mercoledì 12 aprile 2017

Nessuno Spettacolo Per la Mente - Incontro D'Apertura a Milano

DI MARCO CANESTRARI


TESTO PRESO DAL VIDEO

Se vi va, non facciamo spettacoli per la mente a cui ci possiamo in qualche maniera legarci o da cui rimanere attratti, coinvolti. Di solito lo facciamo prevalentemente per cercare di distrarci da quello che c'è un po' più in profondità.

Tralasciamo le presentazioni e arriviamo al sodo, non starò qui per dare delle spiegazioni, per dare delle costruzioni, delle strutture che possono essere riconosciute o comprese, siamo qui al contrario per liberarcene, quindi io non seguirò il filo del discorso, semmai qualunque discorso che stiamo percorrendo la mia attività sarà quella di effettivamente cancellarlo, senza guadagno in tasca, ritrovandoci in un filo di un discorso ancora più interiore, cancellare anche quello fino a ritrovarci in uno ancora più interiore e infine cancellare anche quello.

Quindi la relazione con me non sarà una sequenza articolata di passi o di concetti, semmai un disarticolare qualunque muro, maniglia o termosifone a cui il me si vuole legare o aggrappare. Se vi va, questa è l'offerta di oggi, possiamo farlo con serenità, con gioia ma anche, se vogliamo, con dolore, rabbia, pianto e catarsi, quello dipende molto da quanto siete pronti a lasciare andare tutto, se vi piace la spiritualità perché avete letto tre o quattro libri allora allontanatevi da me, perché io vi darò fastidio.

Ci sarà un’attrazione superficiale, poi mano a mano che ci si avvicina ci sarà una bruciatura enorme, una fuga e poi magari ti accomodi in qualche cosa di più confortevole. In questa bruciatura la ristrutturazione è sempre fatta nella maniera in cui c'è un problema fuori e non dentro, ogni tipo di fuga e di chiusura è una ristrutturazione che dice che il problema è fuori. Per esempio ho un rapporto con una persona in cui c'è sempre più luce fino a che quella persona non vuole guardarsi così in profondità perché aveva delle strane idee che era brutta dentro e aveva paura, fugge, ma non dice fuggo perché sono brutta, nessuno lo dice, quello non arriva alla coscienza e quindi fuggo perché tu sei ciccione, perché tu eri biondo e io ti volevo moro, perché tu eri maleducato ecc.

Chiusura è puntare il dito fuori, non guardare più e questo con me accade sempre, a ondate a secondo dei livelli di interazione e non è un difetto se uno si sente scoperto e non gli piace, è uno stato naturale che abbiamo tutti.

Sto dicendo che la paura più grande che possiamo constatare direttamente è quella della troppa luce, non quella del non essere risvegliati ma dell'esserlo.