domenica 12 maggio 2013

La Volontà e l'Esperienza Non Servono se Guardi il Presente

DA UNA LEZIONE DI MARCO CANESTRARI

La volont e l'esperienza non servono se guardi il presente
Scenario: Sono in guerra, non conosco nulla della guerra e ho sempre vissuto non in condizioni di guerra. Mi trovo su un elicottero pronto per essere lanciato col paracadute su una postazione precisa della foresta che io non conosco. Sta per partire un video da cui potrò recepire tutte le informazioni che mi servono, il generale nel video mi spiegherà che percorso dovrò compiere per raggiungere i miei compagni, le armi e le munizioni, dove dovrò andare per rifocillarmi, dove sono i nemici e gli obiettivi e mentre parte il video una forte inaspettata turbolenza mi butta fuori dall’elicottero. Apro il paracadute e atterro, sono in un posto che non conosco, non ho la più pallida idea di dove andare, non ho appreso nemmeno uno dei pacchetti d'informazione che avrei dovuto ricevere dal video. Non ho neanche una mappa della zona, sono perso nella foresta di notte durante la guerra.

In questa condizione arriva un soldato che mi ha visto da lontano, che io non conosco e mi dice: io ho metà della mappa di questa zona, la vuoi? Senza neanche pensarci un attimo io la prendo e mi ci attacco con tutte le forze perché è l’unica cosa che può aiutarmi. E' 10 mila volte meglio della condizione di prima, prima non avevo nulla ora ho mezza mappa. Quando si è persi ci si attacca a tutto.

Piove e mentre il soldato mi sta per passare la mappa una soffiata di vento forte la fa cadere su una pozzanghera; si è perso per sempre ciò che c'era scritto. Non ho neanche fatto in tempo a vederla. Sono perso nella foresta di notte senza niente che può darmi un'indicazione. Arriva un altro soldato, mi vede perso e dice: io non ho una mappa di questo posto, ne conosco nulla di questa guerra ma conosco come funzionano le guerre, ne ho combattute 10 in 60 anni, se vuoi posso darti un manuale con tutte le informazioni che ho raccolto lo vuoi? Assolutamente si, io non sono mai stato in guerra, anche se so che non riguarda nulla di quello che c'è qui, lo prendo e me lo tengo stretto, è sempre qualcosa in più del totale buio in cui mi trovo. L'uomo funziona così. Le mappe, il manuale, rappresentano l'esperienza, pacchetti sterili di memoria caricati da me di emozioni e condizionamenti. "Quella volta un cane mi ha morso o semplicemente mi ha fatto paura, io quindi ho paura dei cani e non voglio che ci sia un cane vicino a me". "Quella volta ho mangiato il gelato al pistacchio e mi è piaciuto, voglio mangiare il gelato al pistacchio"! Noi basiamo le nostre azioni sui contenuti della memoria a cui diamo carica emotiva positiva (piacere) o negativa (dolore).

E' opinione consolidata quella che definisce la volontà come la libertà di scegliere e di decidere in base alle informazioni dell'esperienza e che essa è uno strumento che IO posso usare tramite la libera volontà. L'esperienza in questa logica è dunque un dato sterile, puro e necessario attraverso il quale si può decidere di scegliere, in base alle proprie preferenze, la cosa che si vuole. Questo ragionamento è sbagliato. Nella volontà  non c'è affatto libertà: c'è limitazione della libertà. La volontà è qualcosa che usa il presente per scrivere il futuro in base al passato. L'esperienza inoltre non è la memoria. L'esperienza è la memoria caricata di rinforzi negativi e positivi. E' un pezzo della mappa della guerra. Io ho legato questa emozione a questo fatto passato, lo tengo in memoria e in base a questo agisco. Non agisco dunque ogni volta liberamente ma limitatamente a quello che ho già deciso che mi piace o non mi piace (paura del cane e piacere per il gelato al pistacchio). La libertà è quella di guardare ogni volta da capo e vedere cosa c'è senza confrontare con l'esperienza passata.

Immaginiamo un altro scenario: io non ho nessuna mappa, sono nello stesso punto di prima senza nessuna informazione in memoria su nulla, ma con un auricolare che mi collega direttamente al generale che dalla stazione di comando vede tutto in tempo reale, tutte le informazioni in continuo cambiamento, tutta la mappa completa dall'alto, lo spazio e il tempo, con gli spostamenti delle truppe amiche e nemiche, le strategie, gli avvenimenti: la guerra in tempo reale in tutti i suoi aspetti. Davanti ai soldati di prima, che arrivano a propormi porzioni della realtà rappresentata staticamente, mezza mappa, il manuale delle guerre fino a quella precedente a questa o anche tutta la mappa del territorio ma messa su un foglietto che indica la foto solo di un momento passato, cosa farei? Non li prenderei neanche in considerazione; perderei tempo, non mi interessano più, ormai ho la fonte da cui attingere, so le cose mentre accadono, le vedo, so che i soccorsi hanno avuto un ritardo e arriveranno un'ora dopo rispetto a quanto stabilito, so che a destra c'è una mina che la mappa non prevedeva, so dove è meglio andare, ma non decido di farlo con volontà, non scelgo con dubbio, vedo che cosa si deve fare. Non seguo un metodo, un manuale una memoria, un'esperienza, ogni volta controllo, osservo e agisco.


TESTO DI GIANPAOLO MARCUCCI

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