venerdì 12 marzo 2010

Tra il Suggerire e il Fare...

DI MARCO CANESTRARI

Un atteggiamento di passività molto diffuso e incoraggiato da chi vuole controllare le masse è quello di suggerire, esprimere la propria opinione o preferenza in maniera coinvolta però non investire tempo ed energie per realizzare ciò che si vuole ottenere, aspettandoci che ci sia qualche altra entità che lo faccia per noi.

Le idee e i suggerimenti sono utili, ma non sono sufficienti se prima non si affronta il problema principale: mancano le risorse per attuare le iniziative etiche e civili su scala nazionale. Non bisogna lamentarci e poi aspettare che ci sia qualcun altro che impieghi il suo tempo, le sue risorse e le sue energie per pensare, coordinare e costruire un alternativa migliore a ciò che non ci piace. Smettiamo di pensare che ci sia qualche altra persona con chissà quali altre energie che accetti i nostri suggerimenti per impegnare le sue risorse al posto nostro. Smettiamo di pensare che sia sufficiente influenzare la promessa di un politico con il nostro voto e poi aspettare che sia lui ad amministrare le nostre risorse collettive.

Ci siamo abituati a "suggerire di fare qualcosa" invece di "fare" qualcosa", non creiamo nulla, non costruiamo a favore di un iniziativa. Siamo diventati come dei telespettatori curiosi, sempre pronti a dire la nostra opinione, a criticare, ad arrabbiarci, ma raramente investiamo personalmente il nostro tempo e le nostre risorse a favore della creazione di un modello migliore di quello che critichiamo. C'è bisogno di "fare", non solo di "suggerire ad un altro", finché non impariamo a mettere in gioco le nostre risorse personali per le cose che vogliamo vedere realizzate non sarà possibile un cambiamento su ampia scala.

COME FARE?: Bisogna iniziare a dedicare tempo ed energia per quello che vogliamo creare, come facciamo quando lavoriamo, anche senza avere ritorno economico.

 

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