domenica 13 gennaio 2019

IL METODO DELL'ALLINEAMENTO AL SÈ SUPERIORE

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L”Allineamento Integrale al Vero Sé” è il Metodo che porta il RISVEGLIO nella vita quotidiana. Quello che manca da sempre ai percorsi spirituali più diffusi, ovvero un ponte solido e facile da percorrere che unirà la tua vita, in ogni suo più piccolo dettaglio, all’energia infinita del divino. Un pass per entrare in quel mondo di beatitudine e meraviglia che abbiamo visto nei maestri di tutti i tempi, partendo direttamente dal luogo che più ci è familiare: il nostro mondo personale e senza sacrificare nulla di noi.

NON È TEORIA, non devi studiare o imparare nozioni, l’allineamento è fatto di piccole rivoluzioni concrete che ti permettono il passaggio dalla prospettiva egoica (giudizio, colpa, proiezione, insoddisfazione) alla prospettiva del sé superiore che è sempre presente e vede ogni cosa.

NON E’ IL SOLITO CORSO PREREGISTRATO:

La WEB ACADEMY DI RISVEGLIO Non è il solito corso preregistrato, Marco Canestrari sarà dal vivo con te seguendo una classe. Interazione diretta, Domande ed esercizi comodamente seguendo da casa ogni mercoledì alle 21 (molti seguono la lezione in differita quando vogliono se non puoi essere presente il mercoledì).

PRESENTAZIONE INTEGRALE DEL METODO DELL’ALLINEAMENTO

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Il Principio alla base dell’allineamento è che NON SIAMO MAI INFELICI PER IL MOTIVO CHE CREDIAMO: Non soffriamo mai perché succede qualcosa di brutto nel mondo noi soffriamo perché non ci piacciamo. Ogni tipo di infelicità nasce dal fatto che non siamo in pace con noi stessi, che non ci piace come siamo: che non ci piace come ci comportiamo, come reagiamo, come ci sentiamo, cosa stiamo desiderando.

Non è mai l’emozione a fare male
ma la resistenza che facciamo per negarla

Quando abbiamo un’emozione che non ci piace e che ci sembra di subire contro la nostra volontà, allora stiamo sperimentando un’emozione bloccata e non allineata. Finché l’emozione è bloccata, noi non abbiamo scelta sull’emozione, anzi, più la rifiutiamo più la stiamo rafforzando. L’allineamento consiste nel togliere il freno all’emozione e finalmente liberarla, lasciarla essere ciò che è scoprendo un immensa pace che si libera.

IN COSA CONSISTE PRATICAMENTE: Semplice! Una serie di domande che si ripetono in cicli e che puoi praticare da solo senza dipendere da nessuno. Uno strumento eccezionale in grado di portare sollievo rapidamente e di scardinare con il tempo anche i problemi emotivi più grandi, avvicinandosi, mano mano che si pratica, allo stato di pace.


I BENEFICI CONCRETI DELL’ALLINEAMENTO

COSA ASPETTARSI DALLA PRATICA COSTANTE - Ecco una breve lista di benefici fisici ed emotivi che puoi aspettarti..

>>> SERENITA’: Avere accesso a una gamma più ampia di emozioni fino a quelle superiori. Avere più calma, serenità ed elasticità nelle attività quotidiane, Aumentare il buon umore e ridurre l’ansia. Maggiore forza e tolleranza nelle situazioni di sofferenza

>>> LIBERTA’: Maggiore libertà di cambiare i propri comportamenti, Aumenta la libertà dai condizionamenti automatici e dai traumi, Comunicare in maniera più aperta e con più empatia,

>>> PIENEZZA: Essere sempre più te stesso, Accettare meglio se stessi e gli altri per come sono, Migliora la capacità di dire No senza sentirsi in colpa, Diminuisce il rimuginare, l’accusare e il lottare, Fare più cose che ti appagano, che ti ricaricano, che ti portano libertà e benessere, veramente invece che cose che ti indeboliscono

>>> RELAZIONI: Conoscere e relazionarci meglio con le nostre emozioni, Saper riconoscere meglio i nostri bisogni ed esprimerli più facilmente, Migliora la consapevolezza delle proprie attività inconsce

GLI STATI SUPERIORI DELL’ESSERE: Ma oltre, ad avere effetti molti benefici sulla tua interiorità, il metodo dell’allineamento, è un metodo profondo e ti farà facilmente sperimentare molti stati superiori dell’essere. Molti potranno sperimentare concretamente di essere entrati in uno stato superiore che possiamo descrivere a parola come pace, amore, benessere, senso di illimitatezza, di stare al sicuro.


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martedì 27 febbraio 2018

Bisogna Agire per Se Stessi o Per il Bene degli Altri?

DI MARCO CANESTRARI

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Sempre più persone si stanno rendendo conto dei limiti di una visione esclusivamente egocentrica della propria esistenza. Quella, per intenderci che in nome della libertà individuale esclude ogni tipo di responsabilità verso gli altri.

