martedì 27 febbraio 2018

Bisogna Agire per Se Stessi o Per il Bene degli Altri?

DI MARCO CANESTRARI

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Sempre più persone si stanno rendendo conto dei limiti di una visione esclusivamente egocentrica della propria esistenza. Quella, per intenderci che in nome della libertà individuale esclude ogni tipo di responsabilità verso gli altri.

Questo modo sbilanciato di concepire la vita determina, alla lunga, una sfrenata rincorsa al potere dell’uomo sull’uomo. Un ambiente competitivo e non sereno dove l’individuo per potersi garantire il suo spazio vitale è portato ad entrare nel meccanismo di volere andare avanti anche a scapito degli altri. Su scala planetaria si evidenzierà chiaramente questo desiderio di accumulare sempre più potere sugli altri, troveremo, infatti, gruppi privati con poteri economici superiori a quelli di interi stati, e contemporaneamente decine di migliaia di bambini che muoiono al giorno per problemi legati alla povertà (circa la metà dei decessi avviene per fame). Il modo attuale di vivere, anche a livello economico, inizia ad evidenziare delle grosse crepe. D’altro canto ogni altro modello che abbiamo avuto nella nostra storia, dove l’uomo veniva, per legge, mutilato dei suoi istinti individuali e reso subordinato ad un sistema superiore che avrebbe dovuto garantire il “bene collettivo”, ha fallito miseramente. Ogni modello e sistema che vogliamo proporre pian piano si adatta e viene fagocitato dall’istinto egocentrico insito nell'uomo.

Allora cosa bisogna fare? L’errore non è nell’istinto individuale e nemmeno nella sensibilità collettiva, l’errore consiste sempre nel trascurare una cosa a favore dell’altra.  L’egocentrismo, quello della massima libertà, che però non prende in considerazione la collettività nel complesso porta ad una degenerazione dei valori fino ad una ricerca sfrenata di potere. Invece l’imposizione di attività collettive che trascurino l’enorme energia portata dall’appagamento personale, vengono presto accantonate e sostituite da altre più forti e soddisfacenti.

Bisogna avere una visione d’insieme della vita come individuale e collettiva allo stesso tempo. Iniziamo allora a non demonizzare l’attività individuale, che è una delle spinte fondamentali dell’uomo. Attingiamo invece energia da essa e sfruttiamola per migliorare anche la qualità della vita a livello collettivo. Un sistema basato su freni e limitazioni non potrà mai competere contro un altro pieno di energia. Educhiamoci allora a liberare l'energia di ogni individuo e ad utilizzarla costruttivamente. La soluzione sta nel favorire le iniziative che esaltino l’essere umano i cui progetti non vadano in contrasto con le esigenze degli altri uomini e con i loro diritti. Cerchiamo, promuoviamo e incoraggiamo tutte le attività a vantaggio personale che producano anche effetti positivi a livello collettivo. Innalziamo la nostra qualità della vita e anche quella di tutti gli altri, mettiamoci in prima linea per gettare le basi di una rincorsa verso il positivo dove tutti vincano.

Non trascuriamo nessuno dei due aspetti: il naturale istinto dell’individualità, della ricerca di sicurezza e di piacere personale, ed anche la naturale sensibilità che ci porta ad avere una responsabilità sociale.

giovedì 22 febbraio 2018

Ciò che non Accettiamo

DI MARCO CANESTRARI

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Ciò che soggettivamente non accettiamo rappresenta per la persona il suo richiamo, o i suoi richiami, al risveglio.

Perché evidenzia gli aspetti interiori che non abbiamo voluto vedere. Quel "fastidio" porterà alla luce prima o poi, ciò che abbiamo voluto da sempre trascurare, il fatto cioè, che siamo noi in resistenza e la causa di questa resistenza non è affatto esterna, come invece la mente vorrebbe farci credere dando attenzione ai suoi deliri e ragionamenti.

Una volta centrati, e senza più scusanti esterne, senza più proiezioni nè giustificazioni per la nostra chiusura, difesa o non accettazione, la prima parte del gioco è fatta. Da li crollerà tutto, in un lasciarsi andare dove non c'è più nessun capro espiatorio, nessun, nemico esterno, nessun rancore o giusta vendetta, nessuna colpa da vendicare.

Centrarsi nel nostro primo rifiuto e separazione è il filo che tirandolo fa srotolare tutta la matassa. Onestà, autenticità e trasparenza, soprattutto verso ciò che per noi è intollerabile: che non c'è mai stato nessun male all'esterno che noi non abbiamo generato.

Marco Canestrari

mercoledì 31 gennaio 2018

Fidati del Presente

DI MARCO CANESTRARI


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Il Futuro può essere traditore,
Può contenere l'incertezza e il dubbio.

Tu fidati del Presente
Una volta che il tuo cuore é poggiato in quel luogo,
É poggiato dappertutto.

Marco Canestrari