domenica 25 maggio 2014

Esiste il Male?

DI MARCO CANESTRARI


L'idea che il male non esiste, non potrebbe portare ad un atteggiamento di insensibilità e deresponsabilizzazione verso la vita quotidiana? 

Noi prendiamo per assunto l'esistenza del male e pensiamo che sia tutta questa struttura a dirci quale sia l'azione migliore per salvarci. Diamo alla paura un valore di salvezza in questo mondo.
Ma da dove nasce questo male? Il male di cui parliamo è sempre male dell'anima, un male emotivo che nasce sulla base di una scala di valori. Un atomo da solo non è portatore di male, siamo noi che giudichiamo e valutiamo quello che accade attorno a noi come bene e male.

Il male nasce sempre da una reazione di difesa; Vogliamo attaccare per difenderci da quello che reputiamo male sulla base del nostro sistema di valori. Sono il dolore, la sofferenza e la paura a creare questo mondo malvagio. Per esempio diciamo che dare un pugno ad uno stupratore è giusto. Questa giustificazione replicata per tutto il mondo produce il male. Quando dividiamo il mondo in due parti e diciamo che è giusto attaccare quello che chiamiamo male, siamo noi stessi che creiamo il male e la guerra. Stiamo anche dicendo che è giustificato creare questo male.

Se ognuno di noi smettesse di reagire, se smettesse di difendersi, se smettesse di creare e credere nel male,  - come ci domandavamo all'inizio - allora come si può dire che il problema possa aumentare? Semmai in questa maniera si sta eliminando. In un mondo in cui non mi difendo, non ho bisogno di sfruttare gli altri per sentirmi al sicuro emotivamente ed allora in quel momento divento sensibile, in quel momento non faccio ciò che mi serve ma posso fare quello che utile per tutti e a svantaggio di nessuno. Solo nel momento in cui siamo fuori dal nostro piccolo recinto di paura e difesa che possiamo fare qualcosa di buono per tutti.
L'uomo non agisce solo sotto il pericolo della frusta, la paura, ma è proprio nella serenità che si possono fare azioni di massima intelligenza.

Infine, non è la paura a tenerci in vita. Se non abbiamo paura e per esempio, vedessimo una macchina che ci sta per investire, saremmo comunque in grado di scansarci. Semplicemente non lo faremmo perché abbiamo paura, ma solo per amore, per la gioia di vivere. La paura non è necessaria alla vita.

La vita del corpo che piccola cosa se viviamo nel dolore, la morte del corpo che piccola cosa se viviamo nella felicità - Marco Canestrari

TESTO DI VALERIO PASSERI

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