domenica 9 giugno 2013

Siamo Davvero Diversi Dai Banchieri Cattivi?

DI MARCO CANESTRARI


Ogni giorno troviamo sempre più nemici con cui prendercela. Oggi è un collega sgarbato e domani sono gli sfruttatori a capo delle multinazionali. Ma noi ragioniamo diversamente da loro? Siamo davvero diversi dai cattivoni contro cui puntiamo il dito?

In un mondo in cui a fare da padrona è la logica capitalista, capita quasi giornalmente di subire dei soprusi. Ad esempio ci vengono imposti dei formati più grandi di quanto necessitiamo veramente acquistare, così da farci spendere di più. E con chi ce la vogliamo prendere? Non certo con le cassiere dei negozi, che prendono bene che vada 700€ al mese. E nemmeno con il proprietario del negozio, che essendo strozzato dalle tasse può solo alzare i prezzi sperando di non andare incontro al fallimento. Occorre per forza mirare più in alto, per trovare i veri cattivi, i colpevoli della nostra sofferenza. Ad esempio il banchiere cattivone della Goldman Sachs! Prendiamo lui come esempio e vediamo se i nostri ragionamenti al contrario dei suoi sono davvero nobili e santi e non provocano alcuna sofferenza.

Cosa sta facendo esattamente questo banchiere cattivo? Che ragionamento usa per creare una tale sofferenza nel mondo senza nemmeno accorgersene? È facile notare come il banchiere cattivo, per preservare una sua idea personale di ciò che è "giusto" stia sacrificando le idee ed il benessere degli altri. Per ottenere ciò a cui lui tiene di più (come ad esempio in questo caso il profitto economico o il possedere 25 paesi anziché 22) egli sta agendo senza sensibilità e senza premura nei confronti delle altre persone e dei loro bisogni. Per guadagnare 100 miliardi in più al giorno magari questo cattivone creerà carestie nei paesi del terzo mondo, disoccupazione o deforestazioni. Insomma, ignorerà totalmente le necessità degli altri, pur di colmare le sue. Quindi la vera causa della sofferenza e di ciò che noi chiamiamo "cattiveria" è proprio questa: considerare i propri bisogni prioritari rispetto quelli degli altri. Ma non ragioniamo forse tutti in questa maniera? Non stiamo considerando più "giuste" le nostre idee anche in questo momento, quando, guardando come i politici e i banchieri stanno rovinando il pianeta, diciamo: "Beh, ma la mia idea di ciò che è giusto è superiore alla sua. Dovremmo imporgliela"?



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