Questo modo sbilanciato di concepire la vita determina, alla lunga, una sfrenata rincorsa al potere dell’uomo sull’uomo. Un ambiente competitivo e non sereno dove l’individuo per potersi garantire il suo spazio vitale è portato ad entrare nel meccanismo di volere andare avanti anche a scapito degli altri. Su scala planetaria si evidenzierà chiaramente questo desiderio di accumulare sempre più potere sugli altri, troveremo, infatti, gruppi privati con poteri economici superiori a quelli di interi stati, e contemporaneamente decine di migliaia di bambini che muoiono al giorno per problemi legati alla povertà (circa la metà dei decessi avviene per fame). Il modo attuale di vivere, anche a livello economico, inizia ad evidenziare delle grosse crepe. D’altro canto ogni altro modello che abbiamo avuto nella nostra storia, dove l’uomo veniva, per legge, mutilato dei suoi istinti individuali e reso subordinato ad un sistema superiore che avrebbe dovuto garantire il “bene collettivo”, ha fallito miseramente. Ogni modello e sistema che vogliamo proporre pian piano si adatta e viene fagocitato dall’istinto egocentrico insito nell'uomo.

Allora cosa bisogna fare? L’errore non è nell’istinto individuale e nemmeno nella sensibilità collettiva, l’errore consiste sempre nel trascurare una cosa a favore dell’altra.  L’egocentrismo, quello della massima libertà, che però non prende in considerazione la collettività nel complesso porta ad una degenerazione dei valori fino ad una ricerca sfrenata di potere. Invece l’imposizione di attività collettive che trascurino l’enorme energia portata dall’appagamento personale, vengono presto accantonate e sostituite da altre più forti e soddisfacenti.

Bisogna avere una visione d’insieme della vita come individuale e collettiva allo stesso tempo. Iniziamo allora a non demonizzare l’attività individuale, che è una delle spinte fondamentali dell’uomo. Attingiamo invece energia da essa e sfruttiamola per migliorare anche la qualità della vita a livello collettivo. Un sistema basato su freni e limitazioni non potrà mai competere contro un altro pieno di energia. Educhiamoci allora a liberare l'energia di ogni individuo e ad utilizzarla costruttivamente. La soluzione sta nel favorire le iniziative che esaltino l’essere umano i cui progetti non vadano in contrasto con le esigenze degli altri uomini e con i loro diritti. Cerchiamo, promuoviamo e incoraggiamo tutte le attività a vantaggio personale che producano anche effetti positivi a livello collettivo. Innalziamo la nostra qualità della vita e anche quella di tutti gli altri, mettiamoci in prima linea per gettare le basi di una rincorsa verso il positivo dove tutti vincano.

Non trascuriamo nessuno dei due aspetti: il naturale istinto dell’individualità, della ricerca di sicurezza e di piacere personale, ed anche la naturale sensibilità che ci porta ad avere una responsabilità sociale.

giovedì 22 febbraio 2018

Ciò che non Accettiamo

DI MARCO CANESTRARI

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Ciò che soggettivamente non accettiamo rappresenta per la persona il suo richiamo, o i suoi richiami, al risveglio.

Perché evidenzia gli aspetti interiori che non abbiamo voluto vedere. Quel "fastidio" porterà alla luce prima o poi, ciò che abbiamo voluto da sempre trascurare, il fatto cioè, che siamo noi in resistenza e la causa di questa resistenza non è affatto esterna, come invece la mente vorrebbe farci credere dando attenzione ai suoi deliri e ragionamenti.

Una volta centrati, e senza più scusanti esterne, senza più proiezioni nè giustificazioni per la nostra chiusura, difesa o non accettazione, la prima parte del gioco è fatta. Da li crollerà tutto, in un lasciarsi andare dove non c'è più nessun capro espiatorio, nessun, nemico esterno, nessun rancore o giusta vendetta, nessuna colpa da vendicare.

Centrarsi nel nostro primo rifiuto e separazione è il filo che tirandolo fa srotolare tutta la matassa. Onestà, autenticità e trasparenza, soprattutto verso ciò che per noi è intollerabile: che non c'è mai stato nessun male all'esterno che noi non abbiamo generato.

Marco Canestrari

mercoledì 31 gennaio 2018

Fidati del Presente

DI MARCO CANESTRARI


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Il Futuro può essere traditore,
Può contenere l'incertezza e il dubbio.

Tu fidati del Presente
Una volta che il tuo cuore é poggiato in quel luogo,
É poggiato dappertutto.

Marco Canestrari

mercoledì 18 ottobre 2017

Non Abbiate Paura di Ciò Che Siete

DI MARCO CANESTRARI

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Verrà un giorno in cui l'essere umano
non si occuperà più mentalmente...
di dover agire secondo fini etici, morali o sociali...

L’espressione pura e incondizionata
di ciò che realmente siamo
libera dalla corruzione del passato
sarà la garanzia naturale
di un mondo senza ingiustizia

Non abbiate paura
di rimanere soli
senza idoli, guide o riferimenti

Non abbiate paura
di ciò che siete

Marco Canestrari

giovedì 12 ottobre 2017

Una Vita Semplice

DI MARCO CANESTRARI

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La vita non è una successione frettolosa
di attività superficiali e sbrigative
in attesa di un futuro consapevole
che sarà vissuto pienamente

La vita è esattamente
in quello che stai facendo quotidianamente
ed è solo in questo semplice presente
che puoi trovare il suo segreto
e la tua pace

giovedì 28 settembre 2017

Senza Guida

DI MARCO CANESTRARI

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Non c'è mai un attività mentale
diversa da quella che c'è nel momento presente...
che possa migliorare, analizzare o controllare
quella che c'è nel momento presente

Non c'è mai un "me" che guida
e un pensiero che é guidato

Quel "me" che crediamo controlli il pensiero
é solo un idea astratta
nascosta nel pensiero stesso

mercoledì 27 settembre 2017

Come Raggiungere la Vera Pace – In Diretta con Marco Canestrari

* Vi Proponiamo un Estratto di una Interessantissima Diretta nel Parco *


Elena mi chiede di parlare di pace. Perché allora non celebriamo la pace, manifestiamo la pace, riveliamo la pace… invece che parlarne solamente?

