe, non è il solo a riporre speranza nella rete, per l’avvio di un cambiamento epocale a livello sociale e politico. Già da una decina di giorni infatti, un giovane blogger romano di nome Marco Canestrari, ha proposto attraverso il suo blog (http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/07/rete-viva-un-bollino-che-libera-energia.html) il progetto RETE VIVA. Rete viva è un bollino, un brand al quale si può aderire in maniera semplicissima, restando fedeli alla propria identità e alle proprie posizioni politiche ed ideologiche, sostenendo alcuni principi fondamentali:

-Tutela della REALIZZAZIONE: Ogni singolo individuo partecipa direttamente alla scelta e alla realizzazione delle soluzioni ai propri problemi, promuovendole in cooperazione a tutti gli altri esseri che sono spinti dagli stessi problemi. Le differenze di ideologia, credenza, fede religiosa o politica su altri argomenti non giustificheranno un freno all’alla soluzione della necessità sentita da tutti.

-Tutela del CONTATTO DIRETTO: Lo scambio di informazioni libere e dirette fra tutti gli esseri umani del pianeta è un diritto sociale e inalienabile dell'uomo. Va favorito e promosso in tutte le forme possibili. Ci si impegna specificatamente a promuovere il monitoraggio trasparente e costante di ogni responsabile di gruppi o possibili accentramenti di potere. Ogni singolo Vede tutto.

Ogni tentativo di allontanarsi da queste norme etiche, per qualsiasi motivazione (le più comuni: Minacce per la Sicurezza e Inefficienza), permetterebbe al potere di attecchire e alle masse di essere controllate.

Esistono già molti sostenitori di questo progetto, e su facebook, il noto social network, è nato già un gruppo ad esso associato, che all’oggi conta circa 500 elementi. Questi sono i loro 10 comandamenti:

1. Ogni individuo partecipa direttamente alla realizzazione della soluzione ai problemi che sente di più. Ognuno contribuirà a seconda dei modi, dei tempi, e delle competenze individuali. Si deve sviluppare una nuova forza dal basso che propone nuove soluzioni, non è più sufficiente reagire alle proposte che vengono dall’alto. Nei sistemi controllati, La scelta nelle modalità imposte, non determina un cambiamento.

2. Ogni singolo individuo partecipa direttamente alla scelta della soluzione ai problemi che sente di più, a partire dalle questioni universali dell’uomo, fino alle soluzioni più dettagliate. Il processo di delegare le scelte a qualcun altro deve essere limitato il più possibile.

3. Sviluppare una rete che è predisposta ad agire “a soluzioni” e non più “a partiti” “a coalizioni compatte” o “a ideologie”. La necessità sentita da tutti deve essere il motore che spinge alla realizzazione. Si promuove la cooperazione di tutti gli altri esseri che sono spinti dagli stessi problemi. Le differenze di ideologia, credenza, fede religiosa o politica su altri argomenti non giustificheranno un freno alla soluzione della necessità sentita da tutti. Quindi tutte le piattaforme da sviluppare in rete, sia per fare scegliere i cittadini sia per organizzarsi sulle realizzazioni, non conterranno nessun accenno ad ideologie, ideali, o gruppi specifici.

4. Ogni singolo individuo deve promuovere, nelle sue possibilità, ogni forma di scambio diretto di informazioni fra tutti gli esseri umani del pianeta. Il contatto gratuito in rete, senza filtri, da ogni individuo e verso ogni altro individuo è un diritto sociale e inalienabile dell’uomo. Va favorito e promosso in ogni forma possibile.

5. Ogni singolo si impegna a fare informazione. Si impegna a diffondere, secondo le sue possibilità e competenze, le informazioni in suo possesso, le sue conoscenze, le sue esperienze, le sue opinioni. Mettendo particolare attenzione a tutte le informazioni che i media ufficiali hanno meno interesse a diffondere. Si deve sempre tutelare la serenità del dissenso e incoraggiare le persone a farsi delle opinioni personali sulle questioni importanti.

6. Ogni singolo si impegna a promuovere il monitoraggio costante e trasparente di qualsiasi gruppo o persona che abbia un qualche tipo di potere. Qualsiasi persona che svolga un’attività di responsabilità deve essere monitorata da tutta la rete che lo può controllare.

7. Ogni singolo si impegna ad informarsi, da più fonti possibili, sulle tecniche con cui si possono controllare le masse nei sistemi democratici, e su come non farsi controllare. E si impegna ad insegnarle e diffonderle il più possibile, soprattutto ai responsabili di gruppi attivi sul territorio. Deve promuovere ogni aspetto della vita che impedisce di farsi controllare dai media e spingere perché facciano parte dell’educazione di base di ogni bambino: La riflessione individuale, la sensibilità, l’altruismo, l’ascolto, la cooperazione, l’intelligenza fuori dal coro, la ragione, la cultura, l’arte, l’istruzione, e le libertà di esprimersi in tutte le maniere, dalle manifestazioni al dichiarare apertamente i propri pensieri anche diversi da quelli delle autorità. Al contrario bisogna limitare gli aspetti che favoriscono il controllo: L’istinto, l’invidia, l’aggressività, la furbizia, l’orgoglio, la determinazione, la competizione, seguire le autorità e aspettarsi punizioni o controlli, i metodi del branco, della piazza e del linciaggio pubblico.

8. Dal momento che sarà la maggioranza delle persone a scegliere e a realizzare, non sarà più necessario fidarci di un partito o di un capo che lo faccia per noi. Non si ragionerà in termini di iniziative favorevoli o contrarie a qualche ideologia o persona. Saranno invece incentivate e diffuse tutte le proposte e suggerimenti a favore di soluzioni pratiche ed azioni effettive verso i problemi comuni. Tutti possono contribuire alle soluzioni, e verrà discussa e valutata la soluzione e non la persona, nè l’ideologia nè la bandiera che fatto la proposta. Non va cercato il “politico santo” libero dall’individualismo, né va condannato il “politico egoista”. Nessuno di questi coinvolgimenti individuali dovrà essere un freno verso la creazione di un sistema che realizzi le soluzioni. La necessità comune va messa in pratica indipendentemente dalle persone buone o cattive che vi partecipano, o dai nostri coinvolgimenti verso le ideologie. Se ci serve costruire una casa, e una cattiva persona ci porta un mattone, noi lo incoraggiamo e non ci facciamo fermare da questo. Guardiamo il problema da risolvere, e non le preferenze che ci possono dividere.

9. Una volta che sono controllati i punti cardine per accentrare tutti i poteri sul leader e limitare i dissensi (Televisione, Forze dell’ordine, Manifestazioni, Scioperi, Giornalisti, Magistrati, Scuola, Leggi elettorali ecc..), di fatto, non si è più in democrazia. Sotto queste condizioni, la possibilità di votare non determina una condizione di scelta reale. Quindi se sentiamo ingiustizie o mancanze di libertà, non siamo noi l’anomalia, non siamo noi gli strani in mezzo ad un popolo di normali. Quando sentiamo dire che tutte le azioni del leader sono giustificate perché siamo in democrazia, questo non deve mai limitare la nostra ribellione pubblica. Non deve mai scoraggiarci a cercare un sistema migliore.

10. Ognuno dei punti deve essere portato avanti a livello mondiale. Il primo passo è trovare persone che intuiscano le potenzialità e le implicazioni di questi comandamenti, in maniera che possano, con motivazione propria, mettersi in contatto e portarli avanti in rete. Le diverse leggi dei paesi non costituiscono una legge etica maggiore del diritto umano di essere liberi. Il denaro ha la possibilità di viaggiare fra le nazioni e il suo potere ha valore ovunque. Quindi una vera soluzione non ci sarà mai finché si agisce solo nei limiti di una nazione.

La rete è quindi in subbuglio. Sarà lei a salvare l’Italia dall’oblio in cui brancola? O la argineranno prima? Ai cyber posteri l’ardua sentenza.

 

GRUPPO FACEBOOK RETE VIVA – UN BOLLINO CHE LIBERA ENERGIA

GRUPPO FACEBOOK SUL CONTROLLO DELLE MASSE NEI SISTEMI DEMOCRATICI

 

Fonte: Il Corriere di Roma

 

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