mercoledì 18 ottobre 2017

ABBIAMO PAURA DI PERDERE L’EGO

- In Regalo un Piccolo estratto dall’ultimo ritiro a Orte di Marco Canestrari –


Noi non sappiamo niente. Soprattutto non sappiamo niente riguardo alla felicità, al dolore, alla paura e alla colpa. Non abbiamo nessuna certezza interpretativa della realtà, non abbiamo nessun modo certo di dare un senso a quello che ci succede, sia positivo che negativo. Quando arriva la paura noi non abbiamo nessun modo certo di dire che è brutta e quando arriva i...l piacere noi non abbiamo nessun modo certo di dire che è bello.

A noi interessa avere un appiglio sulla realtà e abbiamo una paura tremenda di non sapere niente, di perdere ogni certezza. Infatti l'unica paura è quella di non avere più coscienza del mondo, di morire. L’unica paura abbiamo è quella che ci muoia l'ego, abbiamo paura di perdere quella struttura interpretativa piena di traumi che distorce personalmente e soggettivamente ciò che c'è, abbiamo paura di perdere il filtro soggettivo della realtà. Non ce n'è un'altra di paura: La paura del risveglio. Tutte le altre paure sono figlie di questa.

Noi abbiamo paura di non sapere niente. Io vengo e vi dico: “voi già adesso avete zero certezze sulla realtà”. Nessuno ha mai avuto certezze, nemmeno io so quello che sta succedendo. Potrei coprire ciò che esiste con parole e nozioni ma in realtà io non so cosa sia.

Questa cosa che c'è, che sono, è libera dalle parole, prima viene lei e poi si cerca di commentarla, riconoscerla e descriverla, ma in realtà nessuno è mai riuscito a farlo definitivamente. Nel prendere coscienza interamente, alla radice dell'essere, tu non puoi avere nessun appiglio, nessun riferimento, nessuno schema di giusto e sbagliato, nessuno schema di “questo è vero” e “questo è falso”, nessun riconoscimento, niente.

Questa poggiatezza a terra priva di coscienza non è l’inferno ma una commovente meraviglia. Non so chi io sia, non ci sono basi di partenza per nulla, questa è la verità, il resto è illusione.

Il problema si pone solo se si presuppongono delle basi di partenza, Il problema c'è solo se il sapere è parziale e contraddittorio, solo in questa maniera si può interpretare l’esistenza del dolore, se invece non sai niente rimane solo il fatto: ciò che c’è.

Non c'è più il sogno. Se non sai niente, non sai niente per sporcare ciò che c'è, né per separarti da ciò che c'è.