lunedì 7 novembre 2011

Come si Spiega la Crisi se i Megastore sono affollati?

DI MARCO CANESTRARI

modificato

Recentemente Berlusconi a Cannes, voleva “dimostrare” ai vertici del G20 che non c’è crisi dicendo semplicemente che i ristoranti sono pieni. Che la crisi ci sia e sia di quelle nere ormai è un fatto consolidato, ma le frasi del premier sono sempre ben studiate e ottengono un certo effetto. Pensandoci bene all’apertura dei megastore si creano davvero bagni di folla e anche in televisione siamo abituati a vedere esempi di stili di vita milionari. Questo dimostra che l’Italia è per la maggior parte un paese di benestanti? Assolutamente no! Vediamo il perché.

La prima ragione è molto semplice: Le nostre necessità stanno cambiando. Rispetto al passato ci sentiamo, infatti, molto più obbligati a rincorrere i modelli proposti dai media. Possiamo fare la spesa al discount ma non rinunciamo con facilità al nuovo modello di cellulare, anche se ci costa metà dello stipendio. Siamo quindi una popolazione disposta a fare molti sacrifici pur di non rimanere indietro nel campo della tecnologia della bellezza. Mantenere nevroticamente una certa immagine sta diventando importante come uno dei nostri bisogni primari.

La seconda ragione è più interessante: In Italia i soldi ci sono, ma sono in mano a sempre meno persone. Con quali soldi si fanno gli acquisti di “lusso” che spesso sono portati come esempio in televisione per farci credere che non c’è nessuna crisi? Con i soldi dei ricchi, e i ricchi in Italia ci sono! Uno studio del famoso istituto di ricerca di Zurigo Credit Suisse dimostra che nel 2011 l’Italia è il terzo paese più ricco al mondo calcolando i possessori individuali di una ricchezza superiore ai 100.000 dollari (dopo USA e Giappone). Ecco il grafico nei dettagli:

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Ricapitoliamo. Vi sono ormai infinite fonti in rete per verificare che l’Italia è ai primi posti in quanto a crisi e siamo anche ai primi posti anche in quanto a soldi dei ricchi. Allora le cose non tornano a meno che non ci sia un’enorme diseguaglianza sociale. Infatti varie ricerche diverse fra loro rilevano lo stesso risultato: l’Italia è uno dei paesi europei (esattamente il secondo in Europa dopo l’Inghilterra e il sesto dell’OCSE dopo Messico, Portogallo, Polonia, Turchia e Stati Uniti) con la più alta diseguaglianza economica fra ricchi e poveri, e la tendenza sta aumentando. Questo significa che l’Italia sta diventando un paese con due realtà sempre più distanti, un paese di pochi ricchissimi in una maggioranza poverissima. Immaginarsi un Italiano “tipo” che rappresenti tutti, è quindi uno sbaglio che i media possono sfruttare facilmente a loro vantaggio.

Quello che succede è che va assottigliandosi la fascia media: I negozi di questa fascia vanno via via sparendo per fare posto ai bazar cinesi “tutto a un euro”, al mercatino dell’usato arrangiato in strada, oppure alle banche, ai centri commerciali o ai negozi di lusso. Allora quando in televisione ci fanno vedere il personaggio famoso che acquista l’aereo privato o l’abito da sposa da 20.000 euro (e che non vuole pagare il contributo di solidarietà), non dimentichiamoci che esistono anche altre realtà sempre più in aumento: ad esempio vedremo sempre più spesso pensionati frugare nei cassonetti o rubare al supermercato. E’ anche provato che l’aumento della disoccupazione e della disparità sociale moltiplica il numero dei crimini e delle violenze. Criminalità e violenza saranno pane quotidiano dei media che porteranno la popolazione ad accettare, in nome della sicurezza, misure sempre più rigorose che diano alla casta più efficienza di governare e potere di controllarci, a scapito della democrazia.

La tendenza mondiale non è diversa, infatti, come ci dimostrano i numerosi lavori degli economisti Piketty e Saez il reddito (aggiustato con l’inflazione) del 1% più ricco degli USA dal 2002 al 2007 è cresciuto più di dieci volte più veloce del restante 90%. Negli ultimi anni poi i ricchi accrescono la loro ricchezza ancora più velocemente. Questa era la situazione mondiale complessiva nel 2008.

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Il grafico a coppa di champagne mostra che il 20% più ricco della popolazione mondiale possiede più dell’80% della ricchezza planetaria. Purtroppo mostra anche che il 60% più povero (i tre segmenti più stretti della coppa) non ha quasi nulla, si divide un misero 5% circa. La tendenza riscontrata è chiara: la ricchezza del mondo verrà accaparrata da una fascia sempre più stretta di persone multimiliardarie che acquisteranno tutto ciò che sarà privatizzato.


Fonti:
Saez, E. - Income and Wealth Inequality
Piketty, T. - Study of long term economic inequalities
Credit Suisse Research Institute – Global Wealth Databook
Banca d’Italia Eurosistema - Indagine sui bilanci delle famiglie italiane
OCSE - Growing Unequal? : Income Distribution and Poverty in OECD Countries
Conley, D. - You may ask yourself: An introduction to thinking like a sociologist

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