martedì 19 febbraio 2013

L'Esperienza non Serve per Migliorare Noi Stessi

DI MARCO CANESTRARI


Nella nostra vita quotidiana usiamo l'esperienza per prendere qualunque decisione e per analizzare gli eventi che ci circondano. Siamo però consapevoli dei limiti dell'esperienza? Può servirci per fare chiarezza completa sul presente e per cambiare noi stessi?

Definiamo l'esperienza come "Il bagaglio di memoria che contiene tutti gli eventi che abbiamo fatto (che abbiamo classificato come piacevoli o spiacevoli) e tutte le conclusioni accumulate che ci caratterizzano, rendendoci diversi dagli altri". Quindi se voglio imparare una lingua, mi servirà questo strumento: il processo di apprendimento infatti richiederà del tempo per memorizzare e confrontare parole e regole. Ma se invece voglio cambiare me stesso, se voglio cambiare il mio modo di affrontare la vita, allora è utile che io mi serva di memoria ed esperienza? Possiamo noi cambiare la nostra memoria, ossia cambiare il modo in cui interpretiamo la realtà, oppure accade sempre e solo il contrario?

È pensiero comune che siamo tutti liberi di cambiare noi stessi, di cambiare quindi il filtro con cui analizziamo il mondo. Ma se analizziamo attentamente le motivazioni per cui ci impegniamo a cambiare noi stessi, vedremo che sono dettati tutti dall'esperienza. Sembra quindi che possiamo soltanto aumentare il numero delle nostre esperienze, non modificarne volontariamente la radice. Allora finché continueremo ad agire superficialmente, modificando il numero di esperienze, senza conoscere il filtro con cui le analizziamo e le cataloghiamo, non saremo mai in grado di compiere azioni totalmente libere e consapevoli e tutte le nostre azioni ci lasceranno nello stesso stato di incompletezza ed inadeguatezza che le hanno causate.

TESTI DI FAUNO LAMI

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