venerdì 3 febbraio 2017

Vivere Nel Presente

DI MARCO CANESTRARI


Possiamo avere una consapevolezza d’insieme di tutti i nostri pensieri e non esserne condizionati. Non dobbiamo per forza cancellare la mente per essere liberi dalla sofferenza, dal dolore e dalla paura. Capiamoci, può essere utile avere la mente silenziosa senza pensieri ed è la strada che inizialmente consiglio a tutti, ma a un livello più avanzato potremmo vivere pienamente senza nemmeno preoccuparci di avere o no dei pensieri, questo accadrà quando conquisteremo la chiara comprensione di cosa siamo: siamo il principio da cui provengono i mondi della mente, dei pensieri e delle percezioni.

Non possiamo avere alcuna posizione rispetto ai nostri pensieri dato che essi nascono in noi e qualunque prospettiva noi prendiamo, loro si muovono in noi. Valutare una nostra attività mentale è impossibile, non possiamo dire: questo ragionamento è meglio di un altro, questo concetto mi piace e questo no, questa idea è giusta e questa ingiusta perché si valuta con la mente e per l’appunto con pensieri di valutazione e tutte le funzioni mentali vengono al mondo da me, inclusi questi processi valutativi. Se per assurdo, fosse possibile valutare, allora dovrebbe esistere un piccolo spazio fra te e ciò che vorresti valutare in cui poter fare qualche attività mentale, dove inserire un pensiero di giudizio. Ma quando l’oggetto che stai valutando è esso stesso un pensiero e nasce direttamente da te, allora quel pensiero da valutare dovrebbe essere insieme il valutatore e il valutato, senza alcuno spazio o separazione tra i due, che non ha senso. Valutare i miei pensieri è impossibile, chi sarebbe colui che dice che i miei pensieri sono brutti se i pensieri e io abbiamo la stessa essenza? Non posso sparare un missile d’accusa verso l’origine dei miei pensieri perché tale origine sono io e il missile non avrebbe lo spazio per prendere la velocità necessaria per l’impatto distruttivo, anzi non dovrebbe per niente decollare, dovrebbe rimanere fermo senza separarsi mai da me. Non esiste un pensiero migliore di un altro o più giusto di un altro, tutte le attività mentali stanno sullo stesso piano, sono tutte permesse e nessuna ha potenzialità offensive.

Per favore non confondetevi riguardo alla questione del tempo, i pensieri sono generati da me nel presente, per questo non c’è spazio per giudicare. Se invece voi credete di vivere e muovervi scorrendo nel tempo allora è tutta un’altra questione. in quel caso voi dite: “io prima ho fatto quel pensiero” e ho coscienza del pensiero che è stato creato tempo fa. Allora in quel caso, se fosse vero che esiste il tempo, io potrei certamente giudicare quel mio pensiero perché starei in un posto assolutamente diverso rispetto a dove è il pensiero che giudico. Io starei nel presente e il pensiero nel passato, e allora avrei molto tempo per giudicare, per mettermi seduto su una sedia e pensare e discutere anche due ore: quel pensiero sarà bello o brutto? Potremmo parlarne a lungo, esprimendo le nostre opinioni. Se tu stai parlando di un pensiero passato, allora hai tempo per giudicarlo perché nella tua mente te ne sei distanziato e più passa il tempo, più siete lontani. A me non interessa nulla del passato perché il dolore, la sofferenza e la paura, se mai fossero reali, potrebbero esistere solamente nel momento presente, e sarebbe quello l’unico momento in cui potrebbero essere guarite. Allora io metto la mia attenzione in un solo posto che si chiama adesso perché io sono orientato e interessato alla soluzione della sofferenza e non m’interessano le chiacchiere sul problema.

Non porto nessun problema nella mia attenzione, ma solo soluzioni. Io sto creando ora, sto creando ora, sto creando ora. Il pensiero che sta nascendo nel presente non può essere valutato da colui che lo sta facendo nello stesso preciso istante che lo crea. Nello stesso momento non puoi dire: “io sono colui che crea il pensiero” e allo stesso tempo dire anche: “io sono colui che giudica il pensiero”, perché il significato dell'idea di giudicare o di valutare è che colui che giudica è differente da ciò che sta giudicando. In un singolo momento puoi essere solo il creatore o solo il giudicatore del pensiero, non tutti e due insieme, il creatore infatti è qualcuno che ama, desidera e vuole il pensiero che sta facendo, il giudicatore invece è qualcuno che non ama affatto quello che giudica, che invece si distanzia emotivamente da quello che soppesa e valuta. Non è vero che io sia allo stesso momento odio e amore.

Ora sono nel luogo dove il giudicare non ha spazio di stare e questo posto si chiama presente. L’adesso è l'unico posto che esiste ed è dove passato e futuro possono essere pensati. Voi vivete sempre nel momento attuale, siete sempre vissuti nel presente e vivrete sempre nel presente senza mai mettere nemmeno un piede nel passato o nel futuro. Non uscirete mai dall’adesso, potete solo immaginare o sognare di farlo, ma quello che sognate non sta accadendo e il sognare non crea alcun problema, non è un nemico né un ostacolo, e non è una pietra sulla quale potete inciampare e cadere.




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