domenica 11 aprile 2010

La Fiducia Tradita

DI MARCO CANESTRARI

lupo1

Se la nostra fiducia viene tradita ripetutamente, possiamo perdere la capacità di riporre in qualcuno delle speranze, anche nei casi in cui potrebbe essere molto utile farlo. Nei casi estremi si inizia a sospettare di qualunque cosa, si vedono tranelli e possibili complotti dappertutto. Con questo modo di pensare, quello del timore di dare una minima approvazione al prossimo, si esclude la possibilità di risolvere i problemi delle società moderne che richiedono una cooperazione ed un’organizzazione su ampia scala.

La rete è il canale di comunicazione che più di tutti favorisce il dissenso e la pluralità di voci, anche quelle non accreditate. A differenza della televisione, la rete ha un’anima anarchica, non ammette leader o autorità con poteri di diffusione maggiori di altri e il peso delle informazioni condivise viene dato direttamente dalla risposta degli utenti. Un tredicenne può contestare, in maniera anonima e provocatoria, anche le parole di un premio Nobel di fama mondiale. Ognuno può dire ciò che pensa, anche delle stupidaggini senza cognizione di causa, o inventare per gioco delle vere e proprie bufale.

E’ questo il terreno fertile per chi vuole spargere continuamente commenti “in disaccordo” che gettano il sospetto su ogni cosa. Ognuno può indisturbatamente fare la parte di quello che “non si fa fregare”, magari andando a trovare il cavillo che nessuno prima aveva notato. Ma, oltre ad avere una gratificazione personale, questo modo di agire non ha molti vantaggi perché raramente è orientato a costruire soluzioni collettive.

Molto più difficile di criticare è invece creare delle iniziative che siano organizzate, continue nel tempo, e in collaborazione con molti altri utenti. Per costruire un progetto collettivo su ampia scala bisogna avere una buona visione d’insieme e soprattutto saper dare il giusto peso ai molteplici problemi che si affrontano. Nell’oceano del web siamo liberi di accedere ad una quantità di informazioni che cresce esponenzialmente, sta a noi imparare a fruire in maniera attiva e intelligente di tutte le possibilità che ci vengono presentate, accettando, quando è necessario, anche una dose naturale di rischio.

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