domenica 13 gennaio 2019

IL METODO DELL'ALLINEAMENTO AL SÈ SUPERIORE

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L”Allineamento Integrale al Vero Sé” è il Metodo che porta il RISVEGLIO nella vita quotidiana. Quello che manca da sempre ai percorsi spirituali più diffusi, ovvero un ponte solido e facile da percorrere che unirà la tua vita, in ogni suo più piccolo dettaglio, all’energia infinita del divino. Un pass per entrare in quel mondo di beatitudine e meraviglia che abbiamo visto nei maestri di tutti i tempi, partendo direttamente dal luogo che più ci è familiare: il nostro mondo personale e senza sacrificare nulla di noi.

NON È TEORIA, non devi studiare o imparare nozioni, l’allineamento è fatto di piccole rivoluzioni concrete che ti permettono il passaggio dalla prospettiva egoica (giudizio, colpa, proiezione, insoddisfazione) alla prospettiva del sé superiore che è sempre presente e vede ogni cosa.

NON E’ IL SOLITO CORSO PREREGISTRATO:

La WEB ACADEMY DI RISVEGLIO Non è il solito corso preregistrato, Marco Canestrari sarà dal vivo con te seguendo una classe. Interazione diretta, Domande ed esercizi comodamente seguendo da casa ogni mercoledì alle 21 (molti seguono la lezione in differita quando vogliono se non puoi essere presente il mercoledì).

PRESENTAZIONE INTEGRALE DEL METODO DELL’ALLINEAMENTO

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Il Principio alla base dell’allineamento è che NON SIAMO MAI INFELICI PER IL MOTIVO CHE CREDIAMO: Non soffriamo mai perché succede qualcosa di brutto nel mondo noi soffriamo perché non ci piacciamo. Ogni tipo di infelicità nasce dal fatto che non siamo in pace con noi stessi, che non ci piace come siamo: che non ci piace come ci comportiamo, come reagiamo, come ci sentiamo, cosa stiamo desiderando.

Non è mai l’emozione a fare male
ma la resistenza che facciamo per negarla

Quando abbiamo un’emozione che non ci piace e che ci sembra di subire contro la nostra volontà, allora stiamo sperimentando un’emozione bloccata e non allineata. Finché l’emozione è bloccata, noi non abbiamo scelta sull’emozione, anzi, più la rifiutiamo più la stiamo rafforzando. L’allineamento consiste nel togliere il freno all’emozione e finalmente liberarla, lasciarla essere ciò che è scoprendo un immensa pace che si libera.

IN COSA CONSISTE PRATICAMENTE: Semplice! Una serie di domande che si ripetono in cicli e che puoi praticare da solo senza dipendere da nessuno. Uno strumento eccezionale in grado di portare sollievo rapidamente e di scardinare con il tempo anche i problemi emotivi più grandi, avvicinandosi, mano mano che si pratica, allo stato di pace.


I BENEFICI CONCRETI DELL’ALLINEAMENTO

COSA ASPETTARSI DALLA PRATICA COSTANTE - Ecco una breve lista di benefici fisici ed emotivi che puoi aspettarti..

>>> SERENITA’: Avere accesso a una gamma più ampia di emozioni fino a quelle superiori. Avere più calma, serenità ed elasticità nelle attività quotidiane, Aumentare il buon umore e ridurre l’ansia. Maggiore forza e tolleranza nelle situazioni di sofferenza

>>> LIBERTA’: Maggiore libertà di cambiare i propri comportamenti, Aumenta la libertà dai condizionamenti automatici e dai traumi, Comunicare in maniera più aperta e con più empatia,

>>> PIENEZZA: Essere sempre più te stesso, Accettare meglio se stessi e gli altri per come sono, Migliora la capacità di dire No senza sentirsi in colpa, Diminuisce il rimuginare, l’accusare e il lottare, Fare più cose che ti appagano, che ti ricaricano, che ti portano libertà e benessere, veramente invece che cose che ti indeboliscono

>>> RELAZIONI: Conoscere e relazionarci meglio con le nostre emozioni, Saper riconoscere meglio i nostri bisogni ed esprimerli più facilmente, Migliora la consapevolezza delle proprie attività inconsce

GLI STATI SUPERIORI DELL’ESSERE: Ma oltre, ad avere effetti molti benefici sulla tua interiorità, il metodo dell’allineamento, è un metodo profondo e ti farà facilmente sperimentare molti stati superiori dell’essere. Molti potranno sperimentare concretamente di essere entrati in uno stato superiore che possiamo descrivere a parola come pace, amore, benessere, senso di illimitatezza, di stare al sicuro.


