domenica 8 gennaio 2012

Quanti Conoscono i Veri Problemi del Paese?

DI MARCO CANESTRARI

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Spesso in rete si fanno strada ragionamenti del tipo: Questo ormai lo sanno tutti e divulgarlo non cambierà niente riguardo problemi fondamentali come la crisi mondiale, la forza della televisione nel creare le opinioni, la mancanza di una democrazia reale, il monopolio mediatico, economico e politico sempre più centralizzato e gestito da élite di potere, la sovranità monetaria non più in mano alla popolazione ecc.

E’ proprio vero che se le cause di un problema globale sono conosciute nel mondo del web allora anche l’italiano medio ne è consapevole? Assolutamente no! Infatti, oggigiorno, un’opinione, anche qualora fosse largamente condivisa in tutto il web italiano, potrebbe rappresentare approssimativamente il 10-20% del paese, quindi sempre un’esigua minoranza della totalità dei consensi. La realtà, invece, è che la maggior parte degli italiani, informandosi per mezzo della televisione, non ha affatto una conoscenza e una visione chiara delle questioni principali che attanagliano la società, ed è proprio questo uno dei primi problemi da risolvere.

Internet non rappresenta l’Italia, vediamolo con i numeri. La tv nel 2011 resta il mezzo in assoluto più diffuso: lo utilizza il 97,4% della popolazione italiana, i telegiornali sono usati dall’80,9% come fonte principale. La politica è star della tv: Quando va in onda un talk show politico, davanti alla televisione si siede esattamente la metà degli italiani e l’utente tipo è di sesso maschile e ultrasessantacinquenne. Certamente il numero degli utenti internet sta aumentando ma nel rapporto con Internet, la televisione è ancora stravincente (13 a 1 nel budget temporale). Sui siti d’informazione presenti su Internet ci si informa meno del 30%. Su Facebook il 26,8% del totale (contro il 3.4% degli over 65). Comparando questi dati con quelli dei 27 paesi dell’Unione Europea, l’Italia si trova al 22° posto per la penetrazione di Internet. Peggio di noi solo Bulgaria, Cipro, Grecia, Portogallo e Romania. Inoltre l’Italia è, tra i paesi del G7, all’ultimo posto per la diffusione di Internet. In riferimento all’uso di internet, emerge un dato che dovrebbe farci riflettere (age digital divide), in altre parole lo scarto basato sull’età nell’uso delle nuove tecnologie dell’informazione. Infatti, l’87,4% dei giovani usa internet a differenza del 15,1% degli anziani. L’accesso alle notizie di internet, riassumendo, non è per niente uniforme. Fra tutti quelli che hanno la possibilità di accedere c’è una grande diseguaglianza tra chi è giovane e chi no, tra chi ha le capacità tecniche e culturali e chi no.

Concludendo, se vogliamo avviare dei miglioramenti sulle questioni globali, allora abbiamo bisogno di consensi larghissimi. Impegniamoci quindi a esprimere il nostro favore verso la diffusione delle informazioni diverse da quelle imposte dall’alto. Contribuiamo a fare crescere la Rete promuovendo l’accesso a internet gratuito, i giovani, e la cultura. Più la Rete sarà diffusa, organizzata, informata e competente e più le sue iniziative metteranno radici anche nel mondo reale.

Non sono i vecchi politici che ci insegneranno come migliorare la società, sarà invece la società stessa, per mezzo della Rete, che svilupperà autonomamente gli strumenti per fare una nuova Politica – Marco Canestrari

Fonti:

Internet World Stats

Censis 2011 - Situazione sociale del Paese “Comunicazione e Media”

Censis/Ucsi 2011 - "I media personali nell'era digitale"

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