lunedì 27 luglio 2009

L’uomo collettivo. Il web, la coscienza collettiva del nuovo mondo

di Viviana Vivarelli

L’uomo e’ sempre stato un essere sociale (tale e’ la definizione di Aristotele).
Per migliaia di anni e’ stato un animale tribale simile al membro di una comunita’ di primati a coscienza condivisa, poi e’ nata la coscienza soggettiva, ma ora qualcuno afferma che sta nascendo l’uomo collettivo, grazie ai progressi dei sistemi di comunicazione che azzerano le distanze tra le menti nel mondo creando la globalita‘ della coscienza.
L’individualita’ e’ oggi la capacita’ di essere sia singoli che collettivi.
Ciascuno di noi ha un cervello con pensieri propri ma, se comunica molto con gli altri in determinati modi, e il web e’ eccezionale in questo, puo’ allargare il suo pensiero uscendo dal solipsismo di chi vive in un corto panorama mentale per aprirsi a una rete diversificata di valutazioni, idee, pensieri, punti di vista e confronti che riescono a modificarlo moltissimo, arricchendolo continuamente e facendo crescere il suo sapere non solo dal punto di vista informativo ma anche da quello formativo.
E’ indubbio che la connessione in rete operata dal web ha creato due categorie distinte di operatori mentali: gli analfabeti del web e gli internauti, con caratteristiche molto diverse.
I primi sono fissi, statici, legati a poche credenze sommarie, che piovono dall’alto e sono piu’ simili a slogan che a riflessioni personalizzate; i secondi sono piu’ vivaci e aperti, capaci di elaborare informazioni nuove, con un pensiero piu’ duttile ed evolutivo.
La rete tra pensieri, invenzioni, scoperte, prospettive nel guardare la realta’, in verita’ c’e’ sempre stata, fin dalla scoperta della ruota, ma nulla nel passato e’ paragonabile al fervore mentale e all’accensione neuronale dei nostri cervelli attuali e alla rapidita’ di aumento della loro complessita’. In questo accresciuto processo di acquisizione e consapevolezza, il web appare ormai come uno strumento importantissimo.
Se avessimo la possibilita’ di comunicare con un solo linguaggio , questo processo di apprendimento, confronto e sviluppo diverrebbe globale, unendo la famiglia umana in una super coscienza, capace di liberarsi dalle strettoie dei relativismi locali, culturali, religiosi e politici, per un vero balzo della mente su un piano cosmopolita di enorme interesse.
Nulla puo’ fare dell’umanita’ una forza potente quanto la velocita’ di comunicazione del pensiero globale e l’interattivita’ di confronto in tempo reale tra soggetti che comunicano direttamente e in modo multiplo e collettivo.
Questa possibilita’, mai esistita prima, puo’ permettere di percepire in modo molto vivo la partecipazione a problemi simili, la presenza di bisogni comuni, le analogie piuttosto che le differenze, i legami al posto delle lontananze.
Non solo e’ strabiliante l’ampiezza dei contenuti mentali che il web puo’ provocare, come la sua capacita’ di educare nel senso migliore, ma e’ eccezionale la democraticita’ del mezzo, la sua forza di aggregazione politica e sociale, l’infinita possibilita’ di alleare famiglie umane meglio e piu’ liberamente di qualunque chiesa o partito.
Per questo il web e’ uno strabiliante strumento di anti-potere che crea una forza che puo’ scombinare i giochi politici di chi comanda. Ogni chiesa, ogni partito e ogni cattivo governo tende a usare mezzi di divisione, di separazione e di contrapposizione e tende a imporre un pensiero monolitico di succubanza e disinformazione, l‘ignoranza voluta. Ma il web rappresenta un’apertura straordinaria che puo’ unire pensieri sintonici, aggregandoli in complessita’ evolutive di grande rapidita’ e impatto, vere “mind in progress” che possono bruciare tempi e valicare traguardi imprimendo svolte inaspettate alla storia.
L’abolizione dei diaframmi spazio-temporali crea armonie mentali, pensieri a crescita collettiva, idee che si rinforzano e perfezionano tramite la libera associazione e che si amplificano per risonanza con forti rafforzativi di piacere e autocoscienza.
La bellezza del pensiero collettivo e’ che esso rispetta le specifiche individuali ma si amplifica per “l’effetto squadra”, dove i miglioramenti e i progressi di ognuno rafforzano l’insieme e lo fanno avanzare e dove la selezione naturale della bellezza e dell’intelligenza premia il merito senza che vi sia la necessita’ di un capo o il bisogno di un ordine sovrastrutturante e gerarchico, insomma un luogo mentale dove si cresce “insieme”, uno a fianco dell’altro, e non gerarchicamente, uno sopra all’altro. E quale modo di crescere puo’ essere piu’ democratico?
Il pensiero collettivo e’ profondamente diverso da quello tribale che era inconscio come nei gruppi animali, e da quello soggettivo che e’ solitario come per gli artisti rinascimentali, e crea una fase molto interessante nell’evoluzione della specie, che avra’ forti ripercussioni contro le gerarchizzazioni politiche e religiose degli Stati attuali.
Il pensiero collettivo e’ e sara’ sempre piu’ un fenomeno sociale anti-politico nel senso migliore, con altissime qualita’ democratiche, un fenomeno in cui l’aggregato umano puo’ fare un balzo in avanti nella considerazione di cio’ che e’ di cio’ che puo’ essere.
Nella teoria delle reti si e’ visto che basta l’introduzione di poche connessioni variabili in una rete ordinata per avere effetti scatenanti, per creare mondi. Poiche’ la funzione che esprime le equazioni relative ha la forma di una farfalla, e’ nato da qui il detto che basta il movimento di una farfalla in occidente per provocare un tifone in oriente.
Noi diremmo che bastano pochi pensieri mirati immessi nel web e riconosciuti come coerenti alle aspettative generali per creare potenziali variazioni alla rete di pensiero umana. Qualcosa puo’ essere confuso nell’aria, come un bisogno, una valutazione, una richiesta. Il lavoro collettivo di definizione progressiva lo porta dalla zona oscura e inconscia a quella luminosa e chiara, con un balzo in avanti della consapevolezza generale. Allo stesso modo i grandi precursori sociali, come il Cristo, il Buddha, Gandhi, Martin Luther King…,seppero focalizzare l’inespresso migliore del loro tempo catalizzandolo in un insegnamento, un esempio, uno stile di vita, un progresso umano. Quel progresso ora non e’ piu’ devoluto alla grande figura isolata ma puo’ prodursi per l’apporto di tanti.
La condivisione in tempo reale di informazioni, emozioni, scoperte, idee.. e’ oggi la piu’ grande rivoluzione che il pianeta umano abbia mai fatto.
A volte e’ sufficiente che in rete qualcuno esprima in modo piu’ esatto una esigenza avvertita confusamente per creare un passo in avanti nella chiarezza della coscienza di cio’ che siamo e di cio’ che vogliamo.
Internet e’ un grande selezionatore naturale che espunge da se’ le sciocchezze come le regressioni o le menzogne. Su internet una bufala regge poco e cosi’ si abbatte facilmente l’informazione embedded comandata dai partiti o dagli interessi perche’ non esiste qui la passivita’ dei media in cui il lettore o il teleutente non possono controbattere la pioggia di disinformazione e di distorsione a cui sono condannati.
I quotidiani ufficiali, con le loro rete di bugie a pagamento e con la loro mole di induzioni mercatiste, trovano ormai sul web una grande forza che li smantella e distrugge. Questo e’ un grosso rischio per la politica, che di inganni e bugie e’ fatta al 100%. Ed e’ un grosso rischio per l’economia di mercato che esige consumatori passivi e non pensanti.
Se la politica e’ il grande inganno, il web puo’ diventare il piu’ grande demistificatore di inganni, dunque sara’ sempre il nemico numero uno della cattiva politica.
Il medium non e’ piu’ il mezzo ma puo’ diventare il grande costruttore di scopi.
Il web e’ dunque un gigantesco strumento di liberta’ e ogni internauta, che lo sappia o no, puo’ compiere il passo fondamentale che lo separa da uomo schiavo a uomo libero, dalla coscienza oscurata alla coscienza piu‘ chiara. E non vedo quale altro passo possa essere piu‘ politico di questo.