domenica 7 luglio 2013

Analisi sul Pensiero Soggettivo ed Emotivo

DI MARCO CANESTRARI


L'attività del pensiero sottintende un osservatore, ciò che comunemente chiamiamo "io", e di fronte a ciò che ci circonda, produce costantemente una reazione emotiva legata al piacere o al dolore. Ad esempio io potrò avere paura dei cani e un grande affetto verso i bambini e proprio a causa di queste caratteristiche mi considererò un soggetto isolato e separato dagli altri. Ma come funziona il pensiero? Posso considerarlo davvero mio?

La struttura del pensiero si basa sul tempo: c'è un osservatore che interpreta gli eventi e fa dei collegamenti con il passato, basandosi sui ricordi di traumi, piaceri, soddisfazioni. Quando ad esempio abbiamo paura di qualcosa, si palesa tutta la struttura del tempo: c'è un ricordo del passato, una nostra idea nel presente ed una minaccia che immaginiamo nel futuro.

Dato l'utilizzo costante che facciamo del pensiero, risulta importantissimo studiarlo. Ma con quale strumento analizziamo il pensiero? Se dobbiamo per forza 'pensare' al pensiero, immaginarlo, allora non raggiungeremmo alcun risultato. Perché qualora lo strumento fosse impreciso, noi utilizzandolo per l'analisi, finiremmo solamente per sporcarlo di più. Possiamo invece analizzare il pensiero in maniera pulita? Sembriamo trovarci in un circolo vizioso, in cui tentiamo di morderci la coda, senza riuscire mai a guardare in faccia il pensiero, che si fa sempre più scivoloso e fugace.

Sembra che proprio non possiamo avere nessuna certezza sull'affidabilità dei nostri pensieri, che invece utilizziamo così frequentemente. Ma attraverso il metodo sperimentale, e quindi attraverso l'utilizzo del pensiero, possiamo avere solo dati incompleti e soggettivi. Allora non affidiamoci ciecamente ad uno strumento, prima di aver capito come funziona. Troviamo la serenità ed utilizziamo i nostri sensi per osservare la realtà con occhi nuovi, come se fosse la prima volta. Con una mente calma e pulita, libera da condizionamenti, proviamo ad osservare anche il pensiero per quello che è realmente: una sequenza di immagini che non esistono, un grande inganno.

TESTO DI FAUNO LAMI


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