giovedì 7 marzo 2013

Di Cosa Abbiamo Paura? Delle Idee e Non Dei Fatti

DI MARCO CANESTRARI


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Il dolore e la sofferenza che cerchiamo in tutti i modi di fuggire derivano unicamente dall'esperienza, e quindi dal passato? La paura è legata sempre e solo al nostro pensiero o anche a dei fatti materiali nel presente? In pratica ci chiediamo: è possibile vivere senza soffrire in anticipo per qualcosa che FORSE un giorno avverrà?

I fatti materiali in sé non fanno nascere la paura: questo è dimostrabile facilmente. Se scopro di avere la paura dei ladri, è perché in profondità la associo alla paura di perdere i miei beni, che prima già avevo. Ed essa a sua volta è legata alla paura di essere povero, di morire, ecc. Inoltre qualunque fatto può essere interpretato come negativo da una persona, ma non da un'altra. Quindi questa paura nasce sempre dal pensiero di qualcosa che io, analizzandolo e confrontandolo con le mie esperienze, interpreto come brutto e negativo. Ma come sarebbe invece partecipare direttamente ad un evento, senza alcuna interpretazione? Vivere senza il peso dei traumi, senza sapere già in anticipo ciò che ci terrorizza e ciò che ci fa piacere?

Erroneamente siamo portati a pensare che senza la paura non ci sarebbe alcuna azione, alcun movimento. Tuttavia queste affermazioni sono preconcetti senza basi e senza fondamenti. Infatti un'azione che possiamo chiamare intelligente e consapevole deve necessariamente agire contemporaneamente alla minaccia. Senza costringerci a portarci dietro quella perenne sensazione di fastidio imposta dalla paura.

Le nostre azioni esistono nel presente e non hanno bisogno di essere dettate dal pensiero o dal passato attraverso la paura ed il piacere. Un'azione consapevole e slegata dai vincoli con il passato ha qualità attive, intelligenti e libere.

TESTO DI FAUNO LAMI

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