martedì 27 gennaio 2015

Insegnare dalla Fonte. Domanda a Marco Canestrari

DI MARCO CANESTRARI


D: Ormai sono alcuni anni che dai degli insegnamenti e molte persone ti seguono. Se il tuo stato di coscienza non è costante, ma hai degli stati più o meno intensi come tu sostieni, non rischi di insegnare qualcosa di errato?

M: Da alcuni anni ho degli stati di coscienza, sempre più frequenti, sempre più profondi, sempre più lunghi dove, diciamo a parole semplici, c’è chiarezza. Da un punto di vista temporale può essere osservata una progressione rapida verso una direzione ben precisa. Da un punto di vista oggettivo invece, quando mi trovo in quel “posto”, passatemi il termine, c’è la consapevolezza evidente che non sono mai esistiti stati o condizioni, ci si trova nell’eternità e si ha una visione chiara di tutti i tempi, tenendo fra le braccia tutti i periodi storici, dal periodo dei dinosauri, fino a tutto il futuro dell’umanità. Non so cosa sarà accaduto e che tipo di consapevolezza avrò quando sarà pubblicato ciò che scrivo ora, dato che i miei cambiamenti sono continui e giornalieri da anni. Ogni giorno penso che ciò che sto vivendo è una cosa così bella che non raggiungerò mai più ed il giorno dopo invece ho uno stato ancora più elevato. In ogni caso la direzione è segnata ed è meravigliosa.

Ho la possibilità di avere accesso alla Fonte, se così vogliamo chiamarla, ovvero di mettermi in una posizione dove la mia mentre è centrata e completamente trasparente a ciò che accade, senza più filtri ne interpretazioni. Questa possibilità è costante e non dipende dallo stato di consapevolezza da cui parto, posso farlo in qualsiasi momento e per questo posso sempre insegnare in maniera efficace. In questo modo ho la possibilità di osservare le domande del mondo e di avere accesso ad ogni possibile risposta, sia generale che particolare. Mi metto all’interno di chi fa la domanda, leggendo l’esigenza reale oltre le parole che vengono dette, e do la risposta. Quando faccio questo, io sono la mente universale di tutti, il cuore del mondo, e tutto il processo avviene senza la minima ideazione o pensiero all’interno della mia mente. Non confondiamoci però, la consapevolezza è presente e c’è la completa chiarezza di tutto ciò che accade e che accadrà, e di tutte le basi errate di ogni pensiero. E’ per questo che i pensieri sono assenti nella mia mente, appunto perché sono visti come errati e contraddittori, tutti. In quei momenti il conosciuto è assente in me perché sono consapevole che non mi serve. Questa possibilità ce l’ho sempre e ogni volta che voglio insegnare accedo in questo stato e insegno parlando per la Fonte e non per Marco Canestrari. In questo stato non c’è mai il rischio che insegni qualcosa di errato, fermo restando che a me piace molto se si mette in discussione tutto ciò che dico, con volontà costruttiva s’intende. Più si fanno domande, più l’insegnamento si rivela valido e di spessore. Questo accedere alla fonte non è una cosa che avviene nelle ultime fasi del risveglio, anzi è una cosa che può avvenire relativamente all’inizio. Per accedere non è richiesto un particolare stato d’animo, non bisogna entrarci da uno stato meditativo particolare, infatti è possibile accedere alla fonte, anche ad esempio in uno stato di rabbia. Ci sono varie persone che sostengono di fare questo, ad esempio Neale Donald Walsh di "Conversazioni con Dio", oppure Helen Schucman di “Un corso in miracoli”, come anche Eckart Tolle. Prima di avere io stesso questi “accessi” credevo, come molti, che fosse impossibile e che tutte queste persone fossero degli impostori, ma da quando ho iniziato ad averli io mi sono ricreduto. Ognuno può interpretare la cosa nel modo che vuole, e dargli i nomi che vuole: Dio, Spiriti, Intelligenza, Fonte, Natura, Mente Universale, Piani Astratti ecc… però il fatto esiste. E’ possibile accedere a questa intelligenza estremamente superiore a quella dell’ego ed è un aiuto poderoso per chiunque che rende molto più facile e veloce ogni percorso di risveglio. E’ possibile insegnare a fare ciò ed io ho iniziato a farlo.

RISPOSTA: SI PUO’ INSEGNARE ACCEDENDO ALLA FONTE A PARTIRE DA QUALSIASI STATO DI COSCIENZA INIZIALE

giovedì 22 gennaio 2015

È giusto seguire le proprie emozioni? Domanda a Marco Canestrari

DI MARCO CANESTRARI


Cosa sono le emozioni? E' giusto seguirle come guida o è meglio seguire la ragione?
Marco Canestrari risponde con un breve video in alta qualità.

martedì 20 gennaio 2015

Cosa È Bene per Me? Domanda a Marco Canestrari

DI MARCO CANESTRARI


Domanda - Come faccio a distinguere ciò che mi piace da ciò che è bene per me? Tu dici di fare come ci pare, di fare quello che ci va e ci piace in piena libertà ma alcune delle cose che mi piacciono hanno conseguenze che a lungo termine non sono positive.

Marco: In realtà non ti stai mai preoccupando del tuo bene ma solo di qualche idea a cui dai più valore di altre. Dal punto di vista in cui ti poni mentre fai la domanda, ogni tua scelta è sempre fra vari tipi di piacere, ovvero fra varie opzioni, che possono essere più o meno astratte, a cui ci leghi una tua preferenza soggettiva. Non esiste alcun tipo di scelta da attuare fra il piacere ed il “bene oggettivo”, perché non esiste un “male oggettivo”. Quando vi dico di fare come vi pare non va preso come un ordine, ma come una indicazione a comprendere che non potete fare diversamente. In ogni circostanza e momento state sempre facendo ciò che volete e lo state facendo in completa libertà. Siamo noi che liberamente scegliamo in quali scopi e attività investire. Ad esempio possiamo avere voglia di mangiare troppa cioccolata pur sapendo che in futuro diventeremo grassi. D’altro canto, se scegliamo una pianificazione molto strutturata della nostra vita, perseguendo traguardi a lungo termine, ci troveremo spesso in condizioni di dover reprimere e trascurare molti dei nostri desideri quotidiani. Ad esempio decidiamo che vogliamo diventare una persona ricca facendo continui sacrifici personali. Il problema non è di scegliere fra il piacere a breve termine o a lungo termine. Il perseguimento del piacere, di qualunque tipo si tratti è sempre legato allo alla paura ed al dolore: abbiamo paura che l’evento che ci provoca piacere possa non verificarsi, quindi ci impegniamo e sforziamo per ottenerlo, e una volta raggiunta la situazione desiderata abbiamo paura che non duri abbastanza o che potremmo perderla. Il piacere però, non è l’unico mondo possibile. Se vogliamo anche qui in completa libertà, possiamo comprendere l’intera struttura del piacere e del dolore e non supportarla più. Ci troveremo così in un mondo dove non esiste una legge che ci dice cosa è bene per noi e nemmeno una legge che ci imponga ciò che male per noi. Un mondo completamente libero da etichette e regole dove non esiste morte ne danno.  

RISPOSTA: NON POTETE FARE ALTRO CHE CONTINUARE A FARE COME VI PARE, NEL MENTRE, COMPRENDETE L’INTERA STRUTTURA DEL PIACERE E VEDRETE CHE NON ESISTE IL MALE, NULLA VIENE INDEBOLITO E NULLA MUORE.
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