mercoledì 20 luglio 2016

Rimani con Ciò che C'è - Marco Canestrari

DI MARCO CANESTRARI


Molti maestri e guide ci dicono: “Stai con la sensazione”, “lascia che ciò che sei si esprima”, “rimani con ciò che c’è”, ma cosa significa? E sopratutto come la mettiamo quando ciò che c’è ci sembra essere proprio accusa e separazione?

Stare con ciò c’è non significa rassegnarci al fatto che io sono un ego separato che odia e accusa. Non è questo il messaggio. La struttura che vuole controllare ciò che c’è, modificare, distruggere ma anche desiderare, fondersi con ciò che c’è, divenire ciò che c’è, è una struttura sempre mentale in cui è operata una separazione tra il “me” e “ciò che c’è”. Questa struttura, con in se diverse parti in causa basata su dei pensieri astratti, non è ciò che siamo. Quando stiamo accusando, noi non siamo l’accusatore, siamo ciò che stiamo accusando, quando stiamo odiando siamo ciò che stiamo odiando, quando stiamo desiderando siamo ciò che stiamo desiderando. Noi siamo l’essenza stessa del dolore quando c’è dolore, del piacere quando c’è piacere e non la persona che starebbe subendo e valutando negativamente il dolore o cercando e valutando positivamente il piacere. Senza la gabbia del controllo, senza la nostra interpretazione soggettiva di ciò che c’è, questo è in grado di guarire tutto il nostro mondo in un istante.

Qualunque sensazione, emozione, lasciata libera di esprimersi porta alla guarigione, al risveglio, alla pace. Questo significa “Rimani con ciò che c’è”.


TESTO DI GIANPAOLO MARCUCCI
MONTAGGIO E RIPRESE DI FAUNO LAMI