sabato 11 giugno 2016

Cos'è il Silenzio? Domanda a Marco Canestrari

DI MARCO CANESTRARI


Domanda: Cos'è il silenzio?

E' il silenzio di tutte le esperienze. Non potete voi raggiungere il silenzio, quando accade è sempre il silenzio che sta aprendo una porta per invitarvi a entrare. Tutti i nostri sforzi per ottenere una mente silenziosa sono vani e insensati, la nostra mente non può condurci al silenzio. L'io, il se, l'ego, la mia volontà individuale non può mai raggiungere il silenzio. Il silenzio può esprimere e rivelare se stesso senza nessuna ombra del ‘se’ dentro, il silenzio è la conclusione del percorso verso l'illuminazione e quando c'è il silenzio l'ego non c'è più. Tutte le domande che la mente si pone su come possiamo raggiungere questo silenzio, cosa significa che non c'è un me quando c'è il silenzio, tutte queste domande sono solo rumore, è la verità. La comprensione che l'attività della mente è rumore è il benvenuto per il silenzio, non è un’azione del me, questa comprensione non è un’azione fatta dall'ego. Il silenzio della mente, non il silenzio della vita, è sia il principio che la fine. Dovete iniziare col silenzio se volete iniziare ad imparare davvero, non ad accumulare informazioni come fa l'ego. Il silenzio è anche la prima completa assenza dell'ego, non c'è un 'come' comprendere, voi potete farlo, non l'ego, voi non siete l'ego. Il silenzio è già in noi, ma se vogliamo possiamo essere ignari della sua presenza, l'illuminazione, il risveglio è essere consapevoli di questo silenzio. Il silenzio è sia l'inizio che la fine, è l'inizio di una nuova vita la fine del vecchio, del passato, della conoscenza. Il silenzio dovrebbe essere il nostro sovrano, sistemerà tutti gli errori, curerà le nostre malattie, illuminerà i nostri angoli bui, ci darà una ragione, ci darà energia, ci riempirà, il silenzio ci dà la vita. Silenzio è solo una parola per esprimere qualcosa che a partire dalla percezione dell'ego è inspiegabile, non è comprensibile, quindi con la parola silenzio voglio indicare un fatto che non può essere considerato o pensato, che non può essere percepito a partire dal punto di vista di un individuo, di una persona.

Dove è il silenzio? Partendo dal punto di vista dell'essere umano, devo ripeterlo ogni volta, che non è il solo punto di vista e non è nemmeno il punto di vista corretto, il silenzio è qualcosa di magico che è fuori da ogni legge di questo mondo, è la totale assenza di queste leggi. Il silenzio è dal punto di vista dell'ego un momento molto piccolo nel tempo dove c'è una completa assenza di tutte le leggi che hanno regolato il mondo passato come lo conoscete, dentro quel breve momento c'è un miracolo dal punto di vista dell'ego, qualcosa che rompe tutte le regole che sono esistite fino ad un attimo prima. Questa è la percezione dell'ego. Dal punto di vista corretto, che è la verità, il solo punto di vista possibile, il punto di vista che è completo, intero, che guarda ogni parte della domanda e non solo una piccola parte, un punto di vista saggio, che non manca di consapevolezza, pieno di luce, che conosce tutto, da questo punto di vista il silenzio è la sola condizione che esiste e le leggi dell'ego non sono mai esistite, è la verità. Quindi il silenzio può muovere la mia bocca e parlare e spiegare dove le parole dell'ego non sono corrette, e l'intelligenza può pensarle se vuole o meglio affrontare la realtà del fatto che sto dicendo. Per una singola persona, per un individuo, il silenzio è qualcosa che può succedere qualche volta, una magia che si muove tra gli oggetti qualche volta, in qualche caso e per qualche persona, e qualche volta si può sentire questa magia e poi improvvisamente si interrompe e si ricomincia con le vecchie leggi. Questo è il punto di vista dell'ego che dice “ho avuto questa esperienza di apertura che era fuori da ogni precedente regola”, poi questa esperienza è stata rimessa in una scatola e chiusa in un cassetto e, riconsiderata dalla mente, è diventata un’esperienza come tutte le altre brutte e belle esperienze avute ma in quel momento di apertura non era un'esperienza, era un fatto, che sostanzialmente è molto diverso da un'esperienza. Esperienza significa che un ego sta sperimentando qualcosa che viene dal mondo esterno, mentre in quel momento di illuminazione non c'era ego e nessuna esperienza, in quel momento sei pienamente in quella realtà e puoi vedere la differenza fra sognare ed essere sveglio. Per te quando hai avuto quella esperienza era più reale di come sei adesso, ora dici “sono un po' confuso su qualcosa e devo rifletterci meglio, devo trovare un modo” mentre l'altra era più concreta, era sicuramente e solo quel silenzio e non era male. Il silenzio non è un'esperienza, non sperimentiamo mai il tempo, non sperimentiamo mai eventi, il passato, non possiamo fare esperienza del silenzio perché esso è ciò che contiene tutti i pensieri, tutto il passato, tutti gli eventi, tutto il me, tutte le possibilità e quindi il corpo non può fare esperienza di ciò che lo contiene. Ciò che lo contiene, è anche il contenitore di tutte le idee dell'ego, di ciò che mi piace e che non mi piace, dei traumi, dei comportamenti, il silenzio contiene tutto questo, volontà e creazione. Non cercate di capire cosa è il silenzio perché, come ho detto prima, non è comprensibile dal vostro ego, contiene il vostro ego che si sta ponendo la domanda. Non è comprensibile e dunque non cercate di comprenderlo, di raggiungerlo, di ottenerlo perché non potete prendere il silenzio e mettervelo in tasca, il silenzio è l'ambiente che vi consente di fare tutto ciò che volete e di affrontare voi stessi e la realtà, il silenzio è il contesto è Matrix, inizia da Matrix e non può essere un oggetto dentro Matrix, il programma che ha creato il voi e che fa esperienza degli oggetti, la sostanza che rende reali tutte le possibilità della realtà per la nostra volontà, questo è il silenzio.