La prima cosa che mi viene da domandarmi sulla pace è se può mai essere non manifestata, non rivelata. Può esserci mai una reale e concreta assenza di pace? Non c'è mai stata una reale esposizione alla vera luce, di assenza di pace. Non è mai venuta alla verità nemmeno un granello di assenza di pace, non è stata mai vista. A ben vedere, ad un vedere risvegliato, di fronte a Dio, di fronte a ciò che c'è, ad un vedere intelligente, non traumatizzato e non folle, non confuso, non è mai esistita l'assenza di pace.

Questa è la pace, una pace che non deve più pensare a niente, che non deve difendersi né deve preoccuparsi di essere mantenuta, una pace senza sforzo di esserlo ma soprattutto una pace senza coscienza di esserlo. Io sono la verità e non c'è nessuno che non sia verità. Non ci sei tu in un corpo che ancora devi saperlo, vederlo o esserlo. Questa storia che esista l’illusione e l’assenza di pace è stata tutta una burla, chi vi ha detto che vi mancava il risveglio e che bisognava realizzarlo vi ha fregato. Ciò che sei non può essere perso né trovato. Tutto è verità, ed è senza coscienza di esserlo.

Vogliamo farla finita con questa storia che ciò che sei può anche essere perso? Non ci può essere uno stato in cui sei più in alto verso Dio o più in basso verso la materia, più vicino o più lontano dalla verità, in cui ce l'hai di più o ce l'hai di meno. L'amore, che è ciò che sei, è qualcosa in cui tutti gli stati che hai avuto, precedenti e futuri, dimorano, ciò che sei include tutto. La tua visione soggettiva, è vista dall'amore e quindi anche tutte le sensazioni, gli stati di coscienza che ha quell'ipotetica persona che sarebbe in questa prospettiva soggettiva è qualcosa che è visto dall'amore, è visto da ciò che sei. Non è la persona che acquisisce qualcosa e si avvicina o si allontana da ciò che sei, è sempre ciò che sei che regna in tutti i tempi passati e in tutti i futuri e in tutti i luoghi e questo "ciò che sei" non è mai percepito, perché chi percepisce è sempre la persona.

Ciò che sei è una cosa che è sempre di più rispetto a ciò che senti, vedi, percepisci, tocchi, odori, pensi. La sensazione di estasi, di gioia suprema con l'idillio dell'amore è solo l'ombra della luce e la luce non si può guardare, non si può percepire, non si può leccare, non si può odorare. Ciò che sei, ovvero la luce, è qualcosa di così grande, di così esteso, di così potente, di così profondo, immenso, ancestrale, senza limiti di piano, senza limiti di vibrazione, senza limiti di sostanza, di composizione, di definizione, in cui tutto ciò che è percepibile è limitato sentito e definito.

Tu esisti, ciò che sei esiste, l'esistenza c'è, ma ciò che è percepito è una piccola parte di ciò che sei. Lo stato di coscienza più elevato che l'uomo può raggiungere, che sente, che percepisce è solo una parte molto limitata di ciò che tu sei. Nessuna cosa vista, sentita, pensata, toccata, nessuna esperienza o sensazione definisce mai ciò che sei.

Pensiamo solo al fatto che ogni sensazione e percezione è sempre inserita in un contesto temporale, ciò che sei è completamente al di fuori della struttura mentale che crea il tempo, ciò che sei è “di più”. Non mettiamoci dal punto di vista che ci fa dire io sono una persona e ho avuto uno stato bello forte e un altro debole. Tu sei tutto, il “vero se”, e non succede mai di essere meno forte, meno presente, meno centrato ecc.. perché quella cosa che tu sei è un posto che sgretola veramente le definizioni e gli aggettivi, le condizioni, gli stati e i paragoni. E’ un posto che più ci si avvicina ad un aggettivo e più diventa fatto di luce e viene dimenticato.

Tu sei quello. Tu sei ciò che dissolve e disgrega, tu non sei la persona che si avvicina e si deve dissolvere. Tu non sei la persona che si deve risvegliare nell'assoluto, tu sei l'assoluto. Iniziamo ad avere un modo di parlare, se me lo permettete, vero e non bugiardo.

lunedì 25 settembre 2017

Non Avere Pregiudizi su di Te

DI MARCO CANESTRARI

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Lascia il tuo corpo e la tua mente
liberi da ogni giudizio

Liberi di avere
qualsiasi reazione automatica
Liberi di avere
qualsiasi pensiero, dolore o paura
Liberi di prendere qualsiasi strada
anche la meno sicura

Dimentica di giudicare
le azioni del corpo e della mente
Invece, dai fiducia a ciò che c’è
nella tua essenza eterna
Adesso dai fiducia
a ciò che sei veramente

Permetti ad ogni cosa in te, di esistere
Perché viene come amica, non come nemica.

venerdì 22 settembre 2017

Amore che Cerchi, Amore che Dai

DI MARCO CANESTRARI

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L’amore che sentiamo dagli altri
Verso le nostre paure...
E’ esattamente
L’amore che stiamo donando agli altri
Verso le loro paure.
Non ci sono due tipi di amore

L’amore di cui ti senti privato dal mondo
E’ l’amore che neghi a te stesso.
Non ci sono passi intermedi

giovedì 21 settembre 2017

Gli Occhiali Invisibili

DI MARCO CANESTRARI

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Osservare te stesso o un’altra persona
per riuscire a capire se ha l'ego o no
é come cercare gli occhiali mentre li stai indossando

L'unico posto in cui l'ego può esistere...
é negli occhiali del l'osservatore,
mai in ciò che si osserva

L’ego è la valutazione, il giudizio e il rifiuto
non ciò che è valutato, giudicato o rifiutato

L'ego é il sospetto
non ciò di cui si sospetta

mercoledì 20 settembre 2017

Amare Se Stessi è Una Ridicola Illusione

-Estratto dall’ultimo ritiro di Marco Canestrari a Udine-


Tu ami te stesso?

