mercoledì 24 dicembre 2014

La Visione Oggettiva

DI MARCO CANESTRARI


Domanda a Marco Canestrari: Tu sostieni di avere una visione oggettiva e di poter avere accesso ad una Fonte in grado di fare luce su ogni possibile questione. Dici anche che i pareri e le opinioni non contano. Non sarebbe più intelligente dubitare di tutto, compreso di ciò che dici tu?

Marco Canestrari: Dubitare è un’alta forma di intelligenza. Dubitare non nel senso di rifiutare a priori e né di accettare a priori, ma nel senso di mettere in discussione ogni singolo passo logico, indagare sotto ogni punto di vista e farsi ogni domanda possibile prima di arrivare ad una qualsiasi conclusione o valutazione. Osservare e fare luce imparzialmente su ogni aspetto senza prima aver preso una posizione, senza avere preconcetti. Essere aperti e pronti ad abbracciare ogni possibile risultato finale, anche il più assurdo, scomodo o impopolare.

Quando io accedo alla Fonte, sto mettendo in discussione completamente Marco Canestrari con ogni sua idea, convinzione o preferenza, e questo è l’unico modo per accedervi. Quando sono trasparente ed aperto alla fonte io non parlo a nome di Marco Canestrari, ma attraverso una entità molto più perfetta. Vedo interamente ogni presupposto falso che costituisce la base di ogni Ego, compreso il mio. Fatelo anche voi. Io vi invito a mettere tutto in discussione, molto più di quanto avete fatto fino ad oggi, osservate ogni aspetto di ogni cosa, costantemente, interamente e profondamente fino a coglierne l’essenza ed il suo significato primario.

Mettere in discussione le idee degli altri è abbastanza facile, non ci si espone in prima persona quindi è più facile essere obiettivi. Ma io vi suggerisco di prendere dimestichezza soprattutto col mettere in discussione il vostro mondo interno perché è quello che vi porterà le scoperte più utili. Dubitate quindi, in senso costruttivo, delle vostre convinzioni, dei vostri pensieri, delle vostre idee e dei vostri principi, dei vostri sistemi di giudizio, delle vostre scale di valori, delle vostre motivazioni, delle vostre interpretazioni e valutazioni, di tutte le vostre percezioni ed esperienze e di ogni relativa conclusione. Io vi invito a dubitare interamente fino alle basi del vostro strumento chiamato “Mente”.

Finché siete legati anche ad un solo pensiero o ragionamento, allora siete ancora legati alla vostra mente. Dubitare completamente della mente invece è la liberazione da essa, perché vedendola interamente nelle sue basi incoerenti non le si da più importanza né valore. Dubitare della mente significa arrivare ad un punto di pulizia dove non ci sono più valutazioni, scelte o decisioni e quindi all'assenza di quel groviglio di idee contraddittorie che costituivano il nostro “se”, il nostro “io”, o “ego” , o in qualsiasi modo vogliate chiamarlo: quell'idea di un centro che sarebbe soggetto ad un mondo esterno che scorre nel tempo. Quando dubitiamo di questo centro, che secondo il mondo delle illusioni avrebbe una volontà soggettiva e starebbe ricevendo le percezioni da un mondo esterno, noi non ci identifichiamo più con esso. Prima era il centro che si poneva dubbi e domande, che cercava di capire le cose, ed ogni sua intenzione nasceva da una conoscenza passata. Quando dubitiamo del centro (e non dell’idea del centro, nota bene), allora colui che dubita non è più il centro ed il dubitare non ha motivazione. Siamo fuori dalla struttura del tempo e della mente e li c’è la visione chiara che non è mia o tua ma è impersonale. Quella è la fonte, l’intelligenza. In quello stato di completa consapevolezza non abbiamo più bisogno di concetti o strutture di idee, e possiamo vedere la falsità, l’insensatezza e l’incoerenza di ogni idea e parlarne tranquillamente.

Un'opinione diffusa è quella che non esista una verità oggettiva, che non esiste nulla di assolutamente oggettivo. Ma allora, a partire da questa base, si dovrebbe concludere che anche questa stessa opinione non può rivendicare la certezza assoluta di essere vera. Sarebbe più intelligente non sostenere nulla, e infatti sarebbe proprio la consapevolezza che ogni ragionamento da sostenere è contraddittorio che ci apre la porta all'intelligenza della fonte. Rimanere nell'assenza completa di idee, concetti e ragionamenti fino all'assenza dell’idea che esista un osservatore o un percettore. Ma questo l’ego è incapace di farlo, infatti ha continua necessità della mente: di dogmi, presupposti e slogan per cui tifare, ha cioè sempre bisogno di sostenere un sistema di pensieri con cui leggere ed interpretare il mondo. Per non dover esporre troppo questa, e molte altre evidenti incoerenze, alcuni hanno fastidio ad accettare l’idea che qualcuno possa avere una consapevolezza assoluta, libera da opinioni, interpretazioni ed esperienze.

Io dico che la realtà esiste ed è vera, oggettivamente vera e noi possiamo parteciparvi, ma la verità non è nulla di immutabile né trasferibile per mezzo di una legge o di un ragionamento. La realtà non è un concetto contenuto nella mente, ma è l’essere eterno, vivo, impersonale, libero, creativo e consapevole che è alla base di tutte le cose, compreso il tempo e la mente. La realtà non possiamo conoscerla, possiamo manifestarla e rivelarla.

RISPOSTA: QUANDO LA MENTE SARÀ MESSA IN DISCUSSIONE NELLA SUA INTEREZZA, NESSUN CENTRO STARÀ PIÙ OSSERVANDO O VALUTANDO, ALLORA AVRÀ LUOGO LA VISIONE OGGETTIVA.