giovedì 17 settembre 2009

Come la Pensa Marco Canestrari

RISPOSTE BREVI SU TEMI VARI

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Alcune risposte brevi di Marco Canestrari, ideatore e fondatore del movimento "Ecco Cosa Vedo".

 

CREATIVITÁ

Come riesci ad evitare di ripeterti, di cadere in formule? Come ti mantieni fresco?

Cercare di non ripetersi è limitativo quanto l'aver paura di discostarsi dai canoni accettati.

Chi sono stati i tuoi maestri?

Finché si hanno maestri da seguire non si è realmente liberi. Non parlo semplicemente di persone a cui ispirarsi, mi riferisco soprattutto alle autorità interiori come ad esempio tutte le conclusioni che ci siamo fatti in passato e che ci portiamo dietro gelosamente per affrontare il presente. Ad ogni modo, se può essere utile per dare delle indicazioni: Jiddu Krishnamurti, Milton Erickson, David Bohm.

La spiritualità contribuisce ad aiutare la tua creatività?

Profondamente.

Perché un gruppo creativo funzioni, c'è bisogno che qualcuno eserciti la funzione di leader o capo?

Se si è orientati ad un obiettivo preciso e fissato, come ad esempio una commissione di lavoro, è evidente che ci devono essere delle strutture organizzative ed amministrative. Ogni persona ha attitudini e capacità diverse. Il potere di un uomo sull'altro invece, non ha mai un sano motivo di esistere.

Che criterio usi per scegliere qualcuno che faccia parte del tuo gruppo creativo?

La fonte da cui attinge le intuizioni...

 

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EDUCAZIONE

Come definiresti la tua filosofia come docente?

Una filosofia che cerca di aprire le porte all'autoapprendimento e all’ascolto in generale. Non ci sono maestri né alunni, ci sono solo principi, approfondimenti e soprattutto domande, che ognuno, a seconda del suo interesse, capacità e profondità può affrontare. Un bravo maestro ha la capacità di organizzare tutto ciò in maniera che sia crei un flusso positivo.

Qual è il segreto per infondere curiosità nella conoscenza?

Saper capire quali sono i desideri e le necessità dell'altro, nonché utilizzare parole e simboli che fanno parte del suo mondo.

È possibile insegnare/apprendere la creatività? Come?

Conoscendo esattamente i modi in cui la creatività viene limitata e ingabbiata. Quando si conoscono le gabbie allora c'è libertà interiore e la creatività agisce di per sé.

Cosa significa per te apprendimento collaborativo? Come lo metti in pratica?

E’ il punto centrale di tutte le mie iniziative. Significa riuscire a sommare le energie di tutte le diverse persone che vivono la stessa necessità e organizzarle in maniera costruttiva. Si devono proporre progetti e metodi che valorizzino l’appagamento individuale di chi ne è portatore, garantendone così un energia viva.  L’errore più grande che normalmente si fa è cercare di unirsi in un gruppo grande, questo tende ad uniformare le singole idee individuali in “statuti”, limitandone sia l’effetto che il motore trainante. Invece si devono unire le risorse comuni garantendo, allo stesso tempo, anche le minime differenze ideologiche. A quel punto può iniziare un lavoro collettivo “a soluzioni”. Lo scopo principale di tutti i miei lavori è appunto quello di dare un esempio di efficienza e insegnare a tutti come valorizzare le proprie idee e energie.

Che qualità pensi siano necessarie per dedicarsi all’insegnamento?

La Sensibilità.

Che opinione hai circa l’uso degli animali nella ricerca scientifica?

Trovo la domanda a dir poco superficiale. Procurare menomazioni e sofferenze torturando animali non ha giustificazione alcuna, per qualsiasi scopo esse vengano fatte, e in nome di qualsiasi progetto o risultato.

Come spiegheresti, brevemente, la differenza tra la logica comune e il metodo scientifico?

La logica comune, quella della massa, ha una consapevolezza più o meno approssimativa dei suoi istinti, dei metodi che usa e del suo rapporto con il mondo esterno. Il metodo scientifico cerca, con il passare degli anni, di mettere a disposizione sempre nuovi strumenti e formalizza i metodi migliori. Il metodo scientifico però ha dei limiti invalicabili, ha un campo di applicabilità ridotto rispetto all'arcobaleno della vita e va applicato con consapevolezza solo all'interno del suo campo d'azione. Per risposte di una certa profondità, ad esempio sulle vere cause che stanno alla base di tutte le leggi del mondo, comprese quelle dell’interiorità, vanno intraprese altre strade, di respiro più ampio.

 

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BLOGGER

Che temi tratti?

Inizialmente è nato come un Blog di filosofia, ora tratta temi prevalentemente di utilità sociale.  Si propone di fare un educazione costruttiva con approfondimenti sui problemi più importanti di oggi, con un orientamento non ideologico sempre verso la soluzione. In sei mesi, senza alcun mezzo economico, ho acquisito una discreta visibilità. Tutto questo grazie a dei metodi estremamente collaborativi, che vorrei insegnare a tutti. Ora ricevo molte richieste di incontri, sto lavorando a dei documentari e videointerviste. Sta prendendo vita un progetto di fare delle lezioncine nelle scuole superiori di Roma su temi come il sistema bancario, le tecniche di controllo delle masse nei paesi democratici, le energie alternative ecc.

Il potere ha paura di internet?

Il potere inizialmente trascurava la minaccia della rete, ora ne ha paura, ma infine si dovrà adattare ai sistemi più efficienti che propone, e con lui tutta la società e l'economia. Vi sarà un intelligenza collettiva dove c'è sempre meno separazione fra tutte queste componenti e si svilupperà un nuovo modo di cooperare...

 

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POLITICA

A cosa dai maggior peso nel tuo voto, al partito, al candidato o alle idee?

Alle Idee, indipendentemente dalla persona o dal partito, perché il futuro della partecipazione dei cittadini alle scelte del paese sarà sempre più diretta. Scegliendo i programmi dei partiti stiamo scegliendo un gruppo ampio di idee che non possiamo selezionare singolarmente, in questa maniera anche idee di maggioranza si troveranno divise in vari partiti incompatibili fra loro che difficilmente potranno risolvere problemi che non hanno radici ideologiche. Sono questi i problemi dei nostri tempi.

Insomma ci vuoi dire di cha partito sei?

Ah! ha! Certamente ho delle preferenze personali ma cerco di esprimerle poco. Se un sistema non da peso alle soluzioni dal basso, allora prima impegniamoci tutti per migliorare quel sistema, e solo dopo ci metteremo a esprimere le nostre differenze ideologiche. Poi, le divisioni “a partiti” sono facilmente controllabili dall’alto, al contrario delle divisioni “a soluzione pratica”. Ad ogni modo, indipendentemente dai partiti, condivido alcune basi filosofiche che sono tipicamente della sinistra e che nella destra non si trovano. Ad esempio, secondo me è limitativo cercare soluzioni ai problemi comuni esclusivamente nella repressione delle azioni antisociali. Per risolvere seriamente un problema su ampia scala bisogna affrontare soprattutto i veri motivi per cui alcuni disagi si diffondono a macchia d’olio. Lo stesso vale per le politiche razziali: Il mondo del futuro non avrà divisioni razziali e nemmeno nazionali.

Uno stato ha il diritto di attaccare o intervenire in un altro senza che l'abbia attaccato, se in quest'ultimo vengono commesse gravi ingiustizie o crimini umanitari?

Farei un enorme distinzione fra intervento e attacco, l'attacco non è mai una soluzione definitiva, è il sintomo di una incapacità di agire su altri piani. L'intervento pacifico e costruttivo è non solo un diritto ma anche un dovere che viene dalla responsabilità e dalla sensibilità verso l'umanità.

La globalizzazione aiuta a sviluppare i paesi più poveri, o continua a perpetrare la loro situazione di sfruttamento?

La globalizzazione intesa come interazione sempre più capillare fra gli uomini non potrà che aumentare, l'informazione avrà una estensione sempre più fluida e diretta. Il fatto che tutto ciò è impostato sulla massimizzazione dei bisogni individuali, sulla realizzazione dei desideri personali ed egoistici trascurando la sensibilità verso il mondo esterno all’”io”, perpetra lo sfruttamento a livello mondiale. Ma anche questa sensibilità parziale del mondo andrà evolvendo verso un miglioramento.

Dovrebbe esistere un limite di fortuna personale ammissibile, così da mettere dei limiti all'arricchimento personale?

Le imposizioni di limiti sui desideri creano attriti e sono azioni destinate ad essere, al massimo, accomodamenti tampone con effetti parziali. Una vera soluzione di equilibrio definitivo è generare una nuova struttura dove non ci sia sfruttamento di pochi sui molti, anche lasciando libertà sui desideri egoistici delle persone. Questo è possibile rivoluzionando alcuni punti cardine come ad esempio i flussi di potere e di informazione.

Sei a favore o contro la pena di morte? Perché

La pena di morte è un atto incivile e ingiustificabile, non esiste nessuna giustificazione razionale che permetta di scegliere quale uomo è in diritto di togliere la vita a quale altro. L'assassinio esiste, e ad oggi, purtroppo, anche la pena di morte, ma non è giustificabile. E' un gesto estremo che nasce dalla paura e dall'insensibilità. Sopprimere volontariamente una vita è un atto di enorme incoscienza.

 

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FILOSOFIA

Dio è un’idea? Dio esiste nella mente?

Dio è un fatto. Invece le idee su Dio, i pensieri su Dio e tutte le religioni, esistono in quanto prodotto della mente umana.

Qual è il tuo concetto di libero arbitrio versus destino, karma?

Una domanda di base. Non credo che la mia risposta interessi a molti, oltre il semplice piano verbale. Ognuna delle due possibilità proposte hanno significato all'interno di una rappresentazione del mondo in cui il tempo scorre in maniera indipendente dal resto. Da tempo anche la fisica moderna ha scoperto che non è così ma il sapere comune ci metterà un po’ più di tempo per farne una consapevolezza propria. La volontà individuale non è che il prodotto delle esperienze, quindi meccanica e non arbitraria. Il concetto di destino, d'altra parte, sottende un futuro predeterminato che è un assurdità, dato che il mondo è effettivamente creativo nel presente per il presente. La vita è in continuo mutamento, non vi è mai nessuna effettiva "continuità". 
C’è un arbitrio consapevole e creativo, ma non è certamente quello della volontà del singolo. E’ quello che si conosce quando si è vedono con chiarezza completa le basi che determinano la volontà del singolo. In quel momento, quando se ne percepiscono i limiti, allora si è anche consapevoli del campo in cui queste basi sono poggiate. Allora si può partecipare a tale arbitrio senza "forzarlo" su linee meccaniche diverse da quelle dell’intelligenza profonda.

Qual è il segreto della felicità?

Avere una chiara consapevolezza di quali sono i nostri impulsi profondi.

Esiste l'anima?

La realtà, sia quella che cerca di descrivere la fisica, che quella percepita intimamente tramite la sofferenza e la paura soggettive, non è divisa in Materia e Spirito. Tutto l'esistente è fatto di intelligenza creativa e propositiva, piena di emozioni e sentimenti, ed è certamente dotata di massa e materia, quindi non vi sono distinzioni fra vivente e inanimato, c’è un solo campo animato che non contiene separazioni definitive in sé.

Allora dacci una prova dell’esistenza dell’anima.

L'esistenza della sofferenza, della percezione delle emozioni, delle sensazioni e dei sentimenti è la prova dell'esistenza dell'anima. Anche se moltissime percezioni cambiano a seconda di chi le percepisce, a seconda delle esperienze soggettive e degli specifici eventi esterni, l'esistenza di tali percezioni non è causata da tutto ciò, ed ha radice in un campo che non è certamente diviso da qualsiasi altro campo a cui noi diamo una realtà maggiore, come spesso si fa con quello dell’esistenza della materia descritta dalla fisica.

I tuoi difetti e le tue virtù?

Sono disinteressato alle consuetudini sociali anche nei rapporti interpersonali. Profondo nella visione.

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