Quando dico che amo me stesso ciò che amo è un'idea di me stesso. Quando mi riconosco, ciò che riconosco è sempre un concetto, mai la realtà dei fatti. Tu sei la realtà e non la puoi riconoscere, tu sei la verità che si manifesta e non la puoi capire o sapere. Io parlo ma non so quello che dico, non vi do un insegnamento da ricordare e non sto portando avanti un sistema di idee o di pensieri.

Perché allora dici ti amo? Secondo quello che dici questa parola non dovrebbe avere senso, potremmo usarne anche un'altra.

Ciò che c'è non ha nessun nome. Nessuna parola è la realtà, né la parola "Amore", né la parola "Esistenza", né le parole "Ciò che c'è". Nemmeno le parole che io sto dicendo adesso sono la verità. Nessun concetto, simbolo o idea è mai questa esistenza viva e creativa. Questo non significa che le parole non vadano espresse, né che possano essere una minaccia. Usando le parole posso dire che “nessuna parola è la realtà”, che nessuna parola è in assoluto vera, ed è meraviglioso che io possa esprimere ciò. C’è qualcosa di profondo in questo.

Nessuna parola è vera ma i fatti si?

Il fatto certamente è la base da cui sorge la parola. E’ ciò che permette l'espressione di questa bocca che si muove e dice che la mente è piena di cazzate. La bocca che si muove e dice queste cose è vera. Il cervello e la scarica elettrica che porta questa informazione sono veri. Tutto ciò è vero e nessuna parola lo potrà mai ingabbiare, limitare o cogliere. Facciamo un ultimo scatto, andiamo un po' più avanti: Nessuna parola è vera ma la verità si può esprimere in maniera diretta e senza i filtri del passato anche con le parole. È la sorgente che è vera e che può parlare senza distorsioni. Ci può essere una sorgente che è specchio di se stessa senza interpretazioni o prospettive di sorta. E ci può essere un film che parla di una sorgente che non si vede, che è nascosta a se stessa e che cerca di fingersi un corpo/mente, un individuo, un soggetto. Ci può essere una tesi che sorge distorta, che parte dall’idea impossibile della separazione e dell’ego, oppure può parlare direttamente la verità.

È possibile riconoscere la sorgente che parla e si manifesta direttamente nelle parole di un essere umano?

È possibilissimo riconoscerla e l'unica maniera per riconoscerla è guardarsi ed essere la verità. Solo se tu sei la verità, se sei la fonte ti puoi riconoscere nell’altro. L'unica possibilità per scoprire se una persona è risvegliata o no è risvegliarsi perché tutte le altre interpretazioni sono invece fatte dalla prospettiva della tua mente con la tua specifica esperienza che non può mai vedere la verità. Non c'è nessun metodo per riconoscere la verità, tu puoi solo essere la verità.

venerdì 15 settembre 2017

Voglio la tua Rabbia, Voglio il tuo Fuoco

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"Non essere spirituale con me, amore mio.
Sii onesto invece!

Arrabbiati con me. Dimmi come ti senti realmente.
Dimmi quanto sei incazzato.
Grida. O piangi. Mostrami la tua vulnerabilità.
Esprimi ciò che è nel tuo cuore.
Dì la cosa sbagliata. Fai un casino.
Non mi importa. Possiamo ripulire dopo.
Voglio solo incontrarti. Adesso.

Non aspettare di avere le parole perfette.
Non aspettare che il tuo prezioso fuoco si spenga.
Le nostre lacrime si sono asciugate.
Non c'è vergogna nell'essere incasinati.
La rabbia non è 'non-spirituale'.
È bellezza. È potere

Voglio incontrarti oltre la maschera.
Oltre il bambino educato, la brava bambina.
L'allievo spirituale ben preparato.
Quello esperto. Quello calmo.
Quello a cui non è mai stato permesso di alzare la voce.

Voglio sentire le tue fottute fiamme!
Voglio sentire la tua verità!
La tua passione! Di cosa hai bisogno! Cosa desideri!
Le tue brame non corrisposte! Le tue speranze frustrate!

Non preoccuparti di ferirmi.
Permetti solo alla vita di parlare attraverso di te. Adesso.
Mi prenderò ogni responsabilità per il mio dolore.

Ti prego. Preferisco ricevere la tua rabbia pura ADESSO
che anni di storie, colpa, risentimento,
e aggressività passiva.

Fai cadere le stronzate spirituali.
Dimmi solo che cazzata ho fatto.

Porta tutto all’aperto
Non ti farò vergognare.

E potremo partire da lì.”

- Jeff Foster

venerdì 25 agosto 2017

I Risvegliati non si incazzano mai?