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martedì 27 febbraio 2018

Bisogna Agire per Se Stessi o Per il Bene degli Altri?

DI MARCO CANESTRARI

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Sempre più persone si stanno rendendo conto dei limiti di una visione esclusivamente egocentrica della propria esistenza. Quella, per intenderci che in nome della libertà individuale esclude ogni tipo di responsabilità verso gli altri.

Questo modo sbilanciato di concepire la vita determina, alla lunga, una sfrenata rincorsa al potere dell’uomo sull’uomo. Un ambiente competitivo e non sereno dove l’individuo per potersi garantire il suo spazio vitale è portato ad entrare nel meccanismo di volere andare avanti anche a scapito degli altri. Su scala planetaria si evidenzierà chiaramente questo desiderio di accumulare sempre più potere sugli altri, troveremo, infatti, gruppi privati con poteri economici superiori a quelli di interi stati, e contemporaneamente decine di migliaia di bambini che muoiono al giorno per problemi legati alla povertà (circa la metà dei decessi avviene per fame). Il modo attuale di vivere, anche a livello economico, inizia ad evidenziare delle grosse crepe. D’altro canto ogni altro modello che abbiamo avuto nella nostra storia, dove l’uomo veniva, per legge, mutilato dei suoi istinti individuali e reso subordinato ad un sistema superiore che avrebbe dovuto garantire il “bene collettivo”, ha fallito miseramente. Ogni modello e sistema che vogliamo proporre pian piano si adatta e viene fagocitato dall’istinto egocentrico insito nell'uomo.

Allora cosa bisogna fare? L’errore non è nell’istinto individuale e nemmeno nella sensibilità collettiva, l’errore consiste sempre nel trascurare una cosa a favore dell’altra.  L’egocentrismo, quello della massima libertà, che però non prende in considerazione la collettività nel complesso porta ad una degenerazione dei valori fino ad una ricerca sfrenata di potere. Invece l’imposizione di attività collettive che trascurino l’enorme energia portata dall’appagamento personale, vengono presto accantonate e sostituite da altre più forti e soddisfacenti.

Bisogna avere una visione d’insieme della vita come individuale e collettiva allo stesso tempo. Iniziamo allora a non demonizzare l’attività individuale, che è una delle spinte fondamentali dell’uomo. Attingiamo invece energia da essa e sfruttiamola per migliorare anche la qualità della vita a livello collettivo. Un sistema basato su freni e limitazioni non potrà mai competere contro un altro pieno di energia. Educhiamoci allora a liberare l'energia di ogni individuo e ad utilizzarla costruttivamente. La soluzione sta nel favorire le iniziative che esaltino l’essere umano i cui progetti non vadano in contrasto con le esigenze degli altri uomini e con i loro diritti. Cerchiamo, promuoviamo e incoraggiamo tutte le attività a vantaggio personale che producano anche effetti positivi a livello collettivo. Innalziamo la nostra qualità della vita e anche quella di tutti gli altri, mettiamoci in prima linea per gettare le basi di una rincorsa verso il positivo dove tutti vincano.

Non trascuriamo nessuno dei due aspetti: il naturale istinto dell’individualità, della ricerca di sicurezza e di piacere personale, ed anche la naturale sensibilità che ci porta ad avere una responsabilità sociale.

giovedì 22 febbraio 2018

Ciò che non Accettiamo

DI MARCO CANESTRARI

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Ciò che soggettivamente non accettiamo rappresenta per la persona il suo richiamo, o i suoi richiami, al risveglio.

Perché evidenzia gli aspetti interiori che non abbiamo voluto vedere. Quel "fastidio" porterà alla luce prima o poi, ciò che abbiamo voluto da sempre trascurare, il fatto cioè, che siamo noi in resistenza e la causa di questa resistenza non è affatto esterna, come invece la mente vorrebbe farci credere dando attenzione ai suoi deliri e ragionamenti.

Una volta centrati, e senza più scusanti esterne, senza più proiezioni nè giustificazioni per la nostra chiusura, difesa o non accettazione, la prima parte del gioco è fatta. Da li crollerà tutto, in un lasciarsi andare dove non c'è più nessun capro espiatorio, nessun, nemico esterno, nessun rancore o giusta vendetta, nessuna colpa da vendicare.

Centrarsi nel nostro primo rifiuto e separazione è il filo che tirandolo fa srotolare tutta la matassa. Onestà, autenticità e trasparenza, soprattutto verso ciò che per noi è intollerabile: che non c'è mai stato nessun male all'esterno che noi non abbiamo generato.

Marco Canestrari