domenica 10 maggio 2015

Vivere nel Presente

DI MARCO CANESTRARI



Ora sono all'interno di tutti i miei pensieri. Ora sono al centro di tutti i miei pensieri. Pensare se Marco abbia dei pensieri o se Marco stia pensando è pressoché senza significato se io sono dentro i miei pensieri, perché i miei pensieri non mi influenzano. Io sono la causa e tutta la mia mente è un mio effetto, non è l'inverso. Non succede che un pensiero di paura influenza me e mi dice: "Marco devi aver paura". Non cambia nulla in ciò che vedi, solo una cosa è differente: La comprensione che causa ed effetto sono scambiati. Posso percepire l'insieme di tutti i miei pensieri e della mia mente e allo stesso tempo non esserne influenzato. Non dovete cancellare la vostra mente per essere liberi dalla sofferenza, dal dolore e dalla paura, non dovete tagliarvi il braccio e gettarlo via in pasto ai cani, non dovete perdere nulla per essere liberi. Per essere liberi invece dovete guadagnare qualcosa in più. Io ho guadagnato la comprensione di cosa sono, io sono la causa dei miei pensieri. Non c'è un diavolo cattivo fuori e non c'è nessun nemico fuori che sta spingendo i pensieri contro di me. Io sono l'inizio di tutto il mio mondo. Il mondo che percepite inizia dalla mente. La mente dice che voi siete un percettore invece di un creatore e a partire da questo primo pensiero, tutto è una sua conseguenza. Noi non siamo nella mente, noi siamo ancora più in alto. Siamo nel cuore.

Si potrebbe dire che io sono perso nei miei pensieri, che non sto prendendo alcuna posizione rispetto ai miei pensieri. Non ho alcuna posizione fissa rispetto ai miei pensieri, Come potrei avere quella posizione fissa se io sono l'inizio dei miei pensieri. Tutti i miei pensieri sono intorno a me, dovunque io mi muova, loro si muovono intorno a me. I miei pensieri sono un sottoprodotto della mia mente. Sono io che creo un pensiero di sofferenza, e anche in voi succede lo stesso. Non possiamo assolutamente valutare un pensiero, negativamente o positivamente, non possiamo dire: Questo pensiero è cattivo, questo è buono, questo pensiero è giusto e questo ingiusto, non posso dire che un pensiero è utile o inutile. Come potrei dire ciò se io sono il creatore dei pensieri, non c'è spazio possibile fra me e il mio pensiero. Per immaginare di poter valutare devi immaginare di avere un piccolo spazio fra te e ciò che valuti in cui poter fare un qualche possibile movimento, devi poter dire all'oggetto che stai valutando: si, no, bene, male... ma se l'oggetto che stai valutando è te, è colui che valuta, allora valutare non ha significato. Non sto cercando di evitare di giudicare i miei pensieri, perché è impossibile giudicare i miei pensieri. Non possono essere brutti. Chi sarebbe colui che dice che i miei pensieri sono brutti se sono io che li sto creando?

Per favore non confondetevi riguardo la questione del tempo, io sto creando il presente. Quindi non c'è spazio per giudicare. Se invece voi credete (sbagliando) di vivere e muovervi scorrendo nel tempo allora è tutta un altra questione. In quel caso voi dite: "io nel passato ho creato un pensiero" e osservo il pensiero che è stato creato un secondo fa (non dite sto creando i pensieri). Allora in quel caso, se fosse vero che esiste il tempo, allora potrei certamente giudicare quel mio pensiero perché io starei in un posto assolutamente diverso rispetto a dove è il pensiero che giudico. Io starei nel presente e il pensiero starebbe in un secondo fa, e allora avrei molto tempo per giudicare, per mettermi seduto su una sedia e pensare: quel pensiero sarà bello o brutto? Potremmo parlarne a lungo, dicendo le nostre opinioni, Avrei tempo per farlo. Se tu stai parlando di un pensiero passato, allora hai tempo per giudicarlo.

A me non interessa nulla del passato perché il dolore, la sofferenza e la paura, se mai fossero reali, potrebbero esistere solamente nel momento presente, e sarebbe il momento presente, l'unico momento in cui potrebbero essere guarite. Allora io metto la mia attenzione in un solo posto che si chiama presente perché io sono orientato ed interessato alla soluzione della sofferenza. Io sto cercando la soluzione e non mi interessano le chiacchiere sul problema. Non porto nessun problema nella mia attenzione, ma solo soluzioni, quindi guardo solo il presente perché ho una tremenda volontà di risolvere e niente può togliere la mia attenzione da questo.

Solo nel presente io sto creando i miei pensieri. Io sto creando, sto creando, sto creando. Il pensiero che si sta creando nel presente non può essere valutato da colui che lo sta creando, mentre lo crea, in quello stesso preciso momento. Non puoi dire: "io sono il creatore" e allo stesso tempo dire: "Io sono colui che giudica", perché il significato dell'idea di giudicare (o valutare) è che colui che giudica è differente da ciò che sta giudicando. In un singolo momento puoi essere solo il creatore o solo il giudicatore, non tutti e due insieme. Il creatore è qualcuno che ama ciò che sta creando, Il giudicatore è qualcuno che non ama affatto ciò che giudica, che si distanzia da ciò che giudica. Non posso essere allo stesso momento odio e amore, non ha senso nemmeno parlarne, non ha significato.

Non è che devo fare qualcosa per arrivare a non giudicare e quindi guadagnare il paradiso o la pace. Giudicare è privo di significato. Dire: "non mi piace" non ha significato. Non ha significato in assoluto. Non ha significato per nessuno, in qualsiasi epoca storica, in qualsiasi paese, non ha significato e basta. Per favore guardatelo. Siete liberi di guardare, se volete, ciò che sto dicendo e siete liberi anche di non farlo, ma qualsiasi cosa scegliate fra guardare o non guardare, ciò non cambia il fatto che giudicare è privo di significato. L'amore non è l'odio e se volete sostenere l'amore non potere dire che esso è odio e viceversa. E' così ridicolo che è inutile parlarne Ora sono nel posto dove il giudicare non ha spazio di esistere e questo posto si chiama Presente. Tutte le emozioni sarebbero diverse se giudicare fosse impossibile, rispetto alle emozioni che siamo abituati a conoscere e a pensare nella nostra esperienza. Il presente non è nella vostra esperienza. Quello che avete nella vostra esperienza si chiama passato. Sono ora nel posto dove non c'è spazio per la mia esperienza. Non ho mai avuto nessuna esperienza nell'adesso. E l'adesso è l'unico posto che esiste (non chiamiamolo momento), ed è il posto dove, se volete, passato e futuro possono essere pensati, ma non esistere, solo essere pensati. Voi vivete sempre nel presente, siete sempre vissuti nel presente e vivrete sempre nel presente, non metterete mai nemmeno un piede nel passato o nel futuro, mai e poi mai nemmeno una singola unghia potrete mai mettere nel passato o nel futuro. Non uscirete mai fuori dal presente. Potete solo pensare di farlo o sognare di farlo, si quello si, potete farlo, e lo fate nel presente, ma ciò che sognate e pensate non sta accadendo e il sognare non crea alcun problema. Non è un nemico né un ostacolo, e non è una pietra dove potete inciampare e cadere.


RIPRESE E MONTAGGIO VIDEO DI FAUNO LAMI