DI MARCO CANESTRARI


Amici, oggi pubblico per voi un piccolo estratto da una domanda che mi è stata fatta durante l’ultimo ritiro a Orte che offre chiaramente al pubblico una presenza pura e onesta, completamente libera dagli indottrinamenti mentali, “risveglio si”, “risveglio no”.

RISPOSTA - Io voglio portare avanti il messaggio che è solo in questo non sapere - se è meglio il risveglio del non risveglio - che trovi pace. Se invece tu lo già ti metti in movimento sapendo se è meglio o no il risveglio, allora non troverai pace in nessuna delle due destinazioni di arrivo, né nel risveglio, né nel non risveglio. Perché se la radice di partenza contiene mentalmente un giudizio allora anche i frutti di tale albero saranno proiezioni psicologiche della valutazione iniziale.

DOMANDA - Nel momento in cui non sai niente non sei già il risveglio ?
MARCO - si

DOMANDA - Quindi non sei arrabbiato?
MARCO - Perché no? Il risveglio è vedere. Non è essere “così” o “così”. Può anche capitare che non mi arrabbio mai, ma nel presente da cui parto io non mi sento proprio di togliermi questa ipotesi. Il mio stato d’animo non è rifiutare la rabbia ed è questo lo stato d’animo che porto in ogni ipotetico futuro.

DOMANDA - Nel momento in cui non la rifiuti non a stai avendo, e magari il momento dopo ce l’hai perché hai cominciato a rifiutarla, giusto?
MARCO - Ascolta questa risposta: Non si sa. Nessuno potrà mai saperlo. Quindi non puoi cercare il risveglio per smettere di arrabbiarti. Perché non c’è questa implicazione.

DOMANDA – Quindi non devi avere scopi?
MARCO - Ma no! Potresti anche averli, chi lo dice come devi essere? Non si sa niente su cosa essere e su come essere, niente. 

Orte, 2 Agosto 2017





venerdì 28 luglio 2017

Idioti Spirituali

DI MARCO CANESTRARI


Non travisiamo i messaggi della non dualità che dicono: tutto è già perfetto. Il miglioramento materiale esiste e la qualità della tua vita può migliorare immensamente a partire dal benessere fisico del tuo corpo fino al miglioramento dell'ambiente in cui vivi. Il miglioramento emotivo, psicologico e mentale esiste, è ciò a cui aspiriamo e può essere agevolato da cause esterne, come ad esempio l’aiuto di un amico.

Vivere in una famiglia che ti succhia energia costantemente sotto crollo nervoso, alla lunga può crearti un trauma e non è affatto la stessa cosa di vivere a contatto con persone che ti fanno del bene, magari in un ambiente silenzioso e immerso nella natura, donandoti pace, sicurezza e serenità. Fare un lavoro che ti stressa sotto il ricatto del mutuo da pagare non è la stessa cosa di vivere senza costrizioni, liberi e pieni di comfort.

A parte la ricerca spirituale, esistono condizioni di vita peggiori e migliori per te: mangiare merda, non é come mangiare cioccolata.

Il cosiddetto illuminato non mangia merda tutta la vita perché tutto è uno, non rimane fermo impassibile mentre tutti intorno si sparano, invece si sposta! Se ha una spina nel piede, agirà di conseguenza, come è naturale che sia. E’ l’amore che fluisce e si manifesta come vita libera e gioiosa.

Chiamiamo guarigione il passaggio epocale dal rimanere negli automatismi del mangiare merda al liberarsi e poi mangiare quello che ti pare. La guarigione esiste, sentiamoci dentro, non ci facciamo confondere da ciò che ci viene detto e miglioriamoci la vita. Non reprimiamo il nostro naturale istinto a stare meglio per seguire con la mente un ideologia non-duale interpretata male. Coprire i nostri istinti è l’ennesimo trucco della mente che blocca lo sviluppo della nostra innata energia autoguaritiva.

La guarigione esiste, ciò che non esiste invece, è il raggiungere Dio, perché non ne sei mai stato separato. E nel gioco di Dio, è incluso un periodo nel regno della materia in cui si cerca di migliorare le proprie condizioni, dall'uomo primitivo all'uomo tecnologico.

Guariamoci. Se ci riusciamo, facciamolo con la consapevolezza che non stiamo mai migliorando la nostra anima, ma comunque facciamolo! Svegliamoci, sblocchiamo l’energia, togliamo i coperchi al vedere, è finita l’epoca del reprimersi, viviamo.

mercoledì 26 luglio 2017

Che cos'è la Presenza

DI MARCO CANESTRARI


Sui testi di spiritualità si parla tanto di presenza, però è anche vero che se ascoltiamo l’opinione delle persone ognuno ha la sua idea soggettiva e personalissima su cosa sia la presenza.

La presenza è un tipo di chiarezza che possiamo avere sul fatto che la mente non parla mai di ciò che è reale. Non facciamo confusione, non sto dicendo che non bisogna avere pensieri, sto dicendo che possiamo avere chiarezza sul fatto che i pensieri non descrivono ciò che c’è.

Questa chiarezza è qualcosa che abbiamo tutti, in maniera innata, che è un richiamo, un attrattiva che viene dal profondo del nostro essere verso la verità. Ed essa non viene cancellata dalle idee, dai pensieri, da qualunque attività o da qualunque coscienza che abbiamo delle cose.

Quando la presenza è poca, solo per capirci, allora si ha la concreta illusione che le idee, le opinioni, le posizioni mentali, i punti di vista che sosteniamo, siano veri. Quando la presenza è poca, la consapevolezza scompare nel racconto che viene fatto dalla mente, e crede che quello che dice la mente sia vero. Ad esempio una persona con un attacco di panico che crede ciecamente al pericolo descritto dalla sua mente, anche se quel pericolo è inesistente, ha poca presenza.





mercoledì 19 luglio 2017

Come Farsi Amare

DI MARCO CANESTRARI


Solo se sono amato per ciò che sono, senza veli e senza maschere, allora posso dire di essere amato veramente. Se io sono amato per la mia personalità, per i miei condizionamenti e per i miei pensieri, allora ciò che è amata è una sovrastruttura. E’ come essere amati per il proprio taglio di capelli, è un amore superficiale e passeggero che non ci basta.

Noi per cosa vogliamo essere amati? Per la nostra essenza o per il nostro vestito? Scegliamo di mostrare il nostro cuore a nudo, esposto alla luce senza coperture, oppure preferiamo fare vedere le conclusioni, i pensieri e i ragionamenti che lo mascherano?

E’ a partire da questa scelta che noi sentiremo l’amore o no. Se io parteggio per il vestito, ovvero per la struttura dell’individuo e della personalità, ad esempio dicendo: “hai visto che poesie profonde che scrivo?”, oppure se dico: "hai visto come sono dolce, gentile, forte e bello?”, oppure: “hai visto come sono ricco posseggo un orologio Rolex”, allora sto suggerendo agli altri di guardare la superficie, che sia quella estetica oppure quella dello status sociale oppure quella delle capacità razionali o delle reazioni inconsce ed istintive. Sto comunque suggerendo alle persone di guardare dei meccanismi sovracostruiti, di guardare le espressioni che partono dai miei condizionamenti, dalle mie esperienze, dalle mie conclusioni, dal mio pensiero. Sto sperando, cioè, che il mondo guardi lontano dal mio cuore.

Per quale motivo lo facciamo? Perché mi faccio guardare il Rolex? Perché immagino che senza Rolex, senza il vestito della mia personalità, senza l'estetica, senza i miei possedimenti, senza le mie capacità ed esperienze, io non avrei molto di buono da mostrare e nessuno avrebbe motivi sufficienti per amarmi. In sostanza metto avanti cose che immagino attraggano più amore di quanto io possa farlo senza effetti speciali aggiunti.

Ma cosa accade negli altri quando io voglio che mi guardino il vestito? Osserviamo bene questo punto perché è il più importante. Se io supporto la mia parte più superficiale l'altra persona lo sente, capisce che cerco rassicurazioni e gratificazioni nella copertura che mando avanti e quindi sta sentendo che non sono sicuro che ciò che sono sia degno di amore, che non sono pienamente soddisfatto di ciò che sono, che non mi amo pienamente per come sono. L’altra persona vede che sto mandando il messaggio: “non amarmi, guarda fuori di me perché io dentro faccio schifo”.

Ma se noi siamo i primi a scoraggiare il nostro prossimo ad amarci, mostrando di non essere ben poggiati in ciò che siamo, allora è facile che l'altra persona specie se già è un po' timida e pensa di non essere bastante né sufficientemente amorevole, preferisca chiudersi e non rischiare di avvicinarsi a qualcosa che abbiamo dichiarato brutto dall’inizio.

Quando capiamo che tutto questo coprire non ci porta amore allora diminuisce l'energia e lo sforzo, l'impegno e la volontà, l’importanza e l’attenzione che noi dedichiamo alla costruzione e alla difesa della personalità e di tutte quelle strutture che definiscono il “me”.

Stiamo scoprendo come ci vivono gli altri quando noi non siamo noi stessi ovvero quando ci presentiamo come se fossimo un ego. Un ego, una persona, un “io” è difficilmente amabile, perché vorrebbe che la comunicazione fosse basata principalmente sulla sua esteriorità. L’unica vera comunicazione invece, è quella che avviene quando l’impero esteriore è decaduto. L’unico amore è quello rimane quando tutti i nostri possessi sono andati perduti. L’unico amore è verso ciò che rimane di noi quando i nostri vestiti sono andati in fiamme, la barca affondata e siamo naufragati sull’isola deserta senza nulla addosso.

Se mostriamo che stiamo comodi e sereni, anche senza pelle, così come siamo, se mostro che mi piaccio ben radicato nella presenza di ciò che sono senza dover fuggire, se mostro che non ho bisogno di mettere un cappello, i baffi finti o una maschera per stare a mio agio, allora infondo fiducia all'altra persona. Sto dicendo: non ho bisogno di fuggire perché sono fatto bene dentro, puoi aprirti a me e guardarmi tranquillamente fino in fondo.

Noi diamo fiducia al nostro prossimo solo nel momento che siamo i primi a darcela, il mondo si adatterà di conseguenza. Se io supporto il mio vero cuore, allora sto creando una fiducia in cui l'altra persona è attratta a guardare ciò che ho dentro e non la superficie. Ed è in questo rapporto di fiducia che l’altra persona avrà la possibilità di scoprire l’amore per se stessa perché scopre che nell’aprirsi non c’è pericolo. Risvegliare me è risvegliare il mondo.

Solo quando due persone hanno pieno amore per se stessi, allora può esistere un vero rapporto, e si incontrano nell’unico luogo dove ci può essere una vera comunicazione, nella visione chiara che non c’è separazione fra di loro.





Aforisma su Mente e Cuore

DI MARCO CANESTRARI


Le cose non vanno dove la tua mente vuole spingerle
Le cose confluiscono dove il tuo cuore è già...

Marco Canestrari





mercoledì 12 luglio 2017

Il Risveglio Non Esiste

DI MARCO CANESTRARI


Dissolviamo ogni ricerca verso un immaginario risveglio e facciamo finire tutti i conflitti, interiori ed esteriori, spinti dall’aspirazione spirituale.

Facciamo finire ogni guerra. Facciamo finire la guerra fra i non-risvegliati e i risvegliati, fra quelli cosiddetti che vivrebbero nel buio dell’incoscienza e quelli invece che sono, percepiscono, realizzano l’interezza, la consapevolezza, la purezza, la luce.

L’idea che ci sia una persona risvegliata ha la stessa mancanza di basi dell’idea che esista una persona meno fortunata che debba ancora risvegliarsi e che quindi viva nel disagio e nell’insofferenza. Il risveglio non può essere mai applicato ad una persona, il risveglio è la naturale ovvietà, non colta o realizzata da un individuo, che quelle che si pensava fossero delle persone sono solo delle storie che parlano di persone, le quali sperimenterebbero gli avvenimenti e i vari stati d’animo e di coscienza.

Non esistono due mondi, di cui uno risvegliato e uno non risvegliato
Non esiste una differenza effettiva di condizioni, di cui una un po’ migliore e una un po’ peggiore

Tu sei precedente al tempo e a tutti i suoi cambiamenti
Tu sei precedente a qualsiasi film o personaggio

Nessuno si è mai risvegliato
E nessuno si deve ancora risvegliare

Solo l’ignoranza parla di risveglio
Solo la persona parla di risveglio
e tu non sei una persona.

Spazziamo via tutto il vecchio dalla spiritualità



martedì 11 luglio 2017

SFATIAMO IL MITO CHE AVERE VISIBILITA’ SIA POCO SPIRITUALE

DI MARCO CANESTRARI

visibilità

Ho deciso di dare voce ad un messaggio di critica arrivatomi dal web per spiegare meglio a tutti i lettori ciò che sto facendo.

CRITICA DAL WEB: Sono contrario alle persone che si fanno forti di avere un seguito grande ed un ascolto grande, perché tali approcci possono essere condizionanti e devianti specie se usati per un proprio scopo personale. Rimango fedele alla verità non ostentata, dove si porta avanti il proprio messaggio senza curarsi degli altri o sputtanarli. Volevo sapere la tua posizione riguardo a ciò.

RISPOSTA: Affrontiamo prima di tutto l’idea ammuffita che sia brutto, poco spirituale o ingiusto avere un grande seguito o grandi ascolti. Capisco che si possa provenire da esperienze in cui la visibilità è stata utilizzata male, prima fra tutti il cattivo esempio della televisione, in cui si cerca visibilità per portare avanti degli scopi che contribuiscono a mantenere la popolazione divisa, ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, perché non è mai la visibilità in se stessa che deve essere combattuta. Chiariamoci le idee: se esiste un male in un messaggio con alta visibilità, non è nella visibilità in sè il male, ma nel contenuto del messaggio. Infatti se esiste un bene di utilità collettiva nel contenuto di un messaggio, allora la visibilità non fa altro che estendere questo bene.

Nel progressivo evolvere della coscienza dell’uomo, tutte le risorse del pianeta, a partire dalle loro radici, ovvero dalle approvazioni, dai consensi e dai voti, verranno, piano piano, riequilbrate passando dai politici e da chi le usa a fini non etici, per essere spostate verso messaggi e attività che facciano fiorire tutto ciò che ci serve in ogni determinata circostanza (salute, informazione, trasparenza, libertà ecc..). Tutti dovremmo collaborare, ognuno secondo le proprie possibilità, a questa crescita di portata sociale.

E’ una grazia avere la capacità e la potenza di cambiare le cose da zero, come ho fatto io ad esempio o come molti altri, partendo solamente da una connessione Internet e senza investimenti iniziali. Saper creare dal nulla e senza aiuti un proprio progetto (una comunità con una altissima qualità della vita, un lavoro etico per sé stessi ed anche creare posti di lavoro per altri, una struttura che organizza eventi su scala nazionale, dei canali in rete con un seguito e una visibilità ecc.) è la base dello sviluppo dell'intelligenza collettiva e andrebbe insegnato a tutti come farlo per poi portare avanti ognuno la sua idea. Non freniamole queste iniziative libere, supportiamole! O ancora meglio, se abbiamo le capacità e la visione d'insieme per farle, allora facciamole noi stessi senza ostacolare quelle degli altri. Rinnoviamo completamente i modi di fare spiritualità ma anche comunicazione, condivisione e fratellanza, iniziando dal basso per contribuire verso tutti.

L'innovazione non è da tutti, ma quando è sana, agisce a favore di tutti.

Naturalmente il canale di comunicazione e la sua forma dipende anche dalla portata del messaggio, se uno ha un messaggio che è utile solo alla propria cerchia familiare allora non si ha necessità di creare dei canali di comunicazione ampi, si fa una riunione di famiglia e a cena se ne parla tutti insieme. Se invece un messaggio è indirizzato a tutti allora lo sviluppo di canali di comunicazione diversi è necessario, se ad esempio uno conoscesse la formula magica che fa sparire all’istante la fame nel mondo, allora tale conoscenza, senza gli strumenti adeguati per diffonderla rimarrebbe una lettera morta. Ovviamente non basta la visibilità per apportare soluzioni, ma è certamente vero che se manca la diffusione per fare conoscere un dato messaggio, allora anche la soluzione più geniale rimane chiusa in casa tua e non arriva al destinatario. La capacità di fare arrivare la soluzione a destinazione è importante tanto quanto la capacità di trovare una soluzione.

Tu suggerisci di non curarmi di chi taglia la possibilità all'ascoltatore di ricevere il mio messaggio e di curarmi solo del contenuto del messaggio. Il fatto è che senza agire prima sulla censura, non ci sarebbe proprio più un messaggio che arriva a qualcuno. Insegniamo le priorità su come si comunica: Prima si elimina la censura, e solo dopo ci si occupa dei vari contenuti dei messaggi e si possono fare confronti e dibattiti reali, altrimenti sarebbe come prepararsi per settimane per tenere un concerto rock e poi avere i microfoni spenti.

Che non bisogna ostacolare l'espansione di un messaggio contrario al tuo è vero, e quando questa censura accade, va fatta vedere comunicandolo con trasparenza a tutti. Comunicare l’esistenza della censura non è battibecco, e chi lo fa non sta sullo stesso piano di chi censura. Per quanto riguarda il mio ultimo post a cui fai riferimento dove porto alla luce alcune dinamiche di censura, è importante capire che l’azione di dire a tutti che qualcuno ti censura con avvertimenti tipo: "Stai alla larga dagli eventi di Marco", non è sputtanare, è invece affetto. Affetto, cura e vicinanza verso te stesso, verso chi non riceve il messaggio e anche verso i fantasmi mentali di chi ti ha censurato. E’ il coraggioso inizio della libertà, è esprimersi verso una soluzione invece che lasciare tutto nell'omertà, è l’apertura dei flussi comunicativi a vantaggio di tutti. Non fatevi mischiare le carte in tavola su queste cose e insegniamo queste differenze sostanziali. Esplicitare dove c’è stata censura è meraviglioso e bisognerebbe che tutti lo facessimo: prendere coraggio e combattere l'omertà a favore della libertà di accesso a tutti a qualunque informazione, anche contraria alla propria tesi.

E per fare questo è necessario saper creare delle strutture di diffusione delle informazioni, da qui l'importanza di saper creare visibilità dal nulla. Altrimenti alcuni non avrebbero accesso ad un certo tipo di informazione senza nemmeno sapere che tale informazione esiste ed è stata allontanata. Io rivelerò sempre dove c'è censura e dove ci sono messaggi volti a non fare ascoltare un contenuto diverso dal proprio, e vorrei che tutti lo facessero, anche verso di me naturalmente! Andate ad ascoltare tutte le campane che volete e la verità, quella vera, se ne farà forte, non viene danneggiata o indebolita da vedere tutto ciò che c'è. E se ad esempio una volta qualcuno a causa mia non fosse andato ad ascoltare un altro perché ha immaginato che io non volessi, mi farebbe molto piacere che la cosa fosse chiarita per poter ribadire: ascolta tutti quelli che ti senti di ascoltare senza mai farti censurare da nessuno, compreso da me. Portiamo avanti tutti insieme questo di messaggio che è alla base del comunicare civile.

E non c'è male nell'usare le parole per un proprio scopo. In questo meraviglioso viaggio che l’umanità sta facendo verso il conoscere se stessi, vanno promosse tutte le attività libere, anche che abbiano uno scopo mentale, e anche che abbiano dei ritorni e vantaggi e piaceri personali, purché siano etiche, trasparenti e magari anche che portino un briciolo di vantaggio a livello sociale, anche solo un piccolo vantaggio in forma di idea o stimolo agli altri. Se tu fai una cosa che ti fa stare bene e ti porta benessere a livello personale, io l'appoggio e mi fa piacere, e se poi è anche un pizzico costruttiva ed etica, socialmente utile e favorisce lo sviluppo della comunicazione trasparente, allora mi fa piacere ancora di più, sia se ti occupi di botanica, di astrofisica, di economia o di cinema. E la mia approvazione alla tua idea contribuisce alla creazione di un mondo che facilità il benessere collettivo, perché il mondo in grande è la rappresentazione di tutti i nostri consensi, opinioni, aspirazioni, desideri e anche solo il mio piccolo consenso è un passo in più verso il cambiamento su scala globale. Apriamo le coscienze da queste gabbie mentali che le hanno imprigionate per decenni.

La verità, tu dici, non dovrebbe essere ostentata. Non è così, perché la verità non ha regole e non segue questi dettami. Capisco che ci vuole un po' per staccarsi dalle proprie preferenze di facciata e che è inconsueto trovare verità espresse nella maniera in cui faccio io, in contesti completamente estranei a quelli in cui siamo stati abituati finora a trovarla. Ma la verità, se è vera, rimane tale anche in parole ostentate e venditrici, rimane vera detta in una diretta comica o in un satsang, rimane vera sia se detta da un malato psichiatrico sia da un premio Nobel, rimane vera sia se gridata sia se taciuta. Se invece un contenuto non è vero allora in quelle parole non c'è verità nemmeno se vengono dette nell'atmosfera sacra di un antico monastero al cospetto dei più saggi del mondo.

Quello che sto portando avanti, sia con le mie dirette comiche che con gli eventi seri, è un messaggio benefico che stimola lo staccarsi dalla superficie, che insegna a non guardare il vestito ma la sostanza, perché non è mai il vestito a decretare se il contenuto è vero e non è mai il vestito a poter decretare che un contenuto è falso.

MARCO CANESTRARI