martedì 20 gennaio 2015

Cosa È Bene per Me? Domanda a Marco Canestrari

DI MARCO CANESTRARI


Domanda - Come faccio a distinguere ciò che mi piace da ciò che è bene per me? Tu dici di fare come ci pare, di fare quello che ci va e ci piace in piena libertà ma alcune delle cose che mi piacciono hanno conseguenze che a lungo termine non sono positive.

Marco: In realtà non ti stai mai preoccupando del tuo bene ma solo di qualche idea a cui dai più valore di altre. Dal punto di vista in cui ti poni mentre fai la domanda, ogni tua scelta è sempre fra vari tipi di piacere, ovvero fra varie opzioni, che possono essere più o meno astratte, a cui ci leghi una tua preferenza soggettiva. Non esiste alcun tipo di scelta da attuare fra il piacere ed il “bene oggettivo”, perché non esiste un “male oggettivo”. Quando vi dico di fare come vi pare non va preso come un ordine, ma come una indicazione a comprendere che non potete fare diversamente. In ogni circostanza e momento state sempre facendo ciò che volete e lo state facendo in completa libertà. Siamo noi che liberamente scegliamo in quali scopi e attività investire. Ad esempio possiamo avere voglia di mangiare troppa cioccolata pur sapendo che in futuro diventeremo grassi. D’altro canto, se scegliamo una pianificazione molto strutturata della nostra vita, perseguendo traguardi a lungo termine, ci troveremo spesso in condizioni di dover reprimere e trascurare molti dei nostri desideri quotidiani. Ad esempio decidiamo che vogliamo diventare una persona ricca facendo continui sacrifici personali. Il problema non è di scegliere fra il piacere a breve termine o a lungo termine. Il perseguimento del piacere, di qualunque tipo si tratti è sempre legato allo alla paura ed al dolore: abbiamo paura che l’evento che ci provoca piacere possa non verificarsi, quindi ci impegniamo e sforziamo per ottenerlo, e una volta raggiunta la situazione desiderata abbiamo paura che non duri abbastanza o che potremmo perderla. Il piacere però, non è l’unico mondo possibile. Se vogliamo anche qui in completa libertà, possiamo comprendere l’intera struttura del piacere e del dolore e non supportarla più. Ci troveremo così in un mondo dove non esiste una legge che ci dice cosa è bene per noi e nemmeno una legge che ci imponga ciò che male per noi. Un mondo completamente libero da etichette e regole dove non esiste morte ne danno.  

RISPOSTA: NON POTETE FARE ALTRO CHE CONTINUARE A FARE COME VI PARE, NEL MENTRE, COMPRENDETE L’INTERA STRUTTURA DEL PIACERE E VEDRETE CHE NON ESISTE IL MALE, NULLA VIENE INDEBOLITO E NULLA MUORE.