Domanda: come sai queste cose?

Non le so davvero, non è una questione di conoscenza, come ho detto prima è una questione di apertura, di essere aperti all'ignoto. Io non voglio sapere nulla adesso, non voglio conoscere, non sto cercando di conoscere, le parole sono solo parole, ricordalo. A chi importa delle parole? Non sto cercando nuove parole per un nuovo sistema di pensiero, ho finito di farlo e mi sono aperto al silenzio, ho aperto il mio cuore al silenzio. Non sto aspettando che il silenzio entri in me, questa attesa sarebbe un’azione della mente e dell'ego. Io non sto aspettando perché adesso è il silenzio a parlare, non un mitologico me che dovrebbe aspettare qualcosa. Il silenzio è al centro di tutto quello che voi chiamate conoscenza, è tra una parola e un'altra, tra un simbolo e un altro, fra un concetto ed un altro, un'idea e un'altra, è quello che vi permette di formulare un concetto, di avere un'idea e quindi non può essere un'idea è un fatto. Cioè voi siete consapevoli di un fatto quando la vostra mente non sta lavorando, non è attiva. Quando la mia mente non è attiva, come accade ora, tutti i significati sono molto chiari, perché non sto dando significati a qualcosa con la mente, sto solo osservando, ma non come un osservatore distante, capite? Sono consapevole di ciò che accade, non come una parte separata del mondo, ma come qualcosa che sto vivendo e di cui sono sicuro.

Dovremmo onorare il silenzio tra di noi, c'è una canzone che dice queste parole, stiamo dando troppo poca importanza al silenzio. Anche se prendete una persona che sta facendo un percorso spirituale, sta pensando al silenzio e quindi non lo sta onorando come un fatto con l'anima, non sta difendendo il silenzio, non lavora per il silenzio, non è coinvolta nel significato silenzio perché pensa, sta facendo rumore. Se voi pensate “dovrei fare silenzio, dovrei dire che il silenzio è buono”, fate rumore, siete distanti, non siete seri, state giocando, dite che vi piace il silenzio ma non è così nella vostra anima. Adesso io sto onorando il silenzio davvero. Potete osservare ogni mio movimento e dire che mi piace il silenzio, non sto pensando a nulla, dovreste farlo anche voi mondo, l’umanità dovrebbe farlo, è un modo rilassante di vivere senza paura né rabbia dentro. Voi siete pienamente consapevoli di ciò che accade, non siete confusi, non fate errori o meglio gli errori che fate non hanno colpa in se e quindi non sono davvero degli errori, e se non vorrete fare queste azioni che abbiamo chiamato errori, potete farle una volta e non ripeterle, non ripetere per sempre lo stesso errore. Si, gli uomini lo fanno, gli errori sono fatti per essere commessi una volta, altrimenti li chiameremmo piaceri, volontà, desideri e non errori. Se cadete ogni volta nello stesso buco non è un errore, è qualcosa che volete. Attenzione, non dico che la sofferenza è un tipo di volontà conscia, non potete essere coscienti e dire “voglio soffrire”. Quando soffrite, quando il vostro cuore è in pena, non state guardando ma vi state comportando in modo da non guardare, volete agire senza guardare, preferite agire senza guardare e quindi dite che c'è la sofferenza e le date un significato non corretto perché non avete guardato davvero quello che accadeva. Voi dite che la sofferenza viene dall'esterno e non da voi, no, viene da voi ed è tenuta in vita dal fatto che non guardate. Se voi decidete di farlo potete guardare, non solo sofferenza e dolore, non potete decidere di vedere solo una cosa. Guardare è guardare completamente, e se guardate siete pronti nel vostro cuore a guardare tutto quello che può accadere, non solo sofferenza gioia e dolore. Impariamo cosa è il silenzio, impariamo perché è buono e perché dovremmo vivere nel silenzio e quanto possiamo guadagnare da esso, non come individui ma come esseri viventi, come specie umana. Voi vi svegliate quando c'è un errore, siete attratti dagli errori, per favore siate attratti dalla perfezione e non dagli errori. Se qualcuno è attratto dagli errori è un errore lui stesso, attraete ciò che volete, lo sapevate? Io sono attratto da ciò che sono, se sono amore sarò attratto dall'amore, se sono odio sarò attratto dall'odio, è semplice.


Marco Canestrari