martedì 20 dicembre 2016

Voglio Una Vita Imperfetta - Incontro Lampo con Marco Canestrari

DI MARCO CANESTRARI


Voglio vivere una vita imperfetta, voglio che la mia vita non rimanga sempre nei binari e che non segua il filo del discorso. 

Voglio vivere una vita imperfetta perché solo lì posso imparare ad amare.

Se le cose le mantengo forzatamente come voglio che vadano, non sentirò mai la vita che c'è dentro, che scorre, quello che mi propone, rimarrò rigido e insensibile, non sentirò mai chi sono. La cosa che non sentirò mai è la grandezza del mio cuore, che si può aprire anche all'imperfezione. E' un cuore grande quello aperto all'imperfezione. E' un cuore piccolo quello che rimane paurosamente in uno schema prefissato.

E' l'imperfezione che rivela a noi la nostra magnificenza. 

E' la vita che si propone a noi in forma di imprevisto, in forma di nemico, di assalitore dei nostri schemi, del nostro status quo, della nostra zona di confort, che ci vuole far ricordare quanto eravamo grandi, quanto siamo capaci di amare e di perdonare tutto ciò che non è dentro un schema cosi piccolo chiamato mente. E' l'imperfezione che ci fa uscire dalla mente e la vita ce lo presenta come un invito continuo, costante, e io ne sono la sua manifestazione più raffinata.

Sollevatevi mostri del nord, mostri del sud, dell'est e dell'ovest, vi evoco, non rimanete nella tana, perché poi, dopo verrete guariti. I mostri sono i fastidi, le resistenze che noi sentiamo e che proiettiamo come fossero imperfezioni e difetti nel mondo esterno. 

Io sono estasiato, innamorato di queste immense offerte che ci fa la vita in forma di imperfezione, in forma di pericolo, di dolore, di paura, morte, malattia. E' una continua offerta a risvegliarci e ricordarci quanto siamo grandi. 

Ci può essere la tendenza a chiudersi perché ci si imagina che il mostro è troppo più grande di noi. Il mostro è troppo più grande di noi per essere ucciso, ma non c'è mostro sufficientemente grande per il nostro cuore da non essere perdonato. Non possiamo uccidere il mostro, possiamo perdonarlo. 

Siete tutti assolutamente nella facoltà di amare ogni difetto, ogni imperfezione, ogni mostro, dopodiché tutto è vostro. Non c'è più un mondo esterno se non c'è più un nemico.  L'offerta è di uscire da questo guscio che noi pensiamo sia protettivo, chiamato mente: "le cose devono andare così, così e così altrimenti soffro". 

Che le cose non vadano così, così e così. Che le cose non seguano nessuno schema. Che io assapori, odori, senta la vitalità e la freschezza che c'è nella vita. Non sarà mai spiegata, non sarà mai capita, non sarà mai ingabbiata, non sarà mai catalogata dalla scienza, è grande e sacra. Nessuno ci riuscirà mai, nessun premio nobel si metterà in tasca la vita. Che questo sia rivelato, che le imperfezioni prosperino, che ad ogni teorema su come funziona il mondo venga fuori sempre un'eccezione, sempre.

Dio fa che io sia sempre un'eccezione. Che non sia mai ciò che io voglio essere, mi imagino di essere o che gli altri si immaginano che io sia. Dio fa che io sia vivo, come te, libero, selvaggio, potente, creativo. 

Fa che io possa perdonare ogni imperfezione, malvagità, crudeltà, violenza, fuori di me e sopratutto dentro di me, solo li io trovo pace.

Non sia fatta la mia volontà, cosi che io possa ricordarmi della mia grandezza. 

Il Satsang è finito. 


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