lunedì 16 novembre 2009

Dove sta la Dignità?

di anna mulattieri

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La dignità dovrebbe essere uno dei valori umani più importanti e mantenerla integra dovrebbe essere tra le priorità assolute dell'individuo. Ogni giorno ci perdiamo dietro ingannevoli specchi per allodole, preferiamo non vedere dentro di noi e ci anestetizziamo alimentando il nostro piacere personale. Vogliamo sentirci pieni e soddisfatti, perseverando nell'accumulo di esperienze e di beni materiali. Creiamo un divario tra noi e la vita di tanti altri, più sfortunati, che guardiamo con occhi spesso pietosi. Ma non basta la nostra pietà.

Nella sua etimologia la parola "dignità" deriva da dignus: meritevole, ed indica la condizione di rispetto nell' opinione comune. Quello su cui ci soffermiamo ora è la dignità di ogni uomo nel suo diritto ad una vita meritevole di essere vissuta. Ogni essere umano ha il suo diritto alla dignità. Se osserviamo lo sguardo di qualsiasi uomo possiamo coglierne l'essenza e capire che ogni essere vivente ha pari dignità.

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Iniziamo ad abituarci a denunciare la povertà, le guerre, lo sfruttamento presenti in ogni angolo del mondo. Non priviamo di valore quegli occhi che, seppure in condizioni estreme e pur mancando di quella cultura di cui noi ci facciamo tanto vanto, vivono in questo mondo e ne fanno parte. Nella loro semplicità e nella sofferenza mantengono un valore morale di gran lunga superiore a quello che ci illudiamo di avere conquistato insabbiando le nostre teste e i nostri cuori. Non togliamo a questi occhi pieni di vita la propria dignità: occhi di un bimbo africano, occhi di una mamma nelle favelas brasiliane, occhi di un malato terminale, occhi di un anziano ormai privo delle proprie forze, occhi di giovani donne sfruttate, occhi di lavoratori che vengono valutati meno di un ingranaggio della catena di montaggio.

Smettiamo di cercare la dignità nella classe politica, piuttosto cerchiamo di ritrovarla in noi rinunciando alla presunzione che esalta il nostro ego. La nostra conoscenza ci è utile per lo svolgimento delle azioni quotidiane, ma il suo accumulo è di per se sterile se non approfondiamo il nostro vivere. Affinché l'uomo non sia prigioniero di nessuna delle sue culture, affermiamo il suo valore personale nel vivere conformemente alla natura profonda del suo essere. Creiamo una base di giustizia sociale affermando i diritti fondamentali dell'uomo con la responsabilità di agire per il bene comune. Tutti gli uomini senza discriminazione di sorta hanno un valore intrinseco inestimabile e meritano quindi un rispetto incondizionato, sul quale nessun interesse superiore può imporsi.

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