martedì 28 luglio 2009

L’Importanza di non Uniformarsi

DI MARCO CANESTRARI
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Siamo abituati è vero,

Negli usuali sistemi politici il singolo individuo non ha un vero potere sociale, siamo abituati a doverci unire in gruppi creando coalizioni sempre più ampie per acquisire il peso necessario a dare vita alle nostre idee su scala nazionale o mondiale.

Utilizzando questo metodo, nei piani alti del potere dove si muovono i capitali, ogni singolo essere umano si trova rappresentato, da un partito o una coalizione nazionale, definita, con un simbolo ed un programma, pianificato tenendo conto delle preferenze di massa del momento.

Miliardi di singoli individui pensanti, con idee diverse e in cambiamento, si trovano così a doversi uniformare, rinunciando a una gran parte delle proprie idee personali. Dobbiamo scegliere in quale contenitore ci troviamo meglio, per poi rimanerci per un periodo definito. Inoltre, sappiamo tutti che i grandi partiti ed i capi da loro scelti, al giorno d’oggi, non possono essere più indipendenti dalle pressioni dell’enorme potere economico mondiale, dove alcune Corporations da sole, potrebbero “acquistare” (metaforicamente, parlando in termini di P.I.L.)  intere nazioni europee ed extraeuropee. Con questo sistema, ci ritroviamo infine, a dover seguire i provvedimenti imposti dalle alleanze e dagli scambi fatti da i leaders delle coalizioni che si trovano in cima alla piramide del potere.

Questa distanza fra l’individuo e il potere, e questa costrizione innaturale dell’uomo negli “statuti” o “programmi” (nel caso ottimistico che il partito rimanga fedele agli elettori) dei gruppi più grandi che hanno il vero potere, riduce a zero la naturale RI adattabilità dei singoli verso gli infiniti nuovi stimoli che riceve continuamente.

Siamo abituati è vero, ci dicono che questa è la democrazia e a molti fa comodo, ma siamo veramente costretti ad unirci sotto un cappello comune e determinare questa struttura monolitica a partiti?

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Come diceva Pierre Levy - L’ideale della democrazia non è l’elezione dei rappresentanti, ma la partecipazione del popolo alla vita della città – che stiamo invece, progressivamente perdendo.

L’Intelligenza Collettiva è la capacità di una comunità umana di evolvere verso una capacità superiore di risolvere problemi, di pensiero e di integrazione attraverso la collaborazione e l'innovazione.

Abbiamo già tutti gli strumenti per agire come collettività: Informarci e Informare, Sviluppare delle idee, Accrescere le Competenze, Insegnare, mantenere una Memoria di tutto, Scegliere Direttamente, Acquisire Fondi e Organizzare l’attuazione delle Soluzioni con dei metodi in cui partecipiamo attivamente ad un continuo cambiamento di tutta la struttura. Insomma, Le stesse facoltà che ha una vera intelligenza individuale, ma con una potenza enormemente superiore alla somma dei singoli.

Migliaia di gruppi stanno nascendo con gli stessi principi, orientati verso la soluzione dei problemi della società moderna. Le conoscenze si diffondono a macchia d’olio, affinando ogni giorno gli strumenti per permettere una cooperazione efficiente e libera, senza deleghe ne rappresentanti, in continuo e rapido miglioramento…

Gli strumenti già esistono, stanno aspettando che le masse prendano confidenza ed inizino a sfruttarli…

fiore

La tutela della diversità
è alla base dell’intelligenza collettiva